Sovranisti “dei miei stivali”

4 Luglio 2025 | Economia, Politica | 2 commenti

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Il governo di Gorgia Meloni e Matteo Salvini, doveva essere quello che avrebbe ridato dignità e speranze al popolo italiano affinché nelle istituzioni si potesse tornare finalmente ad esercitare la sovranità come Cristo e la Costituzione comandano. Ed invece, a distanza di quasi tre anni dal suo insediamento, i fatti dimostrano che l’attuale esecutivo sta portando avanti con ancora più forza e veemenza, quella macelleria sociale in corso da anni nel paese, che serve a trasferire ricchezza nelle tasche del “sistema” di potere elitario che da decenni si è impossessato delle nostre istituzioni.

Molti perdono tempo a ricercare quale sia l’ultimo anello della catena del potere che sta saccheggiando il paese. Poco importa alle nostre vite se questa abbia cromosomi italiani o meno. Anche se, seguendo il flusso del denaro, la vedo dura dimostrare sul banco degli imputati, che la ricchezza estratta dal sangue degli italiani, non sia finita per la parte più cospicua sui conti e sui registri immobiliari delle “Signorie nostre”.

Solo nel 2024, con a capo del governo coloro che si dichiarano più di ogni altro sovranisti, la ricchezza dei miliardari italiani è aumentata di 61,1 miliardi di euro – al ritmo di 166 milioni al giorno – raggiungendo un valore complessivo di 272,5 miliardi detenuto soltanto da 71 individui. Si tratta di un fiume di denaro consegnato a chi ha già abbondante denaro per sé e le sue future generazioni, che, qualora redistribuito con una semplice decisione di politica fiscale da parte del governo, avrebbe fatto affluire 3.500 euro nelle tasche di tutte quelle famiglie italiane che non arrivano a fine mese.

Giorgia Meloni e Matteo Salvini forse si sono confusi, hanno creduto che nella lingua di Dante, essere sovranisti significhi parteggiare per il Sovrano. Avvertiteli e fornite loro immediatamente un vocabolario, perché nel loro compito di servire il paese, hanno preso alla lettera la loro ignoranza e stanno servendo esclusivamente i Signori, anziché il popolo sovrano come sarebbe comandato a chi gestisce la cosa pubblica negli stati democratici moderni.

Mentre 71 italiani incassano 166 milioni al giorno, quasi 6 milioni di connazionali vivono in condizioni di povertà assoluta non disponendo di risorse mensili sufficienti ad acquistare un paniere di beni e servizi essenziali per vivere in condizioni dignitose. Anche qui, con un semplice decreto di politica fiscale, senza nemmeno gravare sulle casse dello Stato, si potrebbe con un click, trasformare questi colossali profitti consegnati nelle tasche dei lor Signori, in 30 euro al giorno per far rialzare la testa a chi non mangia e si cura più da tempo.

Questi non sono numeri che mi sono giocato ieri al Lotto, ma provengono dal rapporto intitolato “Disuguaglianza – Povertà ingiusta e ricchezza immeritata” presentato a gennaio scorso da Oxfam all’apertura del meeting annuale del World Economic Forum a Davos. Il fatto che questi numeri siano stati presentati nella “tana del Lupo”, è ancora più comprovante del processo in corso che vede in forte crescita le enormi disparità a livello sociale e geografico nel mondo e ancor di più in Italia.

E’ attraverso l’analisi delle misure fiscali, spesso inique, e del sistema di inserimento nel mondo del lavoro degli inoccupati, che spesso si rivela inadeguato, fino al welfare che non copre le esigenze soprattutto per la salute degli occupati, che l’organizzazione no-profit impegnata a colmare le disuguaglianze a livello globale, ha voluto dimostrare quanto queste misure abbiano contribuito soprattutto negli ultimi anni alla crescita dei working poor, ovvero di coloro che pur lavorando, non raggiungono un livello dignitoso di vita.

E’ vero, è proprio l’iniquità delle misure fiscali intraprese dai governi, il primo elemento indiziato come responsabile di questo dramma sociale che sta minando alla base gli stati moderni e la democrazia stessa. Sono i nostri governanti in quanto titolari dell’esercizio della sovranità monetaria, i primi ed unici responsabili di quanto sta accadendo. Sono i governanti stessi a capo delle istituzioni repubblicane e non i banchieri centrali che decidono, con gli strumenti che la Costituzione mette loro a disposizione, l’entità dei profitti che ognuno di noi deve conseguire nella valuta, che loro creano in regime di monopolio, quando decidono di spendere.

Con una forza di accelerazione ancora maggiore rispetto al resto del mondo, il gap fra la ricchezze dei miliardari e quella dei poveri, in Italia sta aumentando a dismisura. Il 5 per cento delle famiglie più ricche è titolare di quasi la metà della ricchezza nazionale e le possibilità di risalita nella scala sociale per chi parte dal basso, sono pressoché nulle, dal momento che quasi due terzi della ricchezza miliardaria in Italia è frutto di eredità.

Da quando si è insediato il governo dei sovranisti, benché ne dica l’ignorante propaganda della nostra premier, la pressione fiscale è in costante aumento. Nel 2024 si è attestata al 42,4 per cento, considerando imposte dirette e indirette e i contributi sociali a confronto con il PIL del paese. Come è in aumento il costo del carrello della spesa. Una inflazione in costante aumento, guidata dall’ascesa dei prezzi dell’energia; fenomeno sul quale il governo ha preferito chiudere entrambi gli occhi, per non intaccare i colossali profitti incamerati dalle aziende che operano nel settore in regime di monopolio. Stesso discorso vale per gli extra-colossali profitti del settore del credito, dove il sistema di potere che guida i nostri governanti, ha immediatamente stoppato l’idea del governo, di procedere ad un’opera di redistribuzione di tali “ingiusti” guadagni che le banche si sono messe in tasca in virtù della scellerata ed errata decisione politica di alzare i tassi per combattere l’inflazione.

L’interpretazione del concetto di “sovranismo” da parte di chi ci governa, non cambia nemmeno in merito al mancato intervento fiscale sul livello dei prezzi di luce, gas e benzina, dove l’Italia svetta nella classifica europea, con maggiorazioni rispetto agli altri paesi anche del 30 per cento. Questo, oltre a mandare in crisi finanziariamente le famiglie, crea anche un problema per le nostre aziende esportatrici che si trovano a competere con chi paga molto meno l’energia. Problema che sistematicamente viene risolto agendo sull’unica voce che il governo ha piacere di deflazionare: i salari. E’ per questo che, nonostante la lieve crescita dell’occupazione tanto sbandierata dal governo nel 2025, in realtà è l’Istat stesso a far luce su un sistema del lavoro sempre più precario e frammentato.

C’è un aspetto però che più di ogni altro conferma la totale falsità del messaggio sovranista che sta alla base della propaganda di partiti come la Lega e Fratelli d’Italia. Quando si arriva a parlare di moneta, ovvero dell’elemento che più di ogni altro influenza le nostre vite, anche l’attuale governo ha dimostrato di voler rinunciare deliberatamente all’utilizzo della sovranità monetaria che la Costituzione attribuisce ai ministri che guidano gli esecutivi.

La costante rinuncia al deficit nella spesa, ossia alla decisione politica di creare tutto il denaro necessario a stabilizzare il nostro sistema economico, è ormai una costante dell’operato di tutti i governi che si sono susseguiti in questi anni. Non solo si rinuncia al deficit, ma unicum in Europa e nel mondo, l’Italia da trenta anni a questa parte ha addirittura inanellato una serie di avanzi primari (surplus del governo prima della spesa per interessi) senza precedenti.

Che anche Giorgia Meloni non avesse la minima intenzione di tornare ad esercitare la sovranità in tema di moneta, è stato chiaro fin da subito, quando con la propaganda più spicciola mischiata ad una ignoranza in materia inaccettabile per chi ha il compito di governare un paese, ha immediatamente bloccato la trasferibilità dei noti crediti fiscali oggetto dei vari bonus edilizi.

Il Superbonus, finanziato con i crediti fiscali, al di là del giudizio che ognuno di noi è libero di dare sul tipo di spesa, è stato utile a far capire agli italiani che i nostri governanti se vogliono, sono ancora perfettamente in grado di spendere per gli italiani, al di là di ogni folle regola proveniente dai trattati. Ma, far capire agli italiani che il “baco” è a Roma e non a Bruxelles e Francoforte, avrebbe spostato immediatamente le responsabilità verso chi ci governa, mettendo a rischio gli interessi elitari. Ecco che, Draghi prima e “Giorgia” dopo, hanno immediatamente stoppato quello che era lo strumento che in breve tempo avrebbe fatto capire a tutti quello che non ci dicono: ovvero che i soldi ci sono e li crea il governo.

La prepotente campagna propagandistica di regime tutt’ora in corso, per far credere ad un “fantomatico” buco provocato dal Superbonus, è chiarificatrice su quanto fosse importante togliere dalla testa della gente, che lo Stato può spendere per loro. Ogni spesa dello Stato rappresenta un “buco” se fatta in deficit, ma non è il caso dell’Italia, dove ogni spesa viene coperta dal prelievo fiscale. Fermo restando che il concetto di “buco” finanziario e contabile, per lo Stato creatore della propria valuta in regime di monopolio, non ha nessun valore reale.

Un’ultima riflessione rispetto alla falsa propaganda sovranista che le destre mettono in atto me la dovete consentire. Quante volte avete sentito rispondere i vari Borghi e Bagnai, a giustificazione del loro allineamento al sistema ed all’euro, che loro stessi sarebbero pronti ad esercitare la sovranità ma purtroppo non dispongono (come partito, ndr), della maggioranza assoluta dentro il parlamento. Premesso che rimanere dentro ad un governo del quale non si condividono gli indirizzi principali, è un tradimento del mandato popolare, smascherare questa loro “puerile” scusa è abbastanza elementare:

partendo dal dato di fatto che nei decenni passati un singolo partito di governo mai ha avuto il 51%, come mai certe scelte, e sempre quelle, vanno avanti a razzo come se al governo ci fosse un partito solo, e sempre quello, eletto con l’85% dei voti?

Questo deve farvi riflettere sul fatto che i nostri governanti sono veramente eterodiretti da un sistema di potere che persegue esclusivamente gli interessi delle classi elitarie italiane.

di Megas Alexandros

 

 

Articoli Correlati

2 Commenti

  1. Giovanni Todesco

    Grande pezzo, Megas!
    Una sola nota critica che ritengo doveroso mettere in rilievo :
    Perché si introduce la frase, nel descrivere il Superbonus:
    “… al di là del giudizio che ognuno di noi è libero di dare sul tipo di spesa, …”
    quasi a doversi “scusare” dell’uso che se ne è fatto nella sua applicazione?
    Il bersaglio perseguito dal Superbonus italiano rimane assolutamente degno di elogio.
    Lasciamo pure perdere le favole climatiche (risparmio di CO2), dato che
    la riqualificazione edilizia, sismica ed energetica degli edifici ha un valore assai più concreto a favore dei cittadini da molti punti di vista:
    1. il patrimonio edilizio italiano rimane fatiscente (anche a causa del costante impoverimento delle masse, naturalmente). Riqualificarlo è un dovere sociale e ha ricadute anche nel paesaggio urbano e nella percezione di civiltà dei luoghi in cui cresciamo i nostri figli;
    2. l’aspetto di miglioramento del comportamento alle sollecitazioni sismiche non credo meriti alcuna spiegazione;
    3. Una miglior prestazione energetica degli edifici – se ottenuta attraverso interventi tecnicamente corretti – ha ricadute importantissime sia sul bilancio delle famiglie, sia e soprattutto sul benessere interno alle abitazioni che diventano assai più confortevoli in ogni stagione;
    4. Una miglior prestazione energetica degli edifici migliora indiscutibilmente la qualità dell’aria urbana nelle stagioni fredde;
    5. Una miglior prestazione energetica degli edifici di massa diminuisce il livello di entropia del sistema, operazione questa sì ecologicamente apprezzabile;
    6. circa la pelosa polemica “classista” introdotta dal kompagno Draghi e dai suoi sodali (sempre tanto attenti alle ingiustizie sociali…): “… col Superbonus abbiamo arricchito solo i ricchi che si sono rifatti la seconda e terza casa in Sardegna…”. A costoro chiedo: la moneta fiscale creata per quei lavori in tasca di chi è andata? del riccone o del muratore sardo che si è sporcato le mani di calce? Rispondo io: a quest’ultimo! E aggiungo: senza alcuna intermediazione politica o burocratica (lasciando per un momento da parte il comportamento altamente spregevole delle banche). Soldi che sono entrati direttamente nei conti dei lavoratori, dei fornitori, dei progettisti e di un enorme indotto. Soldi a chi lavora! E quanti disoccupati hanno trovato una occupazione vera e ben retribuita – tutto era fatturato e ben controllato in termini di retribuzioni e contributi INPS ? Ricconi anche questi benficiari?
    Va detto che una certa disparità di classe si è effettivamente creata fra i fruitori diretti, a scapito dei meno abbienti. Questa però è dipesa unicamente dal comportamento contra legem delle banche che pretendevano garanzie reali alla concessione del “prestito ponte”, interpretato come fosse un finanziamento ordinario dai solerti funzionari, ignoranti del fatto che quel prestito, concepito per agevolare le partenze dei lavori edilizi, godeva di ampie garanzie ben superiori a quelle ordinariamente richieste, in base a come era strutturata la legge, senza alcuna necessità di vessare i poveracci. Solo questo ha impedito a molti condomini popolari (e non) di partire coi lavori: la scelta classista è stata delle banche, non della legge che è piuttosto da ritenersi autarchica e socialista in senso stretto!
    7. per un momento cancelliamo quanto espresso nel punto precedente e ammettiamo per assurdo (non senza uno spontaneo conato di vomito…) che la tesi di Draghi, Giorgetti e Meloni fosse fondata: abbiamo arricchito i ricchi! Qui mi domando: per far questo abbiamo impoverito qualcun altro? Se il PIL è balzato al +107%, risulterà – anche nel credo di lor signori – che l’interesse sul “debito” che risente del rapporto “debito”/PIL sarà diminuito… dunque l’intera economia del paese ne ha beneficiato… anche ammettendo (sempre per assurdo) la farsa del buco derivante le mancate entrate fiscali future, drammaticamente denunciate dai soliti bocconiani l’incremento di entrate fiscali già all’anno 0 derivante dal moltiplicatore keynesiano ottenuto hanno compensato ampiamente tali “ammanchi”, giova ricordare creati proprio dal blocco della libera circolazione dei crediti imposta dal “kompagno” stesso…
    8. rimane da ultimo l’aspetto macroeconomico/monetaristico che lei spiega assai meglio di chiunque altro.
    CARI ECONOMISTI PENSANTI, VI PREGO DI SMETTERE DI ADOMBRARE NEI VOSTRI SAGGI EXCUSATIO NON PETITE E TANTO MENO DOVUTE: IL SUPERBONUS È STATO UN GRANDIOSO PROVVEDIMENTO CHE NONOSTANTE L’IMMEDIATA AZIONE DI SABOTAGGIO DEL MEF E DI CERTI MONDI FINANZIARI CHE AVEVANO COMPRESO DA SUBITO L’ENORME PERICOLO CHE ESSO COSTITUIVA, HA FUNZIONATO. ESSO VA RIPROPOSTO CON MINIMI AGGIUSTAMENTI E ALLARGANDO, NON CONTRAENDO LA PLATEA DEI BENEFICIARI.

    Rispondi
    • Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

      Concordo. Molto meglio spendere per ristrutturare le case degli italiani che per inviare armi in Ucraina. Ho scritto questo perché non volevo dare alibi alla falsa propaganda….. grazie

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

MEGA ALEXANDROS (ALIAS FABIO BONCIANI)

Economista
Modern Monetary Theory specialist
Author of ComeDonChishiotte