Un governo di “delinquenti” al servizio della rendita

Il prezzo della benzina non si ferma più, il paese è stremato e per il futuro prossimo sono già all'orizzonte tasse e tagli per 50 miliardi all'anno per consegnarli alla lobbie delle armi

29 Luglio 2026 | Attualità, Economia, News, Politica | 0 commenti

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Chi mi legge lo sa che non faccio politica e nemmeno mi passa per la mente di fare una distinzione di colore, tra chi da oltre trenta anni, governa il paese in modo assolutamente trasversale, applicando le medesime politiche austere che il progetto elitario di saccheggio continuo del paese, necessita per la propria sete di accumulo di ricchezza e potere.

Detto questo, il livello criminale di asservimento alla rendita che sta raggiungendo l’attuale governo di centrodestra, supera di gran lunga quello dei precedenti. Il tutto certamente non è ricondotto ad un standard di disumanità più elevato che caratterizzerebbe la parte politica che attualmente ci governa, bensì per logiche temporali, l’essersi trovati a governare l’Italia nel momento in cui il Potere lobbistico elitario che loro stessi servono, ha deciso di accelerare ulteriormente il piano che vede come metà finale, il ritorno per i “lor Signori” ai fasti dell’era medioevale.

Quello che sta accadendo in Italia con i prezzi di benzina e carburanti, è a dir poco ignobile; ma allo stesso tempo, è l’ulteriore conferma di quello che la MMT di Warren Mosler ci certifica sulle origini dell’inflazione: sono i governi titolari del monopolio pubblico della valuta che emettono ex-nihilo, a decider il livello dei prezzi con la loro politica di spesa, e non i mercati.

Ignobile perché, come dimostrato dalle notizie che ci arrivano dalla Spagna, è chi ci governa a decidere quanto dobbiamo pagare per fare il pieno alle nostre auto. E di conseguenza ammazzare le vite degli italiani che lavorano, confinandole ancor di più nella rinuncia quotidiana anche dei beni più essenziali, è un atto di crudeltà assoluta messo in atto nei palazzi romani. Un atto “ignobile” che diventa “criminale”, dal momento che il fine ultimo di tale crudeltà, è quello di consegnare profitti colossali al settore monopolistico dell’energia, che naturalmente fa capo allo stesso potere lobbistico che ordina chi ci governa.

I conti sono presto fatti e dal momento che il confronto è con un paese della Unione Europea, si evitano a priori anche tutte le eventuali osservazioni, da parte dei soliti supposti esperti di economia, che ignorantemente vorrebbero farci credere che tali differenze di prezzo sarebbero ricondotte alle diverse valute e ai voleri dei mercati.

La differenza di prezzo alla pompa di benzina e gasolio tra Italia e Spagna, viaggia ormai intorno a 1 euro al litro. Una enormità, se si pensa che gli italiani a seconda del tipo di auto, pagano dai 50 a 100 euro in più rispetto agli spagnoli, ogni volta che fanno il pieno. E questo sarebbe il sogno che ogni giorno ci prospettano di una Europa Unita!? Sì, unita solo nella moneta e nell’intento comune delle classi elitarie di fare profitto con il sangue di chi lavora. Questo è il sogno europeo nella realtà dei fatti, dopo decenni dalla sua nascita.

Torniamo ad analizzare la differenza tra il prezzo dei carburanti in Italia e Spagna. Guardando al carico fiscale complessivo (accise + IVA), l’Italia tassa i carburanti più della Spagna. Per la precisione il peso delle imposte sul prezzo della benzina in Italia è di circa il 59 per cento rispetto al 50 per cento della Spagna. Tradotto in euro, le imposte pesano per circa 15-20 centesimi per ogni litro di benzina. La differenza è simile con il gasolio, anche se varia nel tempo in base alle modifiche delle accise.

Bene, anzi male…. la differenza fra l’euro in più pagato dedotte le imposte, è tutto “sugo” che va ad ingrassare i bilanci del settore monopolistico dell’energia.

Già sento il fiato dei soliti difensori d’ufficio della rendita, contestare con le solite “balle” che tale differenza rappresenterebbe un extra profitto per i loro paladini: maggiore concorrenza nella distribuzione in alcune aree e costi logistici e di approvvigionamento differenti, sono solo il puerile tentativo di non far apparire piratesca la loro azione, che gode del pieno sostegno del governo.

Se vogliamo essere ancora più chirurgici nel rappresentare le dimensioni del “saccheggio”, anche la parte relativa alle accise, sono in definitiva soldi che finiscono alla rendita. Dal momento che i governi chiudono sistematicamente i loro bilanci in avanzo primario, il carico fiscale sulla benzina, non torna come spesa all’economia reale, ma finisce interamente nelle tasche di chi seduto sul divano incassa un reddito da interessi sul proprio risparmio.

Insomma, l’elenco delle attività che il governo mette in atto a livello di politica fiscale per ingrassare la rendita, aumenta sempre più: dalla speculazione sul gas a quella attuale sui carburanti, che ha fatto gioire le compagnie energetiche, passando per l’innalzamento dei tassi che ha portato le banche ad ottenere extra profitti colossali, a tutto si pensa a Palazzo Chigi, tranne che a chi lavora.

A questo si potrebbe benissimo aggiungere l’obolo che gli stati forniscono costantemente ai colossi farmaceutici. Il Covid ed i relativi vaccini, sono stati per loro uno tsunami di denaro che i governi come il nostro che chiudono i loro bilanci in avanzo primario, hanno fatto pagare per intero a noi cittadini in termine di tagli ai servizi.

Non penserete mica che sia finita qua!

I prossimi che hanno già fornito il proprio IBAN al Ministero del Tesoro per incassare, sono le aziende che operano nel settore lobbistico delle armi. Si stima che da qui al 2035 il governo italiano per rispettare i nuovi target della NATO, abbia preso un impegno finanziario di circa 500 miliardi. Ben oltre 50 miliardi all’anno che rappresentano il 2 per cento del nostro Pil.

E qui torniamo a ribadire il solito concetto: se il governo continua a chiudere il bilancio in avanzo primario, questi 50 miliardi all’anno, si materializzeranno in nuove tasse o ulteriori tagli alla spesa. Questo deve essere chiaro agli italiani che lavorano.

E non c’è Tajani e SAFE che tenga: in avanzo primario pagano gli italiani!

Anche se il vice presidente del Consiglio dei ministri in persona mettesse lui i soldi di tasca propria, se il governo non li spende in DEFICIT, nessun euro un più da spendere arriverà nella nostra economia reale.

E’ veramente assurdo e direi persino diabolico, come chi ci governa e gli economisti che stanno a corte, non riescono a capire questo concetto elementare che è fondamentale se vogliamo dare una prospettiva di crescita economica al paese. Lo abbiamo visto con il PNRR fatto in avanzo primario, come la crescita economia reale della nostra economia, sia stata ZERO. Lo stesso sarà per i fondi SAFE e qualsiasi altro tipo di finanziamento.

Lo Stato crea denaro per il settore privato quando spende, non quando lo prende a prestito!

E pur condannando fermamente le spesa per armi – che per pura logica elementare, è una spesa che ha come conseguenza la morte di esseri umani – se la stessa fosse fatta in deficit, almeno darebbe respiro agli italiani che ancora sono in vita, e non solo profitti alla rendita.

Certo, la spesa per armarsi è di gran lunga la peggiore che un governo condotto da una donna che si definisce mamma e cristiana possa mettere in atto. Paradossalmente sarebbe preferibile e meno distruttivo persino spendere per scavare buche e riempirle, come sosteneva l’economista britannico JM Keynes.

Sarà il non poter più guardare negli gli occhi sua figlia come prima, la peggior condanna per Giorgia Meloni, per non essersi opposta da capo del governo a questa spesa, per la quale porterà in eterno sulle sue mani, tutto il sangue di ogni essere umano che cadrà per l’utilizzo di questi armamenti.

Credo non ci sia molto altro da dire, ma solo da prendere coscienza dell’agire prettamente criminale da parte di chi ci governa e provare a far recuperare al popolo la sovranità che ci appartiene, oggi sottratta da un “branco” di oligarchi che operano nel paese con il favore delle tenebre.

di Megas Alexandros

 

 

 

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MEGA ALEXANDROS (ALIAS FABIO BONCIANI)

Economista
Modern Monetary Theory specialist
Author of ComeDonChishiotte