Draghi inchioda i governanti. Sono loro che creano la moneta e decidono delle nostre vite. La Meloni è avvertita!

19 Dicembre 2024 | Attualità, Economia, MMT, Politica | 0 commenti

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Nessuno in questi giorni, tra chi si occupa di informazione – indipendentemente dal grado di libertà di cui dispone – sta dando il risalto che meritano alle parole che Mario Draghi ha pronunciato nel suo discorso tenutosi pochi giorni fa al Simposio annuale del Centre for Economic Policy Research a Parigi. Eppure, quello che l’ex governatore della Bce ha detto, è di una importanza unica per riportare la verità dentro la scienza economica, violentata per un trentennio anche dallo stesso Draghi, dalle idee neoliberiste in tema di moneta, debiti degli stati e deficit pubblici.

Una verità tenuta opportunamente nascosta dalla maggioranza degli economisti e da quei politici che, con funzioni di governo, hanno messo in atto tutte quelle politiche economiche improntate ad una austerità estrema, causa del disastro economico attuale. Uno scenario che vede il continente europeo essere il più fortemente colpito rispetto ad altri, proprio perché tali politiche hanno raggiunto il loro livello massimo di estremizzazione dentro le stanze di Bruxelles e di conseguenza trasferite, accettate e messe in pratica dai governanti dei paesi membri.

La devastazione economica, frutto di una austerità spinta oltre il possibile, ha condotto paesi come l’Italia e la Grecia, in termini di perdita del benessere collettivo raggiunto, alla soglia di nazioni una volta considerate il Terzo Mondo. E come non ricordare che Mario Draghi stesso è stato uno dei principali attori, se non addirittura il principale, a sostenere e fare tutto il possibile affinché fossero messe in pratica quelle stesse devastanti politiche economiche che oggi lui, in prima persona, decreta essere state deleterie per il sistema economico.

L’uomo da sempre incaricato dal Potere per salvare la moneta Euro, costi quel che costi, è stato colui che da governatore della Bce, in pieno accordo con il governatore della Banca di Grecia, nell’estate del 2015 provvede a chiudere le banche greche, al fine di sovvertire la volontà popolare uscita dal referendum, con il quale i greci dissero “NO” alla firma del Memorandum che imponeva loro quelle stesse politiche austere che oggi Draghi stesso dichiara deleterie.

Fu ancora SuperMario, da governatore in pectore della Bce, nell’agosto del 2011 a firmare ed indirizzare al Governo italiano, insieme al governatore uscente Jean Claude Trichet, l’ormai famosa corrispondenza riservata, contenente una serie di richieste volte a condizionare il sostegno europeo all’Italia a drastiche misure di risanamento economico.

Stiamo parlando sempre delle stesse misure di austerità estrema, consistenti in tagli alla spesa pubblica ed inasprimenti fiscali a più non posso, per bandire i deficit dai bilanci dei governi ed abbattere il debito pubblico. Il tutto confinando i popoli dentro la precarietà e il debito, obbligandoli alla rinuncia anche dell’essenziale.

L’illuminazione per Draghi deve essere stata improvvisa, un po’ come avviene per la vocazione di chi vuol farsi prete, dal momento che appena due anni fa, da presidente del Consiglio non ha minimamente tentennato nel perseguire le medesime politiche economiche che oggi critica aspramente. Non mi risulta che Draghi ed il suo governo ad ampia maggioranza, abbiano fatto qualcosa per invertire la rotta su salari bassi e recupero della domanda interna, come indica necessario fare oggi l’ex premier. E nemmeno per far recuperare ai governi quell’autonomia nel deficit che oggi Draghi ritiene essenziale per svoltare a trecentosessanta gradi verso politiche fiscali espansive. Anzi, attraverso l’affossamento dello strumento dei crediti fiscali (che ricordo essere moneta a tutti gli effetti), ha di fatto confermato la scelta politica a carattere sovversivo, di acconsentire ad un governo sovrano di autolimitarsi nel deficit, ovvero nella creazione di moneta. Quella stessa creazione che oggi lui stesso nel suo discorso, ritiene necessaria da parte del governo di Bruxelles, per non morire rispetto al resto del mondo che vive e va avanti.

Ma il punto adesso, non è conoscere o meno il mistero che si cela dietro la vocazione di Draghi o ancor di più chi ha guidato la sua improvvisa illuminazione, le cui probabilità che provenga dall’alto dei cieli, sono le stesse che un cubetto di ghiaccio non si sciolga alle temperature dei forni dove si fonde l’acciaio. Quello che interessa è che finalmente il mentore di tutti questi economisti e politici fedeli ai dogmi neoliberisti, ha dichiarato pubblicamente che l’austerità non fa crescere le economie di quei paesi che la applicano.

Draghi, la stella cometa dei vari Renzi e Marattin e di tanti altri, seguita fedelmente in questi anni fino alla mangiatoria dove nasce Gesù, ha detto che la deflazione salariale (salari sempre più bassi, ndr), compromette la domanda interna. Quella stessa domanda interna che Mario Monti fu chiamato appositamente per distruggere, in esecuzione dei dettami contenuti proprio nella lettera a firma Draghi-Trichet, appena riportata alla memoria. Draghi, l’uomo a cui oggi si ispira in tutto e per tutto anche l’attuale premier Giorgia Meloni, ha detto che il modello mercantilista europeo basato sulle esportazione, con lavoratori sempre più sotto pagati e dequalificati è “una costellazione non più sostenibile”.

La speranza per noi italiani quindi, è che “Giorgia sono IO” non abbondoni questa sua fonte di ispirazione proprio adesso!

C’è una cosa però che più di tutti mi ha fatto riflettere tra i vari dogmi neoliberisti che Draghi ha abbattuto con il suo discorso. E soprattutto il modo con cui, attraverso un mix di meschinità ed opportunismo, si è chiamato fuori da ogni responsabilità, puntando il dito sui governi, rei di non aver fatto quello che era necessario fare a livello fiscale, quando ce n’era bisogno.

“Tutti i governi disponevano di uno spazio fiscale per contrastare la debolezza della domanda interna, ma almeno fino alla pandemia hanno scelto deliberatamente (come sei lui fosse stato spettatore nelle loro scelte, ndrdi non utilizzare questo spazio”

Draghi con queste parole, pur essendo chiaramente caratterizzate da un strettissima convenienza personale, ristabilisce in modo definitivo la verità su chi realmente crea il denaro nei sistemi monetari moderni e quindi, di conseguenza anche su chi dobbiamo far ricadere le responsabilità, in quanto figure istituzionali, riguardo alla deliberata scelta politica di far mancare la moneta al sistema economico.

Ritengo questo un punto fondamentale, proprio perché la falsa narrazione su chi crea effettivamente la moneta, accomuna da sempre la propaganda messa in atto sia dal mainstream che da buona parte della così detta informazione indipendente, a difesa dei nostri governanti e del sistema dei partiti.

Ho particolarmente a cuore la questione, anche perché è il motivo principale per cui mesi fa sono uscito dalla redazione del sito ComeDonChishiotte.org terminando la mia collaborazione.

Non sono le banche centrali che creano il denaro, come molti vi fanno credere ma bensì, come confermato da Draghi, i soldi li creano i governi attraverso la spesa in deficit. Non è la Bce che ci presta i soldi come si legge da decenni. E nemmeno nessun altro ce li presta. I soldi sono una creazione dal nulla dello Stato, che come detto avviene con la semplice azione di spesa da parte dei governi. Le banche centrali mai intervengono nel processo di creazione di moneta netta, ovvero di soldi che vanno ad aggiungersi in aggregato nel sistema economico (nelle nostre tasche per capirci, ndr).

Con questo non voglio certo nascondere le pressioni che istituzioni come le banche centrali possono mettere in atto verso i governi, come quelle sopra ricordate di Draghi in qualità di governatore della Bce. Ma trattasi di pressioni, non di azioni concrete, dal momento che le banche centrali stesse non dispongono di strumenti tecnici per impedire ai governi di spendere e tassare sul proprio territorio.

Tanto per essere chiari, senza la collaborazione del premier greco Tsipras e del governatore della banca centrale greca, Draghi non sarebbe stato in grado, tecnicamente, di chiudere le banche greche. Come non sarebbe stato in grado di far schizzare in alto il nostro spread nel 2011, senza la collaborazione passiva di Bankit. Tanto meno impedire allora al governo Berlusconi di mettere in atto le politiche economiche espansive che lui stesso oggi dichiara essere state necessarie.

Quindi, Draghi oggi, ristabilisce una verità assoluta che tutti (a partire dai politici) e sottolineo tutti, vogliono tenere nascosta: ovvero che i responsabili della mancanza di denaro non sono i governatori delle banche centrali ma i premier che guidano i governi.

Questo serve ad individuare le figure più vicine a noi su cui fare realmente pressione; in antitesi a quanto avviene in molti siti della contro-informazione, dove sempre più spesso, in linea con il mainstream, si tende ad indirizzare le energie dei popoli verso un falso complottismo perché fa più lettori della Verità. Se anche l’informazione indipendente, la quale si propone come vicina alle masse, abdica da quelli che sono gli interessi della maggioranza, non può più considerarsi tale e nemmeno dalla parte della gente.

Per questo uscirne e prenderne le distanze ne vale la pena!

Ma arriviamo all’essenziale. Oggi il nostro governo condotto da Giorgia Meloni, non ha più alibi, dopo quanto esposto da Mario Draghi. Sta a loro, se esiste una reale volontà, cambiare il destino del popolo italiano. E coprire ancora le loro mancanze dietro i paraventi della Bce, di Mattarella, della NATO, della CIA e chi più ne ha più ne metta, non regge più!

Le nostre vite di tutti i giorni, intese come quanti prodotti possiamo acquistare al supermercato, quanto possiamo istruirci, curarci, il livello di imparzialità nella giustizia che avremo in un processo, ecc. non dipendono dall’agente di turno della CIA, ma dalla quantità e la qualità di spesa che il governo in carica decide di mettere in atto. Questo deve essere chiaro a tutti. E non lasciatevi trasportare dalle fantasie complottiste dei soli siti, che certamente non serviranno a migliorare le nostre vite.

Chi vuole vedere dove sta la Verità, oggi dopo la remissione dei peccati di Mario Draghi nel confessionale parigino, ce l’ha davanti. Warren Mosler e la Modern Monetary Theory (MMT), le cose che ha detto Draghi, le dice da decenni, basta leggere la copiosa documentazione prodotta e se mi consentite, anche i miei più che umili 400 ed oltre articoli scritti per VOI.

di Megas Alexandros

 

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MEGA ALEXANDROS (ALIAS FABIO BONCIANI)

Economista
Modern Monetary Theory specialist
Author of ComeDonChishiotte