Allora siamo sovrani! il caso Almasri lo dimostra

Con la liberazione del criminale libico Njeem Osama Elmasry (Almasri), il governo di Giorgia Meloni ha mostrato agli italiani che l'Italia è ancora sovrana e che i trattati sottoscritti con altri paesi si possono tranquillamente non rispettare. Fine della propaganda complottista con la quale si vuol far credere che siamo comandati da poteri esterni al paese.

1 Febbraio 2025 | Attualità, News, Politica | 0 commenti

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Il caso del rilascio di Almasri, capo della polizia giudiziaria di Tripoli, tiene banco su giornali e nei talk-show televisivi in quella che è la perenne propaganda che i politici al servizio del sistema di potere che guida il paese, quotidianamente mettono in atto per scalare le poltrone poste più in alto di quelle che sono le nostre istituzioni.

Certo, l’azione del governo in carica di liberare il generale libico, dopo essere stato arrestato con l’accusa di crimini contro l’umanità, riaccompagnandolo a casa sua persino con un volo di Stato, è un atto talmente grave in se stesso che non poteva non rappresentare una ghiottissima occasione per entrambe le sponde politiche per inscenare la propaganda più subdola da dare in pasto al popolo italiano.

Sì, arrestare un criminale accusato di crimini efferati, e poi lasciarlo libero, è una cosa di una gravità assoluta quando avviene per mano di uno Stato la cui Costituzione lo definisce democratico e lo rende garante di ogni diritto che appartiene all’uomo. Ma, voglio andare oltre a questa evidenza sulla quale si fonda la falsa propaganda di quella parte politica che oggi non è al governo, ma che a sua volta avrebbe fatto la stessa identica cosa qualora fosse stata sulle poltrone di Palazzo Chigi, anziché sui banchi dell’opposizione.

Con questo non intendo assolutamente giustificare l’azione che ha coinvolto in prima persona la premier Giorgia Meloni insieme al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, quello dell’Interno, Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano. Ma, quello che mi preme far osservare è ben altro. E per essere precisi un aspetto che ritengo fondamentale e sul quale da sempre cerco di porre l’attenzione di chi mi legge.

Mi riferisco alla sovranità del nostro paese e a tutta quella imponente azione mediatica che da anni viene messa in atto, per distogliere la nostra attenzione dalla responsabilità politica di chi ci governa, facendoci credere che l’Italia non sarebbe più un paese sovrano. Quante volte avete sentito dire da un politico o letto sulla stampa che non avremmo più la sovranità monetaria perché adottiamo l’euro, che non siamo liberi nelle nostre scelte perché abbiamo le basi americane sul nostro territorio, fino alle teorie più complottistiche che arrivano a mettere la gestione della nostra sovranità nelle mani di organizzazioni quali la CIA, la NATO e chi più ne ha più ne metta. E quando qualcuno prova a far vedere che non è così, la risposta che riceviamo è subito pronta: “abbiamo firmato i trattati!”. Come se i trattati intergovernativi avessero mai contato qualcosa nella storia degli stati moderni.

Bene, il governo di Giorgia Meloni, con il rilascio di Almasri, ha dimostrato a tutti gli italiani, se mai ce no fosse stato bisogno, che l’Italia è ancora in grado di usare la propria sovranità e fregarsene liberamente dei trattati.

Il trattato a cui mi riferisco è quello firmato a Roma il 17 luglio 1998 con il quale – in esecuzione della risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite 51/207 del 17 dicembre 1996 – si diede vita al progetto di formulare un codice sui crimini e allo statuto che regola la Corte penale internazionale, il tribunale per crimini internazionali che ha sede a l’Aia, nei Paesi Bassi.

L’arresto è stato eseguito dalla Polizia in un albergo di Torino, dopo che Almasri si era recato ad assistere all’incontro di campionato Juventus-Milan ed è avvenuto in esecuzione di un mandato d’arresto emesso proprio dalla Corte penale internazionale. L’uomo trattenuto dalla autorità italiane è accusato dall’Interpol di presunti crimini di guerra e gravi violazioni dei diritti umani, tra cui torture fisiche e psicologiche e morti sospette mai chiarite, commessi dal 15 febbraio 2011.

E l’Italia, tramite l’azione del proprio governo, cosa ha fatto di fronte a tale ordine?

Pacificamente e tranquillamente senza la ben che minima preoccupazione e vedrete anche senza nessuna conseguenza, ha deciso, in piena libertà di non eseguire l’ordine e lasciare libero quello che è un pericoloso criminale, accusato come detto, secondo le indagini di una procura internazionale, dei peggiori crimini.

Poniamo il caso che lo stesso ordine fosse pervenuto da un tribunale della Repubblica italiana, gli apparati di polizia oppure il governo stesso, secondo voi, avrebbero potuto agire nello stesso modo?

Assolutamente NO! e perché?

Semplice, perché il tribunale italiano è una istituzione sovrana, quello dell’Aia no! Il tribunale dell’Aia non parla direttamente e non ha potere sugli organi di polizia dei vari paesi. Come ha commentato giustamente il procuratore Nicola Gratteri, il tribunale dell’Aia, parla direttamente con il ministero della giustizia italiano che è l’istituzione sovrana a cui fa riferimento e non con la nostra Corte d’Appello.

Spero che questo sgradevole episodio serva a chiarire agli italiani, una volta per tutte, chi è veramente sovrano in Italia. Ma soprattutto a non farsi più ingannare da chi sostiene il contrario, a partire da tutti quei siti “complottisti” che ogni giorno ci riempiono di balle in tema di sovranità. Pensate, per rispetto della verità su questo tema fondamentale per la nostra democrazia, mesi fa ho deciso di interrompere la mia collaborazione con il sito ComeDonChishiotte.org, proprio perché, la direzione si è rifiutata di pubblicare un mio articolo, che faceva vedere agli italiani come l’Italia sia ancora titolare della propria sovranità in quanto ad emissione della propria moneta, ma che si auto-limita nel farlo proprio per rispettare un trattato (quello di Maastricht, ndr), che ha lo stesso identico valore giuridico, del trattato di Roma sulla corte dell’Aia, che il governo ha appena evaso.

Quindi, il governo ha dimostrato che quando lo desidera è pienamente capace di ignorare i trattati. Forse l’addotta ragion di stato ad oggi sconosciuta a giustificazione della liberazione di un criminale, è più importante della ben nota necessità di stabilizzare il nostro sistema economico, ignorando le note regole del trattato di Maastricht che impediscono da decenni ai nostri governi di spendere in misura sufficiente per rendere più vivibile la vita degli italiani?!

La risposta è evidente come sia negativa. Agli italiani interessa molto di più la loro situazione economica e lavorativa che se un generale libico, pur accusato di crimini, venga o meno a farsi un giro in Italia. Il nostro paese e il mondo intero sono pieni di criminali che girano indisturbati. Se parliamo in tema di sicurezza, allora sarebbe stato meglio tenerlo in galera che liberalo.

Dicono che il generale libico sarebbe stato un pericolo per il paese, o forse un pericolo per quello che avrebbe potuto raccontare durante un processo, sui segreti accordi presi con i nostri governi riguardo alla gestione dei flussi migratori. Io credo che agli italiani interessi molto di più quanto sono in reale pericolo le loro vite e il futuro dei loro figli, stante le continue politiche di austerità che ogni governo mette in atto da decenni in asservimento ai trattati.

Il generale libico in libertà, stante la sua indole criminale secondo quanto riporta la corte dell’Aia, credo faccia molta più paura al popolo della Libia che agli italiani. O quanto meno, da noi paura l’avrebbe fatta a chi nelle nostre istituzioni, eventualmente è entrato in rapporti con lui, ragione per cui si è deciso di far valere la nostra sovranità nei confronti di un trattato.

Sulla questione è intervenuto anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e naturalmente di fronte all’esigenza ha dovuto confermare quello che quotidianamente la propaganda cerca di inquinare: «Noi non siamo sotto scacco di nessuno. Siamo un Paese sovrano e facciamo la nostra politica» ha gridato Tajani a chi lo intervistava lungo le vie di Roma – non solo aggiunge: «Subordinazione non c’è nei confronti di nessuno. L’Aja non è il verbo» e «non è che chi governa all’Aja è la bocca della verità, si possono avere anche visioni diverse».[1]

Più chiaro di così! l’Italia è sovrana e l’Aia non è il verbo, che significa il tribunale internazionale non è sovrano e i trattati firmati sono secondari rispetto alla sovranità del popolo italiano. A questo punto, aggiungo io, ogni azione dei nostri governi, contraria agli interessi degli italiani, in rispetto dei trattati, è una chiara azione eversiva in capo ai soggetti governanti che la intraprendono.

E’ evidente quindi che per l’interesse particolare degli appartenenti al sistema di potere, i nostri governi sono benissimo in grado di esercitare la sovranità che la Costituzione demanda loro, mentre per gli interessi del popolo italiano, niente si può fare stante la firma sui trattati.

Più chiara di così la questione non potrebbe essere! da ora in poi chi vi dice che l’Italia non è sovrana potrete liberamente mandarlo a quel paese, a ragion veduta.

di Megas Alexandros

Note:

[1] Caso Almasri, Tajani: «Siamo un Paese sovrano» | Metasociale

Articoli Correlati

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

MEGA ALEXANDROS (ALIAS FABIO BONCIANI)

Economista
Modern Monetary Theory specialist
Author of ComeDonChishiotte