Draghi, alza le mani e dichiara il suo fallimento e quello della UE: “Cosa dobbiamo fare? non ho la minima idea” –

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

C’è una frase in The Apprentice – Alle origini di Trump, il film autobiografico uscito nel 2024 sulla vita del presidente degli Stati Uniti, che dice:

“Never admit defeat”

(mai ammettere la sconfitta)

Sembra quasi uno scherzo che il destino ha deciso di giocare a Mario Draghi, il quale, pochi giorni fa, costretto dagli stravolgimenti geopolitici messi in atto proprio da Donald Trump, in un “disperato” appello ai parlamentari europei, con queste poche parole ha di fatto dichiarato la sua sconfitta e il fallimento del progetto europeo:

«Dite no al debito pubblico, dite no al mercato unico, dite no alla creazione di un’unione dei mercati dei capitali. Non si può dire di no a tutto! Altrimenti, per essere coerenti, si deve anche ammettere di non essere in grado di rispettare i valori fondamentali per i quali è stata creata l’Unione Europea. Quindi, quando mi chiedete cosa sia meglio, cosa sia meglio fare ora, io dico: non ne ho idea, ma fate qualcosa».

E’ un Mario Draghi irritato che va oltre la disperazione fino a mostrare una rabbia inconsueta, quello che ha provato con forza, in quello che è parso l’estremo tentativo, di convincere i parlamentari europei, a sostenere il suo piano per salvare l’Unione europea e la sua moneta.

Mario Draghi al Parlamento Europeo

“Quindi, quando mi chiedete cosa sia meglio, cosa sia meglio fare ora, io dico: non ne ho idea, ma fate qualcosa” – sono le parole che indicano chiaramente il fallimento e persino la rassegnazione di un uomo che per decenni ha consegnato la sua vita al progetto elitario europeo, sostenendo all’infinito la moneta comune, principale strumento consegnato ai poteri nazionali per saccheggiare il paese e sottomettere i loro popoli. E lo ha fatto rinnegando i suoi studi fino ad arrivare a rendere credibili le frodi più meschine in tema di moneta, debito pubblico e deficit governativi.

Ed è proprio la creazione di denaro in deficit che oggi Draghi richiede con forza con il suo piano, indispensabile per continuare a tenere in vita l’Unione europea, lì a dimostrare quanto sia stato reale il suo allineamento alla frode, quando per decenni ha sostenuto l’esatto contrario. Sia da governatore della Banca Centrale Europea che da uomo delle nostre istituzioni più alte, ha sempre approvato e preteso che fossero applicate dai governi, le folli politiche austere volte ad un estremo rigore di bilancio, assolutamente non necessarie, per chi detiene il monopolio della moneta. E diabolicamente distruttive per quei paesi come l’Italia, che presentano enormi risorse inutilizzate, altissima disoccupazione e un precariato sul lavoro ormai generalizzato.

Nell’estremo tentativo di raccogliere consensi da chi ancora innocentemente crede alla favola con cui è stato venduto ai popoli il progetto europeo, Draghi nel suo discorso, torna però ad usare l’inganno: “L’Ue è stata creata per garantire pace, indipendenza, sicurezza, sovranità e poi sostenibilità, prosperità, democrazia, equità”.[1]

Ditemi voi se almeno una di tutte queste bellissime premesse e promesse fatte da Draghi e chi ci ha governato, sono state mantenute da quando la Ue è nata?

Nessuna di queste!

Potremmo passarle in rassegna ad una ad una, riflettendoci ore, giorni, mesi e anni….. non troveremmo un solo fatto positivo per i popoli che possa farci dire di essere migliorati in uno di questi temi che Draghi ci ricorda.

Ma Draghi non molla! i poteri che lo hanno scelto sanno che lui è il migliore per difendere i loro interessi. E allora perché non giocare l’ultima carta, quella della paura: “l’Europa potrebbe essere lasciata da sola” – avverte Mr Britannia, cosciente ormai di non poter più contare sulla difesa da parte degli Stati Uniti attraverso la NATO. Ma soprattutto di non poter più ottenere il sostegno a livello economico e finanziario di Washington al progetto europeo per come è stato pensato. Dall’altra parte dell’oceano oggi c’è un presidente che, coscientemente o meno di quello che sta facendo, pare non voglia più accettare la politica mercantilista di altri, e nemmeno di sostenere una sostanziale parità artificiale dell’euro con il dollaro per mantenere intonsi i risparmi delle élite europee.

Non solo, la posizione guerrafondaia presa dai poteri europei con l’Italia in testa, nei confronti della Russia, che Draghi e chi lo venera, pare intendano mantenere, nonostante i negoziati di pace, lascerà l’Europa in uno stato di pericolosissima incertezza per quanto concerne l’approvvigionamento energetico.

Infine la Cina, che rappresenta un doppio pericolo. Una volta produttore a basso costo di quello che occorre per i nostri bisogni, da tempo ha già svoltato verso politiche economiche che vanno in direzione di una attento sviluppo e soddisfacimento del mercato interno. Quindi, i cinesi da una parte potrebbero farci mancare beni e servizi essenziali che oggi noi non produciamo più e dall’altra, di fronte al probabile calo del mercato statunitense in conseguenza dei dazi, potrebbero riversare sul nostro mercato la loro sovrapproduzione, colpendo ulteriormente le imprese europee, anch’esse private delle esportazioni oltreoceano.

Dalla paura di rimanere soli al “è meglio se decidiamo di muoverci tutti insieme“, il passo è breve. E’ il passo che serve a Draghi per tagliare il traguardo sperato e per il quale lavora, sostenuto ripeto da buona parte delle élite europee e dalla totalità di quelle italiane.

E “muoverci tutti insieme”, per chi ormai ha dimestichezza con il “gergo” draghiano, significa una sola cosa:

STATI UNITI D’EUROPA (USE)

E’ necessario “emettere debito comune“, che deve essere “per definizione sovranazionale“, dato che “alcuni Paesi hanno uno spazio fiscale limitato”, mentre altri “non hanno alcuno spazio” nei loro bilanci pubblici, sostiene l’ex governatore della Banca Centrale Europea.

E qui torna il Draghi allineato alla frode e quindi per nulla credibile su quelle che sono le intenzioni finali del suo piano per salvare la Ue. Lo spazio fiscale limitato o nullo dei paesi membri, non è mica una legge divina o una situazione che si presenta a fronte di una reale mancanza tecnica di denaro da spendere. Il limite alla creazione di denaro per i paesi membri proviene esclusivamente da una scelta politica. La scelta di rispettare in modo del tutto folle i parametri contenuti nel trattato intergovernativo di Maastricht, sul quale si fonda, l’altro accordo tra governi, rappresentato dal Patto di Stabilità.

Gli 800 miliardi all’anno che Draghi sostiene essere necessari spendere in deficit per sostenere l’economia dell’Unione, sono creati esattamente allo stesso modo, come quelli che ogni governo del mondo (compresi i governi dei paesi della Ue), ogni giorno creano per finanziare la spesa pubblica. Le dimensioni delle nazioni non incidono sul modo e la quantità di creare la propria moneta. Quindi, Draghi sta cercando di convincerci ad aderire al suo progetto attraverso una esposizione fraudolenta. E questo sinceramente deve farci riflettere ancora una volta sulla sua credibilità.

Del resto, mi pare che in questi anni SuperMario di danni e previsioni errate ne abbia confezionati parecchi, soprattutto nei confronti del popolo italiano.

Certo, se poi parlassimo con la bocca delle élite del paese, Mario Draghi è il migliore!

Dobbiamo agire come se fossimo un unico Stato“, ribatte ancora Mario Draghi e per arrivare a farlo è pronto anche a violentare nuovamente uno dei principi che lui stesso indica come fondanti del progetto europeo: la democrazia.

Scendendo nel pratico, Draghi suggerisce di superare il principio di maggioranza: “In realtà dovremmo passare a decidere a maggioranza qualificata in molti campi“. Un pensiero che serpeggia a Bruxelles da mesi, per superare le impasse: procedere tra ‘volenterosi’, ovvero, ha spiegato l’economista, “alcuni governi concordano certi obiettivi, lasciando però la possibilità ad altri Paesi eventualmente di optare per entrare in questo gruppo”.

E questa ultima frase, è la definitiva conferma di quanto sia fraudolento e pericoloso per i popoli l’intento finale di Draghi. Da una parte afferma che dobbiamo essere uniti perché uniti si affronta meglio la battaglia e soprattutto uniti (dice Draghi, ndr), abbiamo la capacità di emettere tutto il denaro necessario a stabilizzare l’economia europea, e dall’altra, ritiene che la stessa cosa si possa fare anche in minoranza, con i paesi che ci stanno.

E’ chiaro quindi che dal momento che l’Italia sarà certamente presente tra coloro che “ci stnno”, per il popolo italiano, non cambierà assolutamente niente con Draghi ancora alla guida delle nostre vite.

di Megas Alexandros

 

Note:

[1] Draghi contro i governi europei: “Non potete dire sempre no”

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MEGA ALEXANDROS (ALIAS FABIO BONCIANI)

Economista
Modern Monetary Theory specialist
Author of ComeDonChishiotte