di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)
“Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno” (Lc. 23,33-34). Furono le parole pronunciate da Gesù nell’ora più buia della storia, quando a morire non era Dio, ma l’umanità intera divorata da bocche fameliche di cattiveria.
Pare proprio che il mondo occidentale ed in particolare quello europeo, sia di nuovo dentro quella che le scritture sacre ci raccontano essere stata l’ora più buia della nostra storia. Quella dove Gesù Cristo decise di morire sulla croce per salvare l’umanità dai suoi peccati. Solo che questa volta, della presenza di colui pronto a dare la propria vita per salvarci, pare non vi sia traccia.
Di contro, sono ben evidenti i segni che confermano che chi ci guida da dentro le principali istituzioni di governo, non ha la ben che minima contezza di quello che sta facendo.
Come al solito dentro le stanze di Bruxelles, Francoforte e per quello che più ci interessa in quelle romane dove operano i nostri governanti, si pensa solo a tenere in piedi la fraudolenta narrativa proveniente dal mondo neoliberista in tema di moneta, per rendere credibile alla gente il saccheggio elitario in corso.
Che stiamo entrando nuovamente nell’ora più buia della storia, è certificato dal fatto che le balle e le contraddizioni che caratterizzano il pensiero economico neoliberista, sono talmente tante ed evidenti che i “diavoli” che le hanno raccontate, prima di passare al giudizio divino, sono ormai davanti agli occhi della maggioranza di tutti noi.
L’ordine economico globale sostenuto dal dollaro statunitense è “in frantumi” mentre l’euro potrebbe diventare una valida alternativa al dollaro, se solo i governi riuscissero a rafforzare l’architettura finanziaria e di sicurezza dell’Unione. Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde in un intervento a Berlino durante un evento. [1]
E’ chiaro dentro le menti di chi ci governa, sta montando l’idea di trasferire il ruolo di moneta di riserva mondiale all’euro in sostituzione del dollaro. E mi chiedo se sanno cosa comporta questo cambiamento?!
Per consegnare all’Euro il ruolo di moneta di riserva globale ad oggi detenuto dal dollaro, occorre che in UE avvenga una cambio radicale a trecentosessanta gradi rispetto alle politiche economiche fino ad oggi impartite e messe in atto dai governi dei paesi membri. Gli Stati Uniti per mantenere questo status al loro biglietto verde, hanno dovuto assumere negli ultimi quaranta anni il ruolo di importatore netto di beni e servizi dal mondo intero. Ma soprattutto hanno dovuto, in cambio, fornire al mondo stesso, tutta la quantità di dollari necessaria per poter importare questa enorme quantità di produzione.
In una parola, in termini di creazione monetaria, i governi di Washington hanno dovuto sostenere tutto questo a livello fiscale, non ponendo limiti alla loro spesa in deficit. Esattamente il contrario di quello che ha fatto la UE in questi anni, dove il limite al deficit per i governi è stato addirittura fissato tassativamente con la firme dei noti trattati di Maastricht.
Le politiche irregolari del presidente Donald Trump – dice la Lagarde – offrono una “eccellente opportunità” per rafforzare il ruolo internazionale dell’euro e consentire al blocco monetario di godere di maggiori privilegi finora riservati agli Stati Uniti.
Riguardo ai supposti “privilegi” occorre chiarire, affinché non si pensi che l’Euro moneta di riserva mondiale sia la manna dal cielo che tutti aspettiamo in termine di benessere diffuso. Certo, il fatto di poter godere di beni reali in cambio di estratti conto in valuta (numeri creati dal nulla, ndr), è un beneficio reale. Ma poi dobbiamo vedere chi realmente ha la possibilità di godere dei suddetti beni ed in che misura. La soluzione del dilemma è tutta nelle mani dei governi e della politica fiscale a loro demandata, che, come appena spiegato, non può prescindere da un cambio di rotta totale, togliendo ogni limite alla spesa in deficit.
Impegno costante per il libero scambio, completamento del mercato unico e aumento graduale dell’offerta di attività sicure (eurobond, ndr), sono le cose da fare che la governatrice della Banca Centrale Europea sostiene, per arrivare a “rafforzare l’architettura finanziaria e di sicurezza del blocco”. Insomma, senza giri di parole, portare al più presto a conclusione, il progetto degli Stati Uniti d’Europa, tanto gradito a Mario Draghi.
Mi chiedo; tutto il mondo che compra euro o asset in euro e i paesi europei che attraggono capitali stranieri, non fa aumentare quel debito estero che oggi, sempre secondo i guru che sostengono le idee neoliberiste, sarebbe la disgrazia che sta portando al default gli Stati Uniti con il dollaro ridotto a carta straccia?!
Quindi, per identità contabile e pura logica se seguiamo le orme del dollaro, prima o poi faremo la stessa fine? oppure c’è qualcosa che non torna nel loro racconto?!
La seconda ipotesi è quella più accredita. “Il RE è nudo!”, e la verità ormai è sotto gli occhi di tutti. I neoliberisti ed i governanti che hanno portato avanti le loro idee, non riescono più a tenere insieme tutte le contraddizioni che confermano la fallacia del loro pensiero.
La realtà è che debito estero e deficit commerciali, quelli che Donald Trump dice di combattere in modo del tutto improprio con i dazi, non sono ne un debito ne un problema per gli Stati Uniti e per tutti i paesi sovrani che li conseguono. Il debito estero degli Stati Uniti rappresenta i dollari intestati ai non residenti ed i deficit commerciali identificano quanti estratti conti in dollari il mondo detiene in cambio dei beni e servizi consegnati. Punto, fine delle trasmissioni!
Nessun debito e nessuna prestazione aggiuntiva è richiesta al governo di Washington, in virtù del fatto che un non residente detenga dollari. Il quale li potrà utilizzare solo e soltanto per acquistare beni prodotti negli Stati Uniti e asset in dollari, oppure trasferirli ad altro soggetto, il quale si troverà di fronte alla medesima scelta.
Guardate cosa dice Luigi Marattin economista e parlamentare della Repubblica, cresciuto a pane, Draghi e neoliberismo (oggi rinnegato anche dal suo mentore, SuperMario):

Marattin con questo tweet assume le vesti del ventriloquo della Lagarde:
E’ un’occasione d’oro per l’Europa, esclama il parlamentare eletto con il partito di Renzi, in riferimento alla politica di Trump che secondo lui starebbe affossando il dollaro e il mercato dei capitali degli Stati Uniti. E subito fornisce per l’Italia e l’Europa, la stessa ricetta a lui prescritta dai “dottori” di Bruxelles e Francoforte:
A) riformare il proprio sistema universitario per attrarre tutti i docenti e studenti in fuga dagli USA;
B) integrare i mercati dei capitali nazionali per farne uno unico, forte, liquido e attrattivo per i capitali internazionali;
C) rafforzare l’euro come valuta di riserva mondiale, migliorando la governance economica (altro che no al Mes…) e creando un safe asset unico europeo;
Qualcuno dovrebbe ricordare a Marattin che nell’ultimo trentennio, grazie proprio alle politiche di austerità da lui sostenute, abbiamo assistito al fuga dei cervelli dalle nostre università, diretti dove le opportunità di lavoro ed i salari erano gratificanti. Quindi per intraprendere il percorso inverso, occorre prospettare loro futuri più brillanti che possono concretizzarsi solo e soltanto con la spesa in deficit dei governi.
Riguardo al fatto della necessità di attrarre i capitali internazionali, torniamo al punto già analizzato sopra. Allora, oggi prendiamo atto che anche per Marattin il debito estero e i deficit commerciali non sono più un problema, come indicato da almeno trenta anni da Warren Mosler.
Sul terzo punto, abbiamo l’ulteriore conferma del cambio di rotta di Marattin rispetto al tema del deficit. Dal momento che anche lui sponsorizza l’Euro come moneta di riserva mondiale, significa che è disposto a sostenere lo status di importatore netto della UE con tutta la spesa in deficit necessaria da parte dei governi a sostegno dei consumi interni. Sta di fatto rinnegando tutte le politiche di montiana memoria, volte alla distruzione della domanda interna, che lui in prima fila ha sostenuto per anni.
Un “safe asset unico europeo”, da fornire al mondo presuppone che il mondo ci dia beni in cambio e quindi il surplus estero deve essere gioco forza, contabilmente pareggiato con il deficit interno.
In tutto questo non si capisce il riferimento esplicito al Mes, che Marattin, probabilmente ancora dentro il loop mentale del pensiero neoliberista, vuole forzatamente, per partito preso far ingoiare agli italiani.
Il Mes, caro Marattini, non coltiva denaro nei campi del Lussemburgo, lo raccoglie sui mercati con la garanzia della Bce e dei paesi membri (titolari del monopolio della moneta, ndr) a cui poi, con un gioco di prestigio, lo presta. Insomma, siamo di fronte ad una truffa vera e propria, che alla luce degli odierni progressi in quanto a conoscenza in materia da parte della gente, persino nei famosi e gioiosi quartieri Spagnoli di Napoli si guarderebbero bene da metterla in atto.
Come vedete il muro delle balle su cui è costruito il pensiero neoliberista, necessario alla politica per continuare a sostenere il saccheggio elitario del paese, sta crollando sotto le forte scosse delle sue contraddizioni e della verità che sta emergendo sempre più dalle sue macerie.
Non dimentichiamoci però, chi le ha sostenute e oggi cerca di cambiare pelle!
di Megas Alexandros
Note:
[1] Lagarde: “Euro potrebbe diventare l’alternativa al dollaro”





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