Il “Sistema” ha deciso: fuori Grillo tutto su Giuseppe Conte!

15 Novembre 2024 | Attualità, News, Politica | 0 commenti

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Ormai anche gli ultimi “topi” rimasti nella fogna sono in grado di decifrare quello che è il principale compito affidato al sistema dei partiti all’interno di quello che è il progetto elitario di conservazione perenne del potere dentro le nostre istituzioni, a servizio dei “Poteri Forti” di casa nostra.

Consiste nella perpetua azione di ricerca di “facce” nuove e ripulitura di quelle ancora non totalmente compromesse, da presentare a chi tuttora ha lo stomaco in ordine per recarsi alle urne, al solo scopo di far apparire al mondo l’Italia come una democrazia perfettamente inserita in quella che invece è una dittatura oligarchica globale a tutti gli effetti, caratteristica ormai di molti paesi del mondo occidentale.

Gli esempi in tal senso non si contano in questi anni nel nostro paese. Le figure presentatesi come il “nuovo” poi bruciate alla prova dei fatti sono molteplici, a partire da chi ha messo piede a Palazzo Chigi.

Una di queste pare resistere nelle grazie del Potere! che sia per la sua abilità nel presentarsi pulito alla gente e non appartenente (nonostante lo sia, ndr) o forse perché il sistema stesso lo considera indispensabile o quanto meno il più adatto, poco cambia. Sta di fatto, che Giuseppe Conte è l’uomo scelto dal Sistema per procedere all’opera di lavaggio e ripulitura nel profondo di quello che è stato il più grande esempio al mondo di partito-progetto, ideato per convogliare il dissenso e portarlo a governare il paese nell’interesse degli stessi poteri elitari che da sempre lo governano.

Vinta la “falsa” battaglia interna al movimento cinque stelle, inscenata con “Beppe” Grillo, l’ex-premier si appresta a far rinascere il partito che nacque con le facce di Casaleggio e del comico genovese in prima linea, lanciando addirittura una nuova fase costituente. Come se qualcosa di unicamente “nuovo” possa essere ricostruito senza prima aver tolto le “macerie” oggetto del tradimento, su cui ancora oggi giace ben comoda tutta la classe dirigente del movimento.

Se non fosse vero, sarebbe impossibile da crederci! pensate un po’: il M5s convoca i suoi iscritti per le votazioni dei quesiti che saranno posti all’Assemblea costituente. Consultazione in rete dalle ore 10 del 21 novembre alle ore 15 del 24 novembre. Ai voti, tra le altre proposte emerse nel processo costituente, il ruolo del garante, il limite dei mandati e le alleanze. Ma anche il nome e il simbolo del Movimento. I quesiti saranno resi noti il prossimo 14 novembre. «Per ciascun punto all’ordine del giorno l’assemblea sarà chiamata ad esprimersi su una o più specifiche proposte», si legge nella convocazione pubblicata sul sito. L’esito delle consultazioni sarà comunicato in occasione dell’evento “Nova”, in programma al Palazzo dei Congressi di Roma dal 23 al 24 novembre.

Sui social e sul web è già iniziata la battaglia tra quei pochi gatti rimasti che ancora credono alle favole che Giuseppe Conte e soci stanno imbastendo per far tornare a splendere la luce sul movimento, nella speranza di riportare alle urne chi deluso e rassegnato, preferisce starsene a casa. Perché è questo il compito primario che oggi il Sistema affida a Conte, non certamente quello di tornare a sedersi a Palazzo Chigi, almeno nell’immediato. Troppa la differenza fra gli ex elettori del M5S che hanno preso coscienza del tradimento a confronto dei tanti illusi, in grave ritardo nel capire di essere stati traditi a loro volta, che ancora votano Giorgia Meloni.

Ecco che, per questo compito di acchiappa citrulli dell’ultim’ora, il Giuseppe Conte che ancora ha lasciato vedove in giro nel mondo femminile, avvocato dalla faccia pulita e ben inserito nelle stanze vaticane (cosa essenziale nel nostro paese, ndr), è ritenuto dal Potere la figura più adatta a svolgere questo compito.

Tanto, l’italiano medio dotato da sempre di una facilità a dimenticare inversamente proporzionale a quella degli elefanti, si è già scordato che è stato proprio un avvocato pugliese di Volturara Appula, fatto salire dal nulla sulla poltrona più alta di Palazzo Chigi, a rinchiuderci in casa per due anni, per consentire a chi ci comanda di mettere in atto quello che passerà alla storia come il più grande esperimento di massa su scala mondiale, volto a privare l’uomo di ogni diritto sulla sua persona.

Dicevamo che nel movimento e sul web, sta impazzendo il tifo da stadio tra coloro che si pongono senza indugi al fianco di Conte ed invece chi ancora nutre nostalgia per Beppe Grillo, il garante che fu la prima scelta delle élite italiche per ingannarli. La sindrome di Stoccolma purtroppo pare essere decisamente ancora presente nelle menti di questi follower del comico genovese.

Giuseppe contro Beppe, uno scioglilingua che invece manda in scena uno scontro tra sciocchi ed interessati che per fortuna del paese e pietà nostra, viste le ultime tornate elettorali, è ridotto all’osso numericamente.

Ma tenetevi forte e pronti, Voi che non andando più a votare, dopo che l’ultima volta che lo avete fatto era per il M5S,  dimostrando di capire che essere ingannati vale bene una volta sola. Sarete ben presto martellati, non solo dalla stampa di regime nazionale, ma anche da tutti quei blog e siti della così detta informazione indipendente, che fino ad oggi hanno incassato la Vostra totale e piena fiducia.

La propaganda in favore del “Nuovo” Movimento cinquestelle (o come si chiamerà dopo l’assemblea costituente di fine Novembre), per ordine del “Potere” dovrà essere talmente massiccia ed ingannevole da giustificare un dispiegamento di forze anche economiche imponenti. Energie, mezzi finanziari e corteggiamenti che serviranno ad acquisire il narcisismo di chi da “scappato di casa” con le pezze al culo si è trovato in questi anni a gestire importantissimi pezzi del vero dissenso.

Pensate, il fumo da mettere negli occhi degli italiani delusi e traditi è talmente tanto che a celebrare l’assemblea costituente del Movimento 5 stelle sono stati chiamati persino due degli economisti apparentemente più distanti (ma non fino in fondo, ndr), da quelle che sono le idee neoliberiste che da decenni guidano il mondo occidentale. Sono il premio Nobel Joseph Stiglitz e l’economista Jeffrey Sachs, che parteciperanno, in videocollegamento, all’evento “Nova”.

Due superospiti internazionali invitati da Giuseppe Conte per dare lustro alla sua operazione di rilancio politico. Due grandi economisti americani, entrambi professori alla Columbia University, che offriranno alla platea cinquestelle la loro analisi su due temi specifici tra quelli inseriti all’ordine del giorno. Stiglitz, premio Nobel nel 2001, interverrà sulla «crescita economica inclusiva», mentre Sachs, già direttore dell’Earth Institute alla Columbia, parlerà di «transizione ecologica».

Temi certamente importanti che d’ora in poi saranno il cavallo di battaglia di chi dai banchi dell’oppo-finzione agirà per accaparrarsi il consenso di chi non vota più. La diseguaglianza economica sta aumentando in tutto il mondo ma in Italia ancor di più. Sono addirittura i report contenuti nelle edizioni annuali del World Economic Forum (WEF) che riunisce a Davos il gotha dell’economia (ovvero gli stessi che determinano tali condizioni, ndr), a porre l’Italia stabilmente agli ultimi posti tra i Paesi avanzati per “crescita inclusiva”, cioè capacità di ridurre le disparità di reddito e favorire l’inclusione sociale secondo l’Inclusive Development Index. Poi la “transizione ecologica” un tema caro a tutti noi, ma altrettanto caro alla sete di profitto delle lobbie che da sempre operano nei settori dell’energia.

I due economisti faranno la loro apparizione e poi come sempre torneranno a casa loro, certi che di tutto quello che diranno niente verrà messo in pratica da Giuseppe Conte quand’unque tornasse a guidare uno dei nostri governi.

Del resto la sua posizione in tema di moneta, debito pubblico e deficit, mai si è discostata da quelle che sono le folli convinzioni neoliberiste che guidano le austere politiche economiche di tutti i nostri governi, motivo principale per cui il nostro paese è così in basso nelle classifiche sulla “crescita inclusiva” stilate dal WEF appena menzionate.

Anche i due governi presieduti da Giuseppe Conte, niente hanno fatto di concreto in tema di lavoro e salari, per il sociale e tutto quello di cui la maggioranza necessita per far tornare quel benessere diffuso, caratteristica di un paese libero e democratico.

Persino riguardo a quella che è stata la difesa politica dello strumento utilizzato per finanziare quella che è stata sicuramente la misura di spesa più criticata del suo governo – parlo dei crediti fiscali – Giuseppe Conte si è guardato bene dal difenderla come Dio comanda. Finita l’utilità propagandistica per cui era stata ideata, ovvero portare a sé il consenso di un settore importante, da troppo tempo in crisi, come quello delle costruzioni e ristrutturate le proprietà immobiliari che interessavano, Conte si è limitato a lenire le critiche dei falchi italici del deficit, senza mai affondare il colpo. Ossia spiegando bene ed approfonditamente agli italiani che con l’utilizzo diffuso dello strumento dei crediti fiscali (che ricordo essere moneta, ndr), l’Italia avrebbe recuperato quella piena autonomia nella spesa a deficit, appaltata a terzi con con la firma “sovversiva” dei trattati di Maastricht.

Giuseppe Conte dal palco del Teatro dal Verme di Milano presenta i candidati alle Europee del 2024

I dati dicono che gli attivisti parrebbero già spaccati a metà, mentre i rumors confermano che i fedelissimi di Giuseppe Conte sono già da tempo attivi in una opera di deep-infiltrating dentro quelli che in questi anni sono stati i “covi” della speranza di un dissenso vero e disinteressato.

Attenzione Voi che mi leggete, i segnali sono già evidenti ed al “Nuovo” cinquestelle di Giuseppe Conte, quello che interessa sono i Vostri voti e non certamente le Vostre vite.

di Megas Alexandros

 

 

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MEGA ALEXANDROS (ALIAS FABIO BONCIANI)

Economista
Modern Monetary Theory specialist
Author of ComeDonChishiotte