di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)
Fu negoziando i “diritti sul bulbo” (dei veri e propri futures sui tulipani), che nel 1637 gli olandesi fecero scoppiare la “bolla dei tulipani”, ovvero quella che poi sarebbe stata ricordata nella storia, come la prima grande crisi finanziaria innescata dall’utilizzo di strumenti finanziari con finalità speculative.
Oggi, gli olandesi ci stanno riprovando con il gas naturale, la cui produzione è una inerzia rispetto al consumo europeo ma del quale manipolano il prezzo attraverso diaboliche speculazioni, messe in piedi da una “setta” di persone che ne gestiscono il mercato virtuale con sede ad Amsterdam.
Tutto sarebbe finito qua, se a tale “gioco del diavolo”, non prendessero parte anche le varie compagnie energetiche europee monopoliste di settore, che nel rivendere il gas a noi comuni mortali, prendono come riferimento il prezzo che scaturisce da questi scambi che di fatto sono delle vere e proprie scommesse che niente hanno a che vedere con la realtà di chi produce e vende il gas vero e proprio.
Megas e ComeDonChishiotte, sono stati tra i primi a portare a conoscenza, il popolo ignaro, di tale oscenità [1] – ed oggi dopo il macigno lanciato nello stagno, perfino la stampa di regime non può più far finta di non vedere e di evitare di parlare dell’argomento.
Per questo ho deciso di riprenderlo per far comprendere ancora di più quanto in tutto questo ci sia ben poco di sventura, ma bensì sia l’ennesimo (forse definitivo), “trucchetto” ben orchestrato da i poteri profondi, per completare l’opera di distruzione dei nostri sistemi economici.
Le aziende italiane che al ritorno dalle ferie, hanno deciso di non riaprire i loro stabilimenti – minate irrimediabilmente nella loro redditività da bollette fuori controllo – aumentano di giorno in giorno. A confermare le dimensioni di tale realtà, non è solo la necessità di stupire da parte di stampa e televisioni, ma è quello che possiamo constatare sul campo parlando direttamente con gli operatori.
Solo pochi giorni fa mi chiama un alto dirigente bancario, responsabile della gestione grandi imprese, mostrandomi tutta la sua preoccupazione nell’apprendere che molte aziende sue clienti – pur in presenza di ordini – sono costrette a scegliere la dolorosa strada di non riaprire e della cassa integrazione per i dipendenti, proprio perché sarebbero costrette ad operare in perdita in virtù dell’impossibile costo dell’energia da sostenere.
Riguardo alla spiegazione su cosa sia il TTF potremmo entrare nello specifico tecnico e magari lo faremo anche in seguito, ma vorrei, nel modo più semplice possibile, rendere comprensibile anche all’uomo della strada, quando delinquenziale sia questa enorme frode a danno di alcuni popoli.
Per comprendere dobbiamo capire bene cosa avviene.
Da una parte abbiamo il gas naturale estratto sul territorio russo che tramite la commercializzazione di Gazprom e la successiva immissione nei vari gasdotti, poi arriva, pronto all’uso, fino nelle nostre abitazioni. Gazprom stipula contratti di fornitura direttamente con gli operatori di settore locali, nel caso dell’Italia, tanto per fare un esempio, si tratta della compagnia ENI, un colosso a cui partecipa anche il Tesoro.
In un mondo teoricamente “normale”, la cosa sarebbe finita qua: Gazprom fa il prezzo, ENI ricarica il giusto profitto in accordo con i suoi costi di gestione e la concorrenza e gli utilizzatori finali pagano il giusto prezzo.
Purtroppo di normale in questo mondo c’è rimasto ben poco, e questo fa sì che in questo business intervenga un terzo incomodo.
L’altra parte che interviene è composta da un manipolo di diabolici avvoltoi, ai quali è consentito in maniera “follemente” legale – stando seduti e fumando un sigaro – di mettere in piedi delle vere e proprie scommesse attraverso contratti post-datati nel tempo (futures). Ovvero promettono di consegnare un certo quantitativo di gas (che materialmente non hanno), ad un certo prezzo ad una certa data.
Tutta questa attività, che di fatto rappresenta una vera e propria “bisca”, ripeto legalizzata da governi corrotti ed incoscienti, permette al “banco” (i padroni del mercato), di manipolare a proprio piacimento il prezzo del gas naturale, rendendolo volatile come un bitcoin e ripeto del tutto scollegato da quello che sarebbe il prezzo derivante dall’attività di estrazione.
Come detto all’inizio, lo sporco ed i danni finirebbero qua e rimarrebbero solo sulle mani dei “giocatori incalliti” che partecipano alle scommesse, se non fosse che, gli stessi governi corrotti, consentono alle compagnie di settore rivenditrici del gas naturale, di stipulare contratti con famiglie ed imprese dove il prezzo da pagare per la fornitura, sia legato a questo indice TTF.
La cosa assurda che rende certificato questo sistema criminale, è che circa il 70% degli scambi sul TTF riguarda contratti future, segno di una predominanza di operazioni puramente finanziarie rispetto a quelle per l’effettivo acquisto fisico di gas. Ma come detto è sul TTF che poi si fa il prezzo del gas per famiglie ed imprese.
E’ il solito ed annoso problema che vede il mondo reale e quello della finanza completamente scollegati l’uno con l’altro. Il prezzo non è più il risultato del logico incontro tra domanda e offerta del bene reale, ma bensì il frutto di una facile manipolazione, che avviene in un mercato virtuale di dimensioni pressoché “rionali” rispetto ai volumi di gas che scorrono nelle tubazioni.
Un mondo creato ad arte, per consentire in qualsiasi momento di mettere in atto crisi globali, che comportano la distruzione di interi sistemi economici al solo scopo di permettere ad una ristretta élite di impossessarsi di asset e risparmi.
Del resto, anche se siamo tutti affetti da corta memoria, dalla crisi dei sub-prime alle speculazioni sui debiti degli stati, passando per la pandemia per finire al fenomeno del caro-energia che stiamo descrivendo, sono tutti fenomeni che hanno le stesse caratteristiche e gli stessi obbiettivi finali.

Il mercato di Amsterdam fa capo a Intercontinental Exchange (ICE) una società finanziaria statunitense fondata nel 2000 che opera in mercati basati su internet e commercia in futures ed energia, commodities e prodotti finanziari derivati. L’obiettivo principale della società in principio erano prodotti energetici (petrolio grezze e raffinato e gas naturale), ma ha esteso le sue attività in commodities come zucchero, cotone, caffè e scambio di valuta. ICE è un gruppo da 7,1 miliardi di dollari di fatturato che dal 2013 controlla anche il NYSE, cioè la Borsa di New York.
Essendo una Borsa, più scambi ci sono più ICE guadagna. Nel 2021 gli scambi sul TTF sono aumentati del 45% e il gruppo ha visto crescere del 10% i suoi ricavi nel settore dell’energia, a 1,2 miliardi di dollari.
Come potete vedere, dietro ad un apparente mercato rionale, ci sono i grandi gruppi finanziari che andando a ritroso ed aprendo le matrioske rappresentate dalle varie società controllate e controllanti, sicuramente arriveremo alle famose famiglie che ci comandano.
Perfino gli operatori di settore rimangono sbalorditi dalle dimensioni del tutto fuori controllo del fenomeno in corso:
Torbjorn Tornqvist, miliardario svedese primo socio e amministratore delegato di Gunvor, multinazionale svizzero-cipriota tra i maggiori trader di materie prime energetiche sul mercato europeo del gas ha un’idea precisa. Gli hanno chiesto se il mercato del gas europeo funziona: “Penso sia rotto, lo è davvero… E il problema è un prezzo TTF disfunzionale”. [2]
Patrick Heather dell’Oxford Institute for Energy Studies ha individuato diverse cause “reali” per l’aumento delle quotazioni: una cattiva gestione degli stoccaggi, il sostanziale esaurimento del giacimento olandese di Groningen, le tensioni con la Russia ma nessuna, di per sé, è sufficiente a giustificare ciò che sta avvenendo. L’ analista parla di livelli di volatilità “incredibili e senza precedenti” con rincari “davvero inediti, non solo per il mercato del gas, ma per i mercati dell’energia in generale, dove niente di questo genere era mai successo prima”.
Come potete leggere nelle dichiarazioni riportate, nonostante il non avere risposte, nemmeno gli operatori di settore vogliono prendere coscienza della realtà.
Una realtà che Megas ha finito le parole e gli articoli, per descrivervi come può essere cambiata: solo attraverso l’intervento degli Stati monopolisti della moneta ed al loro potere assoluto di legiferare, si può mettere fine a tutto questo increscioso scenario di morte.
di Megas Alexandros
NOTE:
[1] E’ speculazione.. ma c’è ancora chi continua a chiamarla inflazione! – Come Don Chisciotte





…………Oggi, gli olandesi ci stanno riprovando con il gas naturale che non producono e mai hanno prodotto, ……………………
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Non voglio certo giudicare e sminuire quello che scrive per un semplice-presumo- abbaglio,-peggio sarebbe l’ignoranza,dato che scrive di economia e certe informazioni basilari dovrebbe conoscerle- ma d’ora in poi questa pecca peserà su di lei..-per quello che può valere il mio giudizio-
Nb.tra l’altro gli olandesi hanno succhiato e succhiano tanto di quel gas, che il loro territorio è diventato un gruviera sismico!!!!
(ma mai quanto gli americani ed il loro scisto, che prima o poi sprofonderanno nelle rocce che hanno frantumato..ma questo è un altro discorso)
saluti
Grazie per permettermi la precisazione, nel 2020 i Paesi Bassi hanno consumato quasi 45 mld di mc di gas ed il loro giacimento di Groningen (a fasi alterne tra chiusure ed aperture), produce da 1 a 2 mld di mc di gas all’anno….. quindi in termini di consumo nazionale ed europeo…… affermare che la produzione è zero è certamente sbagliata… era più corretto se scrivevo, che è “quasi” a zero.
Detto questo, mi sembra che il tutto sia estremamente marginale, rispetto a quanto di delinquenziale avviene e che ho evidenziato nell’articolo.
Comunque grazie ancora per avermi permesso la precisazione.
PS comunque in fondo all’articolo nelle dichiarazioni di un addetto al settore è riportato del giacimento di GRoningen….. il mio era solo un rafforzativo perché la produzione rispetto al fabbisogno europeo è quasi zero…. quindi il loro influenzare il prezzo è esclusivamente dovuto ai movimenti speculativi, scollegati dalla produzione…
ti ho fatto notare la cosa perché per guadagnare credibilità occorre fatica, sacrificio impegno e quindi tanto tempo ed è un peccato scivolare per una svista, da cui spero l’impegno da parte tua nel verificare le notizie che diffondi, altrimenti viene meno la fiducia e soprattutto-perlomeno da parte mia-dover perdere del tempo per verificare ogni cosa che scrivi.-1-
Comunque a proposito del racket sui prezzi del gas, lo sapevi che qualche giorno prima dell’inizio del conflitto ukraino ,il 17-18febbraio,il gran boss(appunto,si tratta di racket)della roccia nera, zu lorè finch gironzolava negli uffici di banche e ministeri di mosca ?
-1-e ricordati questo imperativo:distinguere sempre ciò che è(il dato di fatto,la cruda realtà)da quello che si vorrebbe che fosse(la propria idea, la propria aspettativa la “propria panza”).
ciao
Ti ringrazio ancora e condivido l’intento. Come hai visto ho modificato l’articolo. L’errore è stato per la fretta di esprime un concetto che rimane tale… e fatto in buona fede, visto che poi in fondo all’articolo ho riferito della piccolissima produzione di gas in Olanda.
Ho scritto più di 500 articoli e qualche volta può capitare di fare errori seppur lievi rispetto al concetto. L’importante è riconoscerli e correggerli.
Per il resto, se mi segui, e vista la tua puntualità nel verificare…. credo che sui concetti di dottrina economica che esprimo, spesso puntando il dito anche contro chi è in alto ed ha potere… penso non ci sia niente da ridire.
PS: in riferimento alla tua nota finale…. mi puoi mandare qualcosa perché non conosco l’episodio.. vorrei saperne di più…. magari lo scriviamo. Oppure se te la senti lo puoi scrivere TU e lo pubblichiamo anche su CDC. Grazie
ho salvato il link della notizia(zù lorè,a mosca)ma mi occorre del tempo a trovarlo perché il pezzo l’ho letto in marzo e quindi dovrei ripassare tutta la cronologia …(e la mia è abbastanza ampia che ci vuole tempo a cercare).
un altro consiglio se permetti, “consentimi”:
sprechi troppo a rispondere ai commenti, non te ne accorgi subito, ma diventa come un vortice dal quale alla fine non se ne esce mai(per questo mi tengo lontano dai blog,salvo qualche eccezione e degli appunti).
Una volta che hai sancito il concetto ed al limite aggiunto qualche chiarimento, lascia perdere perché a chi ha capito non devi dire più nulla e chi non ha capito….è inutile..
del resto se ci troviamo in questa situazione(cv.guerra inflazione woke cancel-culture,transumanesimo, reset etc,e il peggio deve venire…)è proprio perché la massa è costituita da un branco di pecore che ha bisogno del pastore e paradossalmente gode ad essere ingannata sadicamente e “””masochistamente””” fottuta.
Come ai tempi della democrazia cristiana, nessuno a parole la votava,ma dalle urne è uscita vincente per quasi mezzo secolo…e al quel tempo la fortuna per noi italiani è stata che tra mafiosi ,pretazzi diabolici ,gladiatori, massoni intrallazzatori ,nella DC c’era anche qualche buon cristiano, con la coscienza pulita, al punto che chi ha vissuto in quegli anni non può fare altro di affermare che…. si stava meglio quando si stava peggio…….
ciao..e scusa del tempo che ti ho rubato.
ps.appena ritrovo la stringa (zù lorè to moscow)te la faccio avere.