Un “Tonfo” trasformato in un Trionfo: la confusione del governo sul Patto di Stabilità!

L'Italia è ancora sovrana nel poter spendere. Lo confessa il ministro Giorgetti nel dibattito sulla sospensione del Patto di Stabilità. Nel frattempo la premier esalta la riduzione del deficit. La contraddizione è sempre più evidente nell'azione di governo.

4 Maggio 2026 | Attualità, Economia, News, Politica | 0 commenti

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Dieci giorni fa sono usciti i dati previsionali forniti da Eurostat sul rapporto deficit/Pil italiano per l’anno 2025 – e, come tutti ormai sappiamo per uno 0,1% di deficit in più rispetto a quello che indica il Patto di Stabilità, l’Italia non è potuta uscire dallo “spauracchio” della procedura di infrazione. La “mannaia” che chi ci governa e la UE ormai tengono costantemente sulle nostre teste per costringerci ad accettare politiche economiche sempre più austere.

Il dato, come detto previsionale, registra un 3,1% rispetto alla soglia del 3% che per la spesa dei nostri governi rappresenta le invalicabili “colonne d’Ercole” sancite nei trattati europei.

Tanto per rendere l’idea, la differenza di spesa per l’anno appena trascorso, non coperta dalle tasse, che ci pone fuori dai parametri, supera di poco i 2 miliardi di euro.

Insomma, consentitemi una battuta: vista l’irrisoria entità di tale cifra rispetto alla spesa pubblica totale (0,20%), bastava che Giorgetti facesse dare ai propri ragionieri una lieve e preventiva aggiustatina al file Excel con il quale il ministero gestisce le previsioni sui conti, se avesse voluto veramente uscire dalla procedura di infrazione. Non vi pare!

E’ chiaro ci stanno prendendo in giro, e purtroppo, non da adesso!

La farsa dei parametri di Maastricht che guidano il Patto di Stabilità – che per bocca del suo stesso inventore (l’economista francese Abeille, ndr), non hanno nessuna base scientifica – nonostante sia da tempo archiviata nel catalogo della Storia sotto la voce “frodi”, chi ci governa tutt’ora non rinuncia a seguirla con fedele devozione. Ma venirci a raccontare con rammarico che per 2 miliardi non siamo fuori dal “castello delle paure” rappresentato dalla procedura di infrazione, in quello che è il “Luna Park” del pensiero economico che guida Palazzo Chigi e il Ministero delle finanze, è veramente troppo da accettare per chi conosce la materia.

La propaganda politica, che ha più vite dei gatti, riesce sempre però a confondere gli elettori con abilità impressionante. E in questo caso arriva a trasformare il fallimento delle politiche messe in atto da chi ci governa, addirittura in un trionfo nazionale.

Vabbè dice la premier Giorgia Meloni: non siamo riusciti per poco a stare dentro il parametro del 3%, ma il governo ha conseguito ugualmente un risultato eccezionale, passando da un deficit dell’8% nel 2022 (anno in cui il centrodestra è andato al governo), all’attuale 3,1%. Cinque punti percentuali in meno che al cospetto dell’epica impresa che ci sta vendendo il capo del governo, hanno rappresentato invece una ulteriore mazzata per tutta la nostra economia.

Passare da un deficit dell’8% a uno del 3%, significa che stai di fatto immettendo meno denari nelle tasche degli italiani. Stai quindi festeggiando, con tanto di fuochi d’artificio, l’aggravarsi delle già pessime condizioni della nostra economia e l’impoverimento generalizzato del paese.

Nel teatro della propaganda non poteva certo mancare la parte in cui si addebita il mancato raggiungimento del risultato, all’operato del rivale politico di turno. Quale miglior bersaglio da colpire dell’ex premier Conte e del suo Superbonus: “se non ci fosse stata la sorpresa del buco da 6,1 miliardi dei crediti fiscali, il deficit sarebbe stato del 2,8%” – grida con forza il partito della premier sui propri profili social”.

Seguendo tale ragionamento a carattere propagandistico, si potrebbero elencare altre decine di spese più o meno utili da tagliare. Tagli che avrebbero anch’essi consentito il raggiungimento del folle obbiettivo che ci permette l’uscita dalla procedura di infrazione. Se è per questo, bastava non regalare tre miliardi all’Ucraina, usati per fare la guerra. Spesa, consentitemi la valutazione morale ed economica, con effetti molto più dannosi che quella di finanziare l’efficientamento energetico delle case degli italiani.

Oppure sarebbe stato sufficiente andare avanti con la tassazione sugli extra profitti delle banche, gentilmente concessi loro della quanto mai inopportuna scelta politica di alzare i tassi per combattere un fenomeno inflattivo a carattere esogeno.

E’ chiaro che tutto quello che ci stanno raccontando è solo propaganda e niente ha a che fare con quella che è la dottrina economica corretta e la reale situazione del paese.

Che la propaganda di chi ci governa non regge alla prova dei fatti, lo dimostra anche l’evidente contraddittorietà di fondo che traspare dalle parole pronunciate in questi giorni dal ministro Giorgetti. Il quale, nella drammaticità di un sistema economico ancora più a pezzi per i prezzi dell’energia volati alle stelle, si precipita a chiedere la sospensione dello stesso Patto di Stabilità che guida gli avanzi primari di bilancio raggiunti, per i quali il ministro stesso non manca occasione per esaltarsi.

E’ chiaro che se per uscire da una crisi economica dobbiamo interrompere il Patto di Stabilità che pone il freno alla creazione di tutto il denaro necessario per stabilizzare la nostra economia, tale “freno” rappresenta la causa della crisi stessa. E allora perché applicarlo?

Noi che seguiamo il pensiero di Warren Mosler e della MMT abbiamo finito parole e fiato nell’affermare che è proprio la mancanza dei deficit governativi che le regole del “Patto” vietano, la causa principale della mancata crescita e della perenne instabilità della nostra economia.

Il nostro ministro del Mef nonché vice segretario della Lega di Salvini, ormai dentro il loop mentale di far conciliare l’inconciliabile pensiero neoliberista che guida la politica economica del suo governo, arriva persino a confessare quello che noi sosteniamo da sempre: l’Italia è ancora un paese sovrano e non ha perso la sua capacità di emettere moneta, come la propaganda mainstream e purtroppo anche quella guidata dal così detto mondo del dissenso, hanno interesse a far credere agli italiani.

All’interno di quello che in questi giorni continua ad essere il braccio di ferro tra l’Italia e l’Ue sul Patto di Stabilità, con Bruxelles irremovibile: “Le regole vanno rispettate”. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti studia una mossa per superare lo sbarramento del 3% nel rapporto debito-Pil che di fatto tiene l’Italia con le mani legate, senza la possibilità di fare investimenti, anche se solo per un uno 0,1%. Giorgetti parla apertamente della possibilità di attuare lo scostamento di bilancio: Se lo faremo – precisa il ministro – sarà nell’interesse degli italiani e dell’economia italiana, non per noi stessi.

Una frase scivolata al ministro che se analizzata nella sua essenza del significato grammaticale, potrebbe dare adito ad una interpretazione di tipo eversivo; come se fino ad ora il governo stesse lavorando per una ristretta “cerchia” (“noi stessi”, ndr) e non per la maggioranza degli italiani.

In effetti, se guardiamo ai numeri risultanti dall’operato dei nostri governi dell’ultimo trentennio, la crescita nel paese è stata a beneficio esclusivo dei pochissimi fortunati che dispongono di una rendita elitaria e non della maggioranza che lavora.

Ma la confessione di Giorgetti non si ferma qua: “Quello che auspichiamo – continua Giorgetti è l’attivazione dell’articolo 25”, la clausola generale, ma “non escludiamo l’attivazione dell’articolo 26”, la clausola nazionale, “perché funziona e 16 paesi l’hanno adottato per le spese della difesa”, spiega Giorgetti, che comunque passa la palla al Parlamento: il governo da solo non può fare niente, “decide il Parlamento se farlo e di quanto”.

Eccoci alla sovranità e chi la esercita in Italia: il nostro Parlamento e non la commissione europea o la Banca Centrale Europea (Bce).

Scopriamo dalle parole di Giorgetti che addirittura esiste un articolo 26 (credo nei Trattati a questo punto), che tutela la sovranità nazionale (“clausola nazionale”), addirittura già usato da altri paesi membri e che udite, udite: “funziona”.

E allora, se le regole del Patto fanno male alla nostra economia e chi ci governa mostra di averne coscienza, perché tale clausola non è stata attivata prima?!

La risposta potrebbe facilmente arrivare per deduzione dalla prima confessione, quella con cui Giorgetti indicherebbe che l’azione del governo fosse nell’interesse di altri soggetti (“noi stessi”, ndr).

Vabbè, chi vi scrive non è un magistrato e quindi non sottoposto al principio dell’obbligatorietà dell’azione penale, ma da italiano ho tutto il diritto di richiedere a chi ci governa che il suo operato presente e futuro debba andare nella direzione giusta e nel rispetto dei principi democratici che guidano la nostra Repubblica. Soprattutto in quanto ad un utilizzo corretto dei tre poteri sovrani che la nostra Costituzione affida alle tre più grandi istituzioni del paese: Governo, Parlamento e Magistratura.

Dopo quanto dichiarato, ci aspettiamo che il ministro Giorgetti ed il suo governo, facciano ciò che è strettamente necessario per il popolo italiano.

Questo perché hanno dichiarato pubblicamente di sapere quale è il problema:

Un deficit insufficiente da parte del governo per stabilizzare la nostra economia e di conseguenza la vita degli italiani.

di Megas Alexandros

 

 

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MEGA ALEXANDROS (ALIAS FABIO BONCIANI)

Economista
Modern Monetary Theory specialist
Author of ComeDonChishiotte