Eurobond per la Guerra! Crosetto: “scorporare le spese per la difesa dal Patto di Stabilità”

La Germania apre al debito comune per armi e soldati. La UE mai unita per il lavoro si unisce per fare la guerra. Stati Uniti d'Europa e piano Draghi sempre più vicini alla loro realizzazione.

21 Novembre 2024 | Attualità, Geopolitica, News | 0 commenti

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

“Scorporare le spese per la difesa dal Patto di Stabilità”

Improvvisamente il nostro ministro della difesa, Guido Crosetto, scopre che anche per uno Stato sovrano, appartenente alla UE, è possibile spendere a piacimento: basta non conteggiare tale spesa dentro il bilancio stesso dello stato sottoposto alle ferree e strettissime regole autoimposte, di quello che tutti noi conosciamo come il Patto di Stabilità. Ovvero quell’insieme di regole nate dai famosi accordi intergovernativi firmati a Maastricht, con l’unico scopo di impedire ai governi libertà di azione verso occupazione e lavoro al fine di mantenere intatta la rendita di pochi.

Spero di essere stato chiaro, ma se volete la metto ancora in modo più semplice: tutto quello che in questi decenni ci è stato sempre detto non si poteva fare, perché mancavano i soldi, si sarebbe potuto fare! con una semplicissima ed indolore operazione di non inserire una misura di spesa dentro il file del bilancio dello Stato, costretto in modo assurdo a rimanere dentro la regola del 3% in termini di deficit rispetto al prodotto interno lordo (Pil).

Dunque, non è che non ci sono i soldi! quelli ci sono e sono infiniti dal momento che è una creazione dal nulla in capo ai governi, ma quello che manca è la volontà di spenderli in quantità sufficiente e soprattutto dove e a chi destinarli.

Dal momento che i soldi ci sono e la questione quindi si riconduce a quanto e dove spenderli, è chiaro che cade ogni problema tecnico e si entra in quello che è indiscutibilmente un aspetto puramente afferente una decisione di natura  politica.

Noi che da anni sosteniamo queste cose, oggi dobbiamo veramente ringraziare il Ministro Guido Crosetto, che con le sue parole, fa vedere agli italiani tutta la bontà delle tesi che Warren Mosler e la Modern Monetary Theory (MMT), non si sono mai stancati di esporre ai popoli.

Dal momento che la questione, come appena evidenziato, è prettamente politica, decidere di autolimitare nel deficit l’azione del proprio governo, è una operazione che definire “sovversiva” è del tutto appropriato, dal momento che tale operazione ha la conseguenza di porre le condizioni per non rispettare i principi fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione.

Mi spiego meglio: limitare la capacità di spesa e quindi non poter fare tutto il possibile da parte del governo, per dare un lavoro dignitoso a chi vuole lavorare, va contro ai principi di una Repubblica come la nostra, che come ci ha ricordato anche poche settimane fa il nostro Presidente Mattarella, è fondata sul lavoro.

Di esempi per farvi comprendere meglio quanto sia sovversiva tale azione, ne potrei fare altri, a partire dai tempi campi più strettamente afferenti le nostre vite. Dalla salute e quindi la Sanità all’istruzione, dai trasporti alla sicurezza, sono tutti capitoli di spesa nelle voci del bilancio del governo che qualora volutamente limitati vanno a ledere ogni diritto della persona e della maggioranza degli italiani che ricordo essere il popolo sovrano.

La mancata costruzione di un ospedale come l’assunzione di medici ed infermieri, per non parlare dei mezzi finanziari necessari alla ricerca scientifica, compromettono inevitabilmente il diritto della maggioranza ad essere curato ed assistito come la nostra Costituzione comanda.

Compreso questo aspetto, già estremamente grave e deterrente per la nostra democrazia, entriamo nel merito della spesa che il ministro Crosetto vorrebbe necessariamente togliere dal Patto di Stabilità per renderla effettiva e possibile all’interno delle regole europee.

In pratica, quello che ogni nostro ministro per non dire tutti i Presidenti del Consiglio che si sono succeduti in questi anni, mai si sono sognati di fare e richiedere, per aspetti nobili come l’istruzione, la sanità, le infrastrutture, la ricerca e non ultimo combattere la disoccupazione involontaria, oggi viene fatto per finanziare la spesa per armamenti ed eserciti che servono chiaramente a combattere e procurare morti.

E’ chiaro che questa richiesta non rientra nella impellente necessità di un rinnovamento del nostro esercito dentro quello che è certamente l’importante aspetto riguardante la difesa nazionale o europea che sia. La necessità come tutti noi ben sappiamo nasce dal fatto, che il nostro governo inserito ormai a pieno titolo dentro la UE e per di più affine a quel mondo occidentale che sta perdendo potere con la nascita dell’area multipolare dei BRICS+, ha deciso di sfruttare la questione Ucraina per fare guerra alla Russia.

Gli eventi degli ultimi giorni che vedono un il passaggio ad un livello diverso rispetto a quella che doveva essere la natura dell’intervento del nostro paese sulla questione tra Russia ed Ucraina (mi riferisco al pieno sostegno da parte del nostro governo all’iniziativa del presidente Biden, che ha acconsentito a Zelensky di poter attaccare internamente la Russia con missili americani a lunga gittata), oggi passata ad un livello del tutto offensivo; pongono le basi per un ennesimo atto sovversivo da parte di chi ci governa, questo perché è sempre la nostra Costituzione a ricordarci che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali”.

Ma la questione non finisce qua. Salendo a livello europeo, pare che la guerra faccia miracoli inaspettati, dal momento che anche i falchi tedeschi sembra che stiano acconsentendo a quello che mai hanno acconsentito in passato per il benessere dei popoli: il debito comune tanto desiderato e ritenuto necessario da Draghi nel suo piano per la competitività europea pare diventare realtà.

I tedeschi hanno aperto agli eurobond per finanziare il 2% di spesa sul Pil che i governi si sono impegnati a spendere per la difesa e a questo punto anche per la costituzione di un vero e proprio esercito europeo, come indicato nel piano-Draghi.

Ora, come ho già ricordato in diversi articoli, il debito comune non è certo una novità, dal momento che è già presente a livello europeo per svariate centinaia di miliardi, opportunamente emesso ed accettato anche dai tedeschi sempre per i disegni delle élite che ci comandano. Solo che questo è un ulteriore e forse decisivo passo verso quella integrazione totale che ci porterà agli Stati Uniti d’Europa.

«Per la prima volta cinque Paesi (Ue) si sono pronunciati a favore di obbligazioni europee per finanziare la Difesa, è una vera novità». L’annuncio è del ministro degli esteri polacco Radoslaw Sikorski ed è stato espresso nel corso della conferenza stampa al termine della riunione dei responsabili degli esteri di Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito che si è svolta a Varsavia.

Nel comunicato finale della riunione, è indicato che si vuole «rafforzare la sicurezza e la difesa, utilizzando tutte le leve a nostra disposizione, ivi compreso il potere economico e finanziario dell’Unione Europea, e rafforzando la base industriale europea». A tal fine «discuteremo di finanziamenti innovativi ed elimineremo gli ostacoli al commercio e agli investimenti nel settore della difesa».

Ma Crosetto non sei ferma, ormai definitivamente assunto il ruolo di promotore dei dettami della MMT, ci confessa anche che una gestione della spesa per interessi è pienamente gestibile da parte dei governi, anzi qualora si operi in tandem con la Bce, si potrebbero anche azzerare: «Garantire in modo europeo l’indebitamento delle nazioni per raggiungere il 2%» del Pil da destinare alla difesa «mi sembra un’idea da accogliere con favore. Questo toglierebbe ad ogni nazione il peso magari di avere interessi sul debito diversi e renderebbe la sicurezza e la difesa un patrimonio comune». Ha commentato così, il ministro della Difesa, a margine della riunione con gli omologhi europei a Bruxelles, l’ipotesi rilanciata dal vertice dei ministri degli Esteri a Varsavia.

La riunione dei ministri degli esteri a Varsavia, organizzata in tutta fretta dopo i risultati delle presidenziali americane, verteva sui mille giorni di guerra in Ucraina, ed è servita a mettere a punto le idee in circolazione in vista del confronto con la nuova amministrazione americana da gennaio. Insomma i poteri europei si stanno contando per capire quanta forza hanno per andare ad un eventuale scontro con Trump, qualora il Tycoon come prevedibile, voglia metter fine al conflitto in Ucraina e ai sogni di conquista delle élite europee.

Ormai nella Ue c’è la consapevolezza che occorre attrezzarsi sul serio «per il rafforzamento della capacità militare pur nel quadro del mantenimento degli impegni Usa» nella sicurezza europea, ha detto Sikorski secondo il quale «c’è la disponibilità della maggioranza dei paesi Ue ad assumere il fardello militare e finanziario del sostegno all’Ucraina nel contesto di un impegno americano possibilmente limitato».

Il “mantenimento degli impegni USA”, a cui fa riferimento il ministro polacco, è più un auspicio che una certezza. dal momento che le idee di Trump sul mantenimento di una NATO al servizio della difesa europea, non collimano affatto con i desideri di Bruxelles.

Tutto questo, per chi ancora avesse dubbi, è l’ennesima conferma che il Potere non ha la minima intenzione di rendere disponibile la moneta alla maggioranza, anzi è fermamente deciso di continuare sulla strada ormai tracciata da tempo, di renderla ampiamente abbondante per i loro desideri ed estremamente scarsa per i bisogni e le necessità dei popoli.

di Megas Alexandros

 

 

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MEGA ALEXANDROS (ALIAS FABIO BONCIANI)

Economista
Modern Monetary Theory specialist
Author of ComeDonChishiotte