Minniti (PD): “la sicurezza nazionale è un bene supremo per il paese!”….. e quella economica?

Marco Minniti, ex ministro e capo dei servizi segreti, nella trasmissione "Cinque minuti" di Bruno Vespa cerca con ogni mezzo di salvare l'immagine del governo, compromessa dal caso Almasri. "Quando è in ballo la sicurezza nazionale tutto è permesso". Ma la mancata stabilità economica del paese non compromette la sicurezza nazionale? 

8 Febbraio 2025 | Attualità, Economia, Politica | 0 commenti

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Sono giorni che Bruno Vespa, da ministro in pectore della propaganda in favore dell’attuale governo, si “arrabatta” nelle sue trasmissioni alla ricerca di tutti gli appigli possibili per giustificare l’azione di Giorgia Meloni e i suoi ministri, riguardo alla liberazione con rimpatrio del generale libico Almasri, accusato dalla corte internazionale di crimini contro l’umanità.

Lo storico giornalista, da sempre campione di inginocchiamento al sistema di Potere che guida il paese, da quando è scoppiato il caso Almasri, ha messo a disposizione del governo italiano, i suoi spazi televisivi quotidiani mandati in onda dal servizio pubblico, per ripulire l’immagine della premier Giorgia Meloni, comprensibilmente compromessa dall’aver rimesso in libertà un criminale che secondo una sentenza di un tribunale si sarebbe macchiato di efferati crimini contro il suo popolo.

In totale spregio al principio di imparzialità – dote essenziale per un conduttore di talk-show – Bruno Vespa con ogni suo ospite ha rivestito, come del resto fa da sempre, i panni del difensore del governo in carica. E lo ha fotto con maggior forza e impeto quando dall’altra parte l’ospite era un esponente delle opposizioni. Toccando i punti massimi della sua “vergognosa” parzialità con la presenza del leader del Movimento cinquestelle Giuseppe Conte.

Chi mi legge lo sa, io non faccio politica e non intendo farla nemmeno di fronte ad un atto grave come è quello di rimettere in libertà un torturatore e soppressore di vite umane come lo è il capo della polizia di Tripoli, consentendo così che altri innocenti subiscano i suoi crimini. E nemmeno sono qua per difendere le opposizioni, le quali, a partire da Giuseppe Conte, usano certamente l’accaduto, principalmente a fini di propaganda.

Dico questo con cognizione di causa, proprio perché, lo stesso leader del M5Stelle, per ben due volte al governo, ha sempre dimostrato di non usare la sovranità che la sua carica gli conferiva per quelle che sono le priorità del popolo italiano. A partire dal mancato esercizio della sovranità in tema di moneta che risolverebbe ogni problema al nostro sistema economico, finendo alla mancata salvaguardia dei diritti sulla persona durante le note vicende che hanno contornato il periodo pandemico, Giuseppe Conte si è sempre allineato alle politiche dettate da altri che non sono certo quelle desiderate dalla maggioranza degli italiani.

Sì, perché il tema fondamentale che caratterizza tutte queste azioni da parte dei nostri governi, è proprio l’utilizzo o meno della nostra sovranità. Un uso che come dimostrato anche in un articolo di pochi giorni fa, viene fatto da chi ha incarichi istituzionali, ad intermittenza e soprattutto non nell’interesse del popolo ma personale e a carattere elitario.

Finalmente ieri un Bruno Vespa visibilmente soddisfatto, a conferma della “trasversalità” con cui opera il sistema di Potere che guida il paese, ha trovato l’uomo della sinistra, oggi all’opposizione, che si è prestato a ripulire l’immagine del governo. Nell’ottica della continuità e dell’asservimento totale al sistema di Potere, si è presentato negli studi Rai per presenziare al Vespa-show, l’ex ministro degli Interni durante il governo Gentiloni, Marco Minniti.

Minniti, è un carico da novanta appartenente al partito democratico le cui radici nelle istituzioni pubbliche più in vista, sono equivalenti a quelle dei pini secolari. Già sottosegretario di Stato nei governi D’Alema I e II, ha ricoperto anche l’incarico di sottosegretario di Stato al Ministero della difesa (governo Amato II) e viceministro dell’Interno (governo Prodi II), sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega ai servizi segreti nel governo Letta dal 17 maggio 2013 al 22 febbraio 2014 e nel governo Renzi dal 28 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016.

Non c’era miglior figura politica che Vespa potesse trovare, di chi ha anche navigato nelle “torbide” acque dei servizi segreti, per giustificare agli occhi degli italiani, l’increscioso atto del governo, come essenziale per la sicurezza nazionale!

Uomo di primo piano delle opposizioni e sicurezza nazionale ed ecco che il gioco è fatto! I cinque minuti messi a disposizione da Vespa a Minniti, sono stati sufficienti a far sì che Giorgia Meloni, da domani, possa tornare liberamente a ripresentarsi agli italiani in TV e sui social, con una immagine finalmente ripulita, pronta a continuare ad esercitare la sovranità nazionale quando è necessario per chi la comanda.

Ascoltiamole le parole dell’ex capo dei servizi segreti, con le quali giustifica l’azione di governo come essenziale per la sicurezza nazionale:

L’ex ministro Marco Minniti nella trasmissione Cinque Minuti condotta da Bruno Vespa (cliccate sull’immagine per ascoltare)

“Operazioni come quelle di Almasri, sono state effettuate anche da altri governi”, conferma Minniti le parole preparate e messe in bocca da Vespa. “La sicurezza nazionale è un bene supremo per un paese” continua Minniti, aggiungendo: “E’ il punto più alto dell’interesse nazionale, perché quella parola un po’ fredda ‘sicurezza nazionale’, ha a che fare direttamente con l’incolumità e la vita degli italiani” – “per proteggere quelle vite si possono fare anche delle scelte eticamente discutibili”.

Premesso che il pensiero di Minniti, se tradotto con la crudeltà di cui si tinge, per salvare la vita degli italiani arriva a giustificare la morte di quelli di un altro paese (in questo caso la Libia, ndr); l’altra chiave di lettura immediata da prendere in considerazione, che appare dalle sue parole, è quella che il governo ha il dovere e può fare di tutto per salvare la vita dei propri connazionali.

Ecco, se abbiamo ben compreso questo principio, dobbiamo assolutamente renderci conto anche cosa significa salvare la vita degli italiani. Tanto per essere chiari, la vita ad un persona non si toglie solo uccidendola materialmente con un atto criminale che si configura in un omicidio vero e proprio, ma la si toglie anche rendendola estremamente precaria, fino al punto di costringerlo al suicidio.

Dal 2012 al 2019, secondo il primo dato che ho trovato, in Italia si sono suicidate per motivi economici accertati, più di mille persone. E nel solo 2019, è stato rilevato una aumento spaventoso dei suicidi commessi da imprenditori che ha raggiuto il 60% del totale dei suicidi nel paese, secondo i dati forniti dall’Osservatorio “Suicidi per motivazioni economiche”, istituito all’interno di Link LAB, il Laboratorio di Ricerca sociale della Link Campus University,  che dal 2012 monitora e analizza il fenomeno dei suicidi legati alla crisi e alle difficoltà economiche nel nostro Paese.

Al netto di un dato non aggiornato e certamente certificato per difetto, se vogliamo parlare in numeri rispetto alla sicurezza nazionale, è difficile immaginare che un Almasri in prigione avrebbe comportato la perdita di un numero maggiore di vite in Italia. Quello che è certo invece è che un Almasri libero, qualche altro crimine lo commetterà nel suo paese.

Ma la Libia “è un quadrante strategico per la sicurezza nazionale” ribatterebbero in molti, come ribatte Minniti da Vespa: “lì si giocano tre partite decisive, quella del controllo dei flussi migratori, quello dell’energia e della lotta al terrorismo”.

Quindi, cerchiamo di capire, oggi la propaganda non sarebbe più rivolta verso la sudditanza del nostro paese agli Stati Uniti e le note organizzazioni come la CIA e la NATO, ma udite bene, a determinare il vincolo esterno per i nostri governi sarebbe la Libia, un paese dove da più di un secolo almeno, insieme ad americani e francesi abbiamo fatto più del nostro “porco” comodo.

Ma va bene, va tutto bene! persino ritenere fondamentale per la sicurezza nazionale l’energia, oggetto dei profitti colossali dei nostri monopolisti del settore, che ci procuriamo a prezzo più alto dalla Libia rispetto che dalla Russia di Putin; ma almeno il governo si preoccupasse di usare la propria sovranità in tema di spesa a deficit per stabilizzare la nostra economia.

Forse le vite precarie di 6 milioni di italiani che vivono in condizioni di povertà e quelle dei componenti delle 7 famiglie su 10 che nel nostro paese non arrivano a fine mese, non rappresentano un problema per la sicurezza nazionale?

Ecco, sarebbe gradita una risposta a questa domanda da parte dell’ex ministro Minniti.

Che dite glielo giriamo in massa questo articolo?!

di Megas Alexandros

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MEGA ALEXANDROS (ALIAS FABIO BONCIANI)

Economista
Modern Monetary Theory specialist
Author of ComeDonChishiotte