di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)
Sono sincero, comincia ad essere fastidiosa questa propaganda meschina, acchiappa elettori meno preparati in materia economica, che i parlamentari della Lega Borghi e Bagnai, quotidianamente mettono in atto suoi loro profili social.
Nei giorni scorsi, oggetto del loro attacco è stato l’ex ministro del governo Berlusconi Giulio Tremonti ed il suo sempre verde innamoramento nei confronti degli Eurobond, via maestra per arrivare al debito comune europeo. L’economista originario di Sondrio, membro della Trilateral Commission, nonché presidente di Aspen Institute Italia già da ministro delle finanze nel lontano 2011 era un fervente promotore del completamento dell’Unione Europea, attraverso l’emissione di titoli di debito a livello comunitario. E oggi, con Mario Draghi in rappresentanza del potere elitario di casa nostra e l’establishment di Bruxelles dalla sua parte, torna alla carica, con un accorato appello, lanciato dalle colonne del Corriere:
“E’ il momento di varare gli eurobond, “altrimenti si lede l’idea stessa di Europa”.
Anche Tremonti, come lo stesso Draghi e tutti i fan sognatori degli Stati Uniti d’Europa, usa i “venti di guerra” in corso, per prospettare ai popoli ignari, una alquanto fantomatica minaccia bellica incombente sulle loro teste, per arrivare velocemente a concretizzare la definitiva unione dell’Europa con l’introduzione di un debito ed un esercito comune.
Lo dico da tempo, se alla moneta comune già presente e funzionante alla perfezione (per gli interessi elitari naturalmente, ndr), aggiungiamo debito ed esercito comune, gli Stati Uniti d’Europa, in termini di efficacia tecnica, sarebbero già di fatto costituiti, anche se privi della benedizione democratica del popolo sovrano.
Di questo ne era ben consapevole anche uno dei pensatori della prim’ora dell’Europa unita “Jean Monnet”. Il politico e consulente economico francese da sempre fervente sostenitore dell’integrazione europea – si legge sul sito della UE – fin dall’inizio aveva posto “il collegamento tra moneta e difesa”, nel senso che, come ricorda Tremonti: “non puoi avere l’una senza l’altra”.
Ora, per evitare spiacevoli fraintendimenti, lo dico chiaro: sono fermamente contrario all’avanzamento di questo processo, che prevede la cessione definitiva a livello comunitario da parte del nostro paese, di ogni sovranità.
Detto questo, non possiamo però neanche far finta che l’attuale situazione a carattere ibrido in termini di sovranità, dentro la quale i nostri governanti da decenni mantengono le nostre istituzioni, non stia facendo danni inenarrabili in quanto a perdita di ricchezza generalizzata ed aumento della povertà nel paese.
Per spiegarmi ancora meglio, il fatto che ad oggi non esista un debito comune e che i governi dei vari paesi siano liberi nelle loro decisioni di politica fiscale, non ha impedito a chi ci ha governato di auto-limitarsi nella creazione di moneta in asservimento ai parametri di Maastricht, per andare incontro agli interessi del sistema che sta saccheggiano il paese.
Ed è proprio questo voler tenere l’Italia dentro queste folli regole che non hanno base scientifica – le quali ricordo, limitano per decisione politica, l’azione dei governi in quanto alle politiche di spesa essenziali per stabilizzare il nostro sistema economico – il principale problema che oggi blocca il paese, e non se i soldi per spendere provengono o meno da debito nazionale o europeo.
La creazione del denaro, ovvero la spesa del governo, che venga fatta a Roma o a Bruxelles, avviene nello stesso identico modo. Ciò che realmente cambia per i popoli, è la quantità della spesa e come viene distribuita.
Ecco perché definisco alquanto ambigua la posizione di Borghi e Bagnai rispetto ai temi del debito comune, ancora da cucinare (seppur il PNRR ne rappresenti un antipasto già servito) e il Patto di Stabilità costruito sui parametri di Maastricht, già perfettamente funzionante e dimostratosi distruttivo, da decenni.
Senza giri di parole e pur rimanendo estremamente contrario al debito comune per le ragioni già esposte, quest’ultimo sarebbe più proficuo per il sistema economico italiano – come pare affermare, seppur in modo criptico, Tremonti – qualora desse luogo ad una spesa in deficit, rispetto alla situazione attuale dove il governo sostenuto da Borghi e Bagnai, in pieno asservimento al Patto di Stabilità, è tornato addirittura all’avanzo primario.
“La novità è la guerra in Ucraina. La guerra in Europa. E così torna in scena anche Maastricht. Il Trattato intitolato di ‘stabilità e crescita’ che per decenni è stato letto ‘stabilità senza crescita’. Ora lo scenario è diverso: occorre combinare una maggior spesa con una diversa forma di stabilità, o serietà, di bilancio”.
Vedete, Tremonti almeno mette in discussione i parametri di Maastricht, indicandoli come causa della mancata crescita e lascia trasparire la necessità di una maggior spesa pubblica in deficit.
Al contrario Borghi, si limita alla solita propaganda da falso sovranista, oltretutto mostrando una pessima conoscenza su come avviene la creazione monetaria e chi istituzionalmente è preposto a crearla:

“La Lega si opporrà sempre a ulteriori cessioni di sovranità” – urla Borghi nel suo comunicato per fare presa sugli ignari. Certo la Lega si oppone a nuove cessioni di sovranità ma niente ha fatto e fa per esercitare quelle di cui dispone!
Ad oggi in Italia, è il governo italiano che tassa e spende in Euro, non la Bce o la Commissione Europea. E’ il governo italiano titolare della politica fiscale con la quale si decide quanto spendere e come spendere. Ed è sempre il governo italiano che con una decisione politica accetta di allinearsi ai trattati intergovernativi di Maastricht, che ribadisco ancora, causa principale di nostri mali.
E’ il governo sostenuto da Borghi e Bagnai e dalla Lega, con il proprio esponente Giancarlo Giorgetti a capo del ministero più appropriato a prendere le decisioni in tema di economia e finanza, ad esultare per il ritorno dell’Italia all’avanzo primario. Caso unico in EU, insieme a Cipro, un pezzetto di terra più piccolo dell’Abruzzo, di fatto un paradiso fiscale, i cui abitanti sono seduti sull’infinito tsunami di denaro fatto affluire sull’isola da russi, inglesi, israeliani ed il resto del mondo.
Quindi, il problema che impellente che affligge gli italiani non è quello da dove arrivano i soldi, ma un governo che può crearli ed invece si autolimita nella creazione del denaro necessario a stabilizzare la nostra economia.
Il debito pubblico, altra inesattezza di Borghi in totale allineamento al pensiero neoliberista, non è da ripagare. E’ frutto di una creazione dal “nulla” da parte degli Stati. E confondere la gente con la solita storiella dei Btp e dello spread, vuol dire continuare a raccontarci, la stessa frode che per decenni ci hanno raccontato chi ci ha governato prima di loro, con gli economisti mainstream e la stampa di regime a supporto.
Ma quale “grazie all’azione di governo lo spread si è ridotto” – anche i bambini oggi sanno che lo spread è totalmente frutto dell’azione di Bankit in asservimento agli ordini provenienti da Francoforte. Certo se poi Borghi, per azione di governo, intende la stretta messa in atto sulle già ultra-rigorose politiche di bilancio, anch’esse in asservimento agli indirizzi dei “poteri” di stanza a Roma e Bruxelles, torniamo allora al problema politico già esposto, relativo all’azione eversiva dei nostri governi che per rispettare un trattato intergovernativo violentano i principi fondamentali della nostra Costituzione.
Anche il passaggio relativo al fatto che gli Eurobond sarebbero da ripagare ad investitori non-italiani, lascia veramente interdetti sulle capacità di comprensione della materia da parte di Borghi. Premesso che nessun paese al mondo da oltre 200 anni ha mai ripagato il proprio debito pubblico; riguardo ai titoli di stato che sono una diversa forma dove detenere il risparmio, a fare in modo che a detenerli siano gli italiani, non dipende dal nome che porta il titolo o da chi lo emette, bensì dal mettere nelle tasche degli italiani il risparmio necessario per farglieli acquistare.
In conclusione Borghi e Bagnai, con un dichiarato intento sovranista, si oppongono giustamente al debito comune in quanto ulteriore passo per arrivare alla consacrazione degli Stati Uniti d’Europa, ma allo stesso tempo non fanno niente per esercitare la nostra sovranità in quanto a spesa in deficit del governo, per salvare famiglie ed imprese italiane dalla povertà e dai fallimenti. Anzi, la pressione fiscale è addirittura aumentata sotto il governo di Giorgia Meloni e i costi dell’energia sono mediamente più alti del 30 per cento rispetto al resto dei paesi europei. Per non parlare del numero di persone che vivono in condizioni di povertà assoluta: il dato sta inanellando record su record dal 2023. L’occupazione, nonostante i proclami va sempre più nella direzione della precarietà e il potere di acquisto per le famiglie in continua discesa.
Insomma l’ambiguità del messaggio politico del “Pippo e Pluto” della Lega, una volta campioni nei talk-show televisivi nel cogliere il centro del problema, oggi è più che evidente. Una volta messo piede sulle comode poltrone parlamentari, si sono allineati al “sistema”, in onore del motto del “tengo famiglia”.
di Megas Alexandros





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