di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)
Dagli amici mi salvi Iddio che dai nemici mi salvo io!
E’ proprio il caso che da Elon Musk, ci salvi Nostro Signore, dal momento che il magnate americano è “Amico” di Donald Trump e Giorgia Meloni, che oggi, sono coloro che decidono per le nostre vite.
Nel momento storico in cui molti dei neoliberisti più incalliti, con in testa Mario Draghi, si pentono delle politiche di austerità impartite in questi anni, riabilitando i deficit dei governi, il proprietario di Tesla, non perde occasione di ribadire ogni giorno con molteplici post su X (Twitter) e nei suoi live-meeting, quanto sia deleteria la spesa del governo federale degli Stati Uniti, per la futura stabilità del sistema economico americano.
Le “catastrofi” in arrivo, in conseguenza della creazione di denaro, che Musk prefigura, sono sempre gli stessi mantra che hanno caratterizzato il pensiero neoliberista in questi anni: l’inflazione e il default dello Stato.
Ma, ascoltiamolo quello che è il pensiero di Musk in tema di moneta, tasse e debito dello Stato, direttamente dalla sua voce, in una delle tante conferenze che tiene in giro per il mondo:

“ALL FEDERAL SPENDING IS TAXATION.”- mette in guardia Musk coloro che invece vorrebbero che lo Stato spendesse (cliccate sul video per ascoltare).
“Dobbiamo ridurre la spesa federale” inizia Musk con il suo discorso e poi continua “non c’è modo di porvi rimedio se non riducendo la spesa federale. E come ho detto prima, un punto molto importante, che credo sia molto importante per la gente capire, è che la spesa federale è una tassazione perché ciò che non ricevono, ciò che il governo federale non riceve in entrate dirette, lo compensano con l’inflazione. Non fanno altro che stampare denaro. Quindi, tutta la spesa federale è una tassazione. Un principio molto importante. Quasi nessuno, pochissimi, sembrano gradire, come dire, che qualcuno si occupi di economia per tutta la vita. Tutti gli investimenti, tutte le spese federali sono tasse. Prima discutono con me e poi concordano sul fatto che si tratta di entrate fiscali dirette o di inflazione. Tutta la spesa federale è una tassazione. Quindi dobbiamo ridurre la spesa federale o andremo in bancarotta come Paese. Proprio così”
La prima considerazione da fare alla luce di queste parole pronunciate con estrema convinzione da Musk, è che se le conoscenze in ingegneria aereospaziale di colui che sta progettando di portarci a vivere su Marte entro il 2030, sono allo stesso livello di quelle che mostra di avere in economia monetaria, è certo che il futuro dell’umanità è più in pericolo di quanto si pensi.
Per mettere al tappeto Elon Musk e mostrare quanto siano assurde e prive di conseguenze per gli Stati le conclusioni a cui arriva con il suo ragionamento, a partire dalla “bancarotta” degli stessi, sarebbe sufficiente citare la risposta al suo tweet, della professoressa Stephanie Kelton – esponente di primo piano della Modern Monetary Theory (MMT):
ALL FEDERAL SPENDING EMITS TAX CREDITS (i.e. US$) THAT FUND TAXPAYERS.
TUTTA LA SPESA FEDERALE E’ UNA EMISSIONE DI CREDITI D’IMPOSTA (vale a dire dollari USA) CHE FINANZIANO I CONTRIBUENTI.
La professoressa Kelton, riprendendo le tre parole che Musk nel suo discorso ripete all’infinito (“All federal spending”), con le quali afferma che la spesa federale del governo equivale ad una tassazione, ribatte al braccio destro di Trump, che la stessa spesa federale, è in realtà anche l’atto con cui il governo fornisce al settore privato i dollari (tax-credit), con cui pagare le tasse.
In pratica, se come afferma Musk, la spesa pubblica equivale a pagare una tassa, di contro è la spesa pubblica stessa a fornire il denaro con cui pagarla. Un cane che si morde la coda e che ci deve far riflettere su quanto sia fallace in termini di logica contabile, il teorema esposto dal magnate americano.
In sostanza, se il denaro è l’elemento essenziale per pagare le tasse (evento negativo), ma allo stesso tempo è anche necessario per vivere e produrre (evento positivo), in un sistema economico che si fonda sulla moneta, è chiaro che se vogliamo essere obbiettivi, occorre trovare un equilibrio all’interno di questo ragionamento. Dove il secondo aspetto deve necessariamente superare il primo in termini quantitativi. Ovvero la fornitura di denaro da parte del governo deve essere come minimo, sempre maggiore rispetto a quanto richiesto per pagare le tasse, se non vogliamo che la moneta sparisca dal sistema economico. E l’assolutismo che caratterizza le parole di Musk, sul mettere un “stop” definitivo alla spesa pubblica in deficit, mostra quanto l’uomo di Tesla, sia indietro nella conoscenza sul reale funzionamento dei sistemi monetari moderni.
Dire oggi, come in pratica afferma Musk, “fermi tutti non si crea più denaro”, dando una lettura interessata alle sue parole, è una affermazione di comodo per chi come lui il denaro lo ha già ed in quantità abbondante. E’ un modo per cristallizzare lo stock di risparmio privato esistente e farlo diventare oro, con un ritorno in pratica ad un sistema di cambi fissi, bloccando di fatto ogni desiderio di progresso ed ascesa di chi è indietro nella scala sociale.
I crediti fiscali in essere sul pianeta, ovvero il denaro netto creato dai governi negli anni, il quale ricordo rappresenta la somma di tutti i debiti pubblici degli stati, sono soldi che provengono dalla spesa in deficit dei governi stessi, ovvero quello che Musk intende eliminare. E qualcuno a Musk, dovrebbe pur ricordare che il suo patrimonio, oggi stimato in oltre 300 miliardi di dollari, non esisterebbe se i governi non avessero speso in deficit, ovvero “stampando” denaro, come cita lui stesso nel suo discorso.
Se vogliamo avere risparmio netto, non esiste altra via che riceverlo dalla spesa in deficit dei governi!
Eppure, in questi anni che Musk ha accumulato tutti questi dollari, non pare fosse così preoccupato per l’inflazione, come pare preoccuparsi oggi. Certo, per i pochi che hanno molto denaro, il non poter comprare domani tutto quello che possono acquistare oggi, può essere un dramma. Ma il dramma è ancor più grande per i molti che ancora oggi non possono comprare nemmeno l’essenziale, proprio perché i governi fanno mancare deliberatamente la quantità di moneta necessaria per fornire loro un lavoro ed uno stipendio adeguato.
Se i fenomeni inflattivi sono originati (ma anche gestiti aggiungo io), dalla spesa del governo e giustamente come afferma Musk, possono assumere la forma di una tassazione, allo stesso tempo, come già evidenziato, anche i soldi per pagare le tasse provengono dalla spesa del governo. Quindi, il risultato e la considerazione giusta e logica da fare, dal momento che della spesa pubblica non possiamo farne a meno, è quella di gestire a livello di politica fiscale la spesa pubblica stessa. In modo che il denaro venga redistribuito equamente, così da massimizzare la produzione ed il suo consumo e che tutti siano in grado di risparmiare e pagare le tasse.
Questa è la soluzione giusta per tenere in equilibrio il sistema economico, non certo quella esposta da Elon Musk, il quale ripropone di tutto punto in tema di economia e moneta, tutti i dogmi neoliberisti che caratterizzano da decenni le politiche di austerità estrema praticate nel continente europeo e con ancora più forza nel nostro paese. A partire dalla supposta “bancarotta” di uno Stato sovrano, che di fatto per chi è emettitore della propria valuta in regime di monopolio, rappresenta una scelta politica e non una necessità di carattere tecnico.
Ad oggi, i dollari li produce solo il governo americano attraverso la spesa in deficit. E a meno che Musk, non intenda farli produrre da una nuova entità che lui ha in mente di installare su Marte e poi distribuirli in deficit al posto del governo degli Stati Uniti, non esiste altra via che il governo stesso spenda in deficit, per permettere agli americani di risparmiare e pagare le tasse in dollari. E questo vale anche per il resto dei paesi del mondo, ognuno con le rispettive valute.
Se questo è l’Amico e consigliere a cui si affidano i nostri governanti, mi sbaglierò, ma tutto mi lascia pensare che ci aspettano tempi ancora più duri!
di Megas Alexandros





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