La propaganda di regime a sostegno del “Sistema di Potere” che sta saccheggiando il paese

“L’Europa dovrebbe imparare dall’Italia” - titola il Financial Time. Ma l'articolo è scritto da un uomo del MEF, professore alla Bocconi, l'Università fonte del pensiero neoliberista in Italia che ha avuto Mario Monti come presidente per 28 anni

9 Dicembre 2025 | Attualità, News, Politica | 0 commenti

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Come ogni regime anche il “Sistema di Potere” che attualmente guida le nostre istituzioni ha l’estrema necessità di buttare fumo negli occhi della gente, per mascherare l’operato di governi che a tutto pensano tranne che all’interesse dell’Italia e degli italiani. La storia del nostro paese ci mostra che, in quanto a propaganda, l’Italia può fare scuola a tutti. L’Istituto LUCE (l’Unione Cinematografica Educativa) potente strumento di propaganda del regime fascista, è infatti la più antica istituzione pubblica destinata alla diffusione cinematografica a scopo didattico e informativo del mondo, messa a disposizione per la propaganda politica di chi ha compiti di governo.

Questa premessa serve a favorire la presa di coscienza da parte di chi mi legge che la totalità dei messaggi che riceviamo da chi guida il paese è frutto di una propaganda ben architettata che niente ha a che vedere con la realtà dei fatti. Soprattutto per quanto di più interessa, sono i dati relativi allo stato di salute della nostra economia ad essere artefatti, al preciso scopo di far apparire come ottimale quella che invece è una azione totalmente distruttiva del benessere comune.

Come la totalità dei governi precedenti, anche l’attuale esecutivo a guida centrodestra, non rinuncia a fare largo uso di propaganda per mascherare quella che è una situazione sempre più drammatica per le tasche degli italiani. Anzi, se vogliamo dirla tutta, stante la continua applicazione delle note politiche fiscali “lacrime e sangue” ed il conseguente aggravarsi della nostra economia, il ricorso alla propaganda per il sistema dei partiti, si rende ancora più necessario per far fronte alla costante perdita della base elettorale.

Ricordo che la base elettorale è fondamentale per chi ha interesse a mostrare al resto del mondo il paese come una moderna democrazia, mentre nei fatti, da tempo sta subendo un vero e proprio mutamento oligarchico.

La necessità di coprire una realtà che sempre più mostra il cattivo operato da parte dei governi, fa sì però che la propaganda assuma giorno dopo giorno toni sempre più grotteschi. I video social che raffrontano le dichiarazioni di Giorgia Meloni dove puntualmente in modo imbarazzante smentisce se stessa, ormai non si contano più. Dalle promesse non mantenute di eliminare accise sulla benzina e commissioni sulle carte bancarie quando sedeva sui banchi dell’opposizione, per finire all’incredibile smentita di pochi giorni fa di aver mai affermato di scommettere sulla vittoria dell’Ucraina, i voltafaccia e le bugie della leader di FDI oggi capo del governo, sono sempre più frequenti e direi persino scandalosi, visto che a metterli in atto è la seconda carica dello Stato.

C’è poi il punto più dolente per chi nell’urna elettorale ha data fiducia all’attuale premier: il rovesciamento di posizione riguardo alla UE e le politiche economiche di austerità estrema che Giorgia Meloni ha sempre criticato fortemente quando non aveva incarichi di governo. E’ stata proprio questa sua ferma posizione a carattere sovranista nei confronti delle istituzioni europee, che le ha permesso di riscuotere quell’attenzione elettorale che poi l’ha portata a guidare il paese. A maggior ragione quindi, il cambio radicale che ha portato la leader di FDI da quando è a Palazzo Chigi, ad allinearsi al sistema di Potere che gira intorno alla commissione europea ed il suo presidente, può essere identificato come un vero e proprio tradimento del mandato elettorale, per non parlare della Costituzione sulla quale ha giurato.

Con una azione di governo in tema di bilancio dello stato che ha visto il ritorno all’avanzo primario ed il conseguente inasprimento di una pressione fiscale già oltre ogni limite di sopportazione per imprese e famiglie – misure che certamente non contribuiscono ad alleviare i livelli già molto alti di precarietà e povertà nel paese – le necessità di propaganda sono sempre più stringenti per il governo di Giorgia Meloni. E come è ovvio che sia, mascherare una frana è molto più complicato che coprire un piccolo smottamento.

Ecco che di fronte alla “frana” di un paese che viaggia sempre più verso la povertà generalizzata ed un consenso popolare ridotto ai minimi termini se consideriamo che FDI oggi governa soltanto con il voto di un quarto degli aventi diritto, la propaganda raggiunge veramente livelli da Istituto Luce.

All’inizio del mese scorso i social network del partito e diversi esponenti di Fratelli d’Italia hanno rilanciato un articolo pubblicato dal Financial Times, che – a detta loro – dimostrerebbe come il quotidiano finanziario britannico abbia elogiato il governo Meloni. “Londra celebra il modello Meloni” – ha scritto il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti.

Già il fatto che la propaganda di coloro che per anni si sono presentati come sovranisti, si affidi a quello che è il giornale simbolo del capitalismo finanziario globale – esportatore di povertà e debito nel mondo – dovrebbe farci drizzare le antenne, su quanto il messaggio possa essere frutto di artificio.

Effettivamente il 6 novembre scorso il Financial Times ha pubblicato un articolo, intitolato “Europe should learn from Italy” (in italiano “L’Europa dovrebbe imparare dall’Italia”). Ma, andando a leggere il nome dell’autore si scopre come il tutto sia frutto di una deliberata macchinazione, che addirittura rinnova i forti dubbi su quella che possa essere la libertà di stampa presente nei principali mezzi di informazione.

Udite bene, l’articolo è stato scritto da Stefano Caselli, economista e direttore della SDA Bocconi School of Management. Le sorprese, insieme alla faccia tosta che caratterizza la propaganda, però non finiscono certo qua! Caselli da marzo 2024 è addirittura membro del Comitato di Coordinamento del MEF per la riforma dei mercati dei capitali. Stiamo parlando quindi di un articolo scritto da chi è alle dipendenze dirette del ministro Giorgetti ovvero, di un soggetto stipendiato dal governo stesso, le cui politiche difende nel suo articolo.

Quindi, come vedete, il governo di chi si auto definisce “sovranista”, per mettere in atto la propria propaganda ricorre agli stessi mezzi di informazione ed i medesimi sistemi meschini usati dai governi che in precedenza combatteva. Ed anche i complimenti che il governo riceve a più riprese da Mario Monti non sono certo un caso, dal momento che l’azione fiscale della Meloni e Giorgetti è pienamente in linea con il pensiero neoliberista dell’Università che ha visto il senatore a vita ed ex premier, esserne presidente per 28 anni. Istituto, dove attualmente Stefano Caselli ricopre il ruolo di direttore.

Leggendo l’articolo si ritrovano i medesimi luoghi comuni, per non dire “dogmi” del pensiero neoliberista: la rinnovata fiducia nel paese per uno spread sui nostri titoli che si riduce nei confronti di quelli francesi, grazie ad una “stabilità e disciplina politica” che avrebbero permesso di valorizzare i punti di forza del Paese.

Ma quali punti di forza!

Caselli non manca di citare la legge di Bilancio per il 2026, che punta a ridurre il deficit sotto il 3 per cento, come segnale di credibilità fiscale, e richiama la riforma dei mercati finanziari in corso di approvazione, di cui lui stesso è stato tra i redattori.

Come no! il perseguire avanzi primari di bilancio per consegnare il sangue di chi lavora e i deficit alla rendita – linea fiscale che il paese percorre ininterrottamente da tre decadi – ha portato dei grandi risultati in termini di benessere comune…. siamo alla farsa più assoluta!

Addirittura, con un messaggio finale, che inverte totalmente la narrativa ascoltata in questi anni, siamo arrivati al punto che “è l’Europa a dover imparare dall’Italia”.

Quindi, quando vi dico che il progetto europeo ha matrice elitaria italiana, sono più vicino alla verità di quanto si possa credere!

E’ l’Italia, quale paese che nel continente ha messo in atto con più forza le politiche di austerità, ad essere oggi indicato come esempio da seguire. L’Italia che insieme alla Grecia, ricordo essere gli unici due paesi europei ad avere subito una diminuzione dei salari reali rispetto a trenta anni fa. Certo, l’esempio da seguire per gli interessi elitari, non per quelli della maggioranza!

Chiaramente l’articolo è ospitato nella sezione Opinion, dove gli articoli possono essere scritti da autori esterni e dunque non esprime la linea editoriale ufficiale del quotidiano londinese. E non sorprenderebbe affatto che chi ci governa, anche indirettamente in qualche misura abbia provveduto in qualche misura a contribuire economicamente per ottenere tale pubblicazione.

Del resto anche la propaganda in capo all’opposizione utilizza gli stessi mezzi, dal momento che sulla stessa testata in passato sono stati pubblicati articoli di critica al governo. Questo conferma che il “sistema dei partiti” arma del potere oligarchico italiano, per agire in difesa dei propri interessi lo fa con la trasversalità più che assoluta che caratterizza lobbies e organizzazioni massoniche.

Il tutto con un azione a carattere eversivo in danno del popolo italiano.

di Megas Alexandros

 

 

 

 

 

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MEGA ALEXANDROS (ALIAS FABIO BONCIANI)

Economista
Modern Monetary Theory specialist
Author of ComeDonChishiotte