di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)
Quando si cerca di lottare contro la forza delle scienze esatte, per di più confezionando una serie infinita di “balle” frutto della più totale ignoranza in materia economica e monetaria, con l’intento di costruire un castello di sabbia propagandistico dove confinare le menti dei popoli ignari, si finisce naturalmente per vedere portar via questo castello dalle onde del mare della verità.
E’ il caso dei così detti “mercantilisti” ovvero tutti quegli economisti e i professionisti della politica che da anni ci dicono che esportare è bello e necessario, perché in cambio di beni prodotti con sudore, pensate un po’, si ricevono dei bellissimi estratti conto in valuta. In sostanza dei numeri dentro i computer delle banche centrali, che come abbiamo visto nel caso delle sanzioni alla Russia, possono essere resi non disponibili con la minima sforzo che occorre per ottenere un “click” sulla tastiera dei suddetti computer.
Per essere ancora più chiari, i mercantilisti sono coloro che si pongono il “folle” obbiettivo di conseguire un surplus commerciale sempre più alto, fornendo ad altri una quantità sempre maggiore di beni prodotti nel loro paese rispetto a quelli che gli altri paesi forniscono a loro. In pratica, il loro target è quello di crescere e prosperare in termini finanziari con il denaro creato da altri.
Ora, dal momento che la fatica per creare il denaro è minima rispetto a quella che occorre per produrre un bene reale e non di meno conto, l’impedimento tecnico riguardo al primo è nullo rispetto alla necessità di confrontarci con la disponibilità delle risorse in nostro possesso (umane e reali) per realizzare il secondo, ecco che il termine “folle” comincia ad assumere un significato concreto.
E’ notizia di questi giorni, dopo i dati diffusi dall’Istat il 29 gennaio 2025 relativi a dicembre 2024, che le esportazioni italiane hanno avuto un incremento del 3,9% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Alla vista di questo dato, immediatamente, i fan dell’export sono saltati in piedi esultanti a braccia levate.
Premesso che il dato di dicembre segna un leggero calo delle importazioni (0,3%) e quindi una riduzione dell’avanzo commerciale (cosa negativa per i mercantilisti, ndr), non vedo cosa ci sia tanto da esultare nel constatare che una minor quantità di beni prodotti da altri, venga poi goduta dal popolo italiano: nei fatti una perdita di ricchezza reale per noi!
Ma la follia di tale pensiero non finisce qua!
Chi adora la politica mercantilista, agendo a livello prettamente dogmatico, in pratica ingaggia una gara contro il mondo e la scienza per sconfiggere i principi della matematica algebrica. Questo perché, per ottenere quella che crede essere la propria soddisfazione, ovvero il surplus commerciale, ha la stretta necessità fisiologica e contabile che qualcun altro consegua un deficit dello stesso importo. E’ chiaro come il soddisfacimento, secondo il loro pensiero, sia legato alla presenza di almeno un perdente dal momento che il mondo intero, inteso come la totalità dei paesi, non potrà mai essere tutto in surplus contemporaneamente.
Non solo, il mercantilista, per vincere la gara, è disposto anche al masochismo puro. Come mostra la storia del nostro paese dal governo Monti in poi, pur di riportare la bilancia commerciale del nostro paese in attivo, i nostri esecutivi sono stati disposti persino a distruggere la domanda interna, ovvero a distruggere completamente il nostro sistema economico impedendo agli italiani di consumare anche internamente pur di non correre il rischio che lo facessero acquistando prodotti provenienti dall’estero. Roba che solo a pensarla, ti garantirebbe la certificazione di una pazzia in stato di avanzamento, se solo tale azione non fosse necessaria e gradita ai disegni predatori del nostro deep state.
Mi spiego meglio. Una bilancia commerciale in surplus si può ottenere in due modi: esportando di più, oppure importando di meno.
E per un paese, come l’Italia, che ormai ha perso la propria capacità produttiva, la miglior soluzione è chiaramente la seconda. Ecco che, il tutto avviene in modo molto semplice e per dirla in due parole: basta togliere di tasca i soldi agli italiani che questi smetteranno di comprare anche dall’estero. Poi se non consumano anche in Italia e le attività falliscono e la gente rimane senza lavoro, chi se ne frega! questo è il meccanismo mentale che ha guidato, come detto, le politiche di austerità estrema messe in atto da Monti in poi. Un pensiero che in dottrina economica si rifà alla legge di Thirlwall, nata e pensata per mano dell’economista britannico Anthony Philip Thirlwall in piena era gold standard, quando la moneta era considerata convertibile. Teoria che è priva del tutto di valore se applicata alla moneta fiat, tant’é che lo stesso Thirlwall con il passare del tempo ha dovuto ammettere tale realtà, riponendola nel cassetto dei ricordi. Ma. evidentemente, per motivi e interesse di qualcuno, ai nostri politici fa comodo usarla ancora.
Analizzando i dati Istat, si scopre anche un’Italia esportatrice persino di energia e che il settore addirittura registra una crescita significativa nelle vendite all’estero (+5,4%). E’ singolare per non dire sospetto che il nostro paese, uno tra i più dipendenti dall’estero per reperire energia, si trovi addirittura nella condizione di esportarla.

Non solo, siamo anche tra i paesi dove il costo che gli utenti devono sostenere in bolletta, è tra i più alti al mondo. E nonostante questa situazione di evidente difficoltà che impatta in modo determinate sul nostro sistema economico, i nostri governi continuano a permettere ai monopolisti del settore di conseguire profitti rivendendo l’energia a terzi e speculando sull’economia del paese.
E ora che Donald Trump – l’ennesimo politico che dimostra di non comprende il funzionamento di come funzionano le operazioni monetarie – dichiara di voler gravare anche l’Europa con le sue tariffe, come la mettiamo con i sogni dei mercantilisti europei?
La risposta è arrivata delle istituzioni europee arrivata alla velocità della luce; dice il portavoce della commissione europea, richiamando le posizioni già espresse nei giorni scorsi dalla presidente Ursula von der Leyen e dal commissario al Commercio Maroš Šefčovič: “L’Ue resterà fedele ai suoi principi e, se necessario, sarà pronta a difendere i propri interessi legittimi”.[1]
La dichiarazione contrasta in se stessa, poiché “rimanere fedele ai principi” di dottrina economica che ho appena spiegato, i quali da decenni caratterizzano l’azione di politica economica della UE, significa tutt’altro che “essere pronti a difendere i propri interessi”. Anzi, stante le tariffe in arrivo ed il presumibile calo dell’export, qualora si mantengano le medesime misure di austerità ed un euro stabile nei confronti del dollaro, il risultato sarà solo quello di aggravare ancor di più il già precario status dell’economia europea.
Riguardo alle tariffe di Trump che stanno per colpire l’Europa, non poteva non essere preoccupato anche il ministro italiano dell’Economia Giancarlo Giorgetti, anch’egli fervido sostenitore delle politiche mercantiliste che guidano il pensiero di chi ha costruito e sostenuto questa fallimentare unione monetaria: la misura della Casa Bianca, dice il più fidato ministro di Draghi, “preoccupa” – “E’ utilizzato come strumento di politica industriale da parte degli Usa per riportare delle produzioni negli Usa” – “L’Europa – continua Giorgetti parlando a margine di un incontro pubblico nella sede della Provincia di Varese – inizi a immaginare degli strumenti per difendere le produzioni che esistono in Europa e in Italia. Ci diano strumenti per difendere la nostra industria che altrimenti rimane stritolata dalla concorrenza che viene dall’Asia o dagli Usa. Strumenti ce ne sono tanti per esempio un uso più intelligente della tassazione ambientale che è stato un clamoroso autogol per tutta l’industria delle automotive”
Siamo alle solite, un governo che usa tutta la sua sovranità per rimettere in libertà uno dei criminali tra i più feroci al mondo, fregandosene dei trattati, perché faceva comodo a loro, si rifiuta di usare la propria sovranità per salvare l’economia del paese e le vite degli italiani, chiedendo all’Europa il permesso di usare quegli strumenti (moneta e politica fiscale, ndr), che il governo italiano ha nelle proprie mani e potrebbe usare da subito.
Riflettete!
di Megas Alexandros
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