Non dite a Trump che la Fed è un agente del Congresso!

Il presidente degli Stati Uniti da mesi insulta il governatore della Fed perché non abbassa i tassi. La solita "novella" dell'indipendenza delle banche centrali dai governi. Siamo oltre il ridicolo, la Fed è a tutti gli effetti un Agente che gestisce il monopolio pubblico del dollaro insieme al Tesoro americano. I tassi possono essere portati a zero con un semplice decreto ed azzerare totalmente il costo del debito pubblico USA.

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Se Donald Trump capisse che la Federal Reserve (Fed) è un agente del Congresso, eviterebbe di maledire ogni giorno il governatore Jerome Powell e avrebbe già indirizzato il suo desiderio di abbassare i tassi in quella direzione.

Anche il Taycon americano, che nella sua intrepida vita non si è fermato nemmeno davanti al fuoco, pare si sia bloccato davanti a quella che ormai può essere definita come una delle “credenze” più ridicole alle quali a partire dagli anni Novanta si inginocchia l’intelligenza umana: sto parlando dell’Indipendenza delle banche centrali.

“Stupido e lento, mi odia” – ha inveito nuovamente Trump pochi giorni fa contro Powell, reo di non aver ancora una volta, messo in atto quel taglio dei tassi voluto e sperato dal Presidente americano. Il costo del denaro rimane al 4,25-4,5%, ha deciso all’unanimità il board della più grande banca centrale del mondo [1].

Il botta e risposta tra il presidente e il governatore della banca centrale è arrivato agli insulti, con Trump che ha accusato “Mr. Too Late“ Powell, di essere un “fool” che danneggia l’economia americana. Secondo il presidente, questa scelta rappresenta un vero e proprio freno per la crescita economica e un ulteriore peso sui costi del debito, soprattutto in un contesto in cui altre banche centrali – su tutte la BCE – stanno invece scegliendo la strada del taglio. La contrapposizione è netta: da una parte chi “giustamente” vorrebbe tassi più bassi per riportare in alto il lavoro della maggioranza rispetto alla rendita di pochi, dall’altra chi, invece, interpretando al contrario la politica sui tassi, teme invece il ritorno di una spirale inflazionistica difficile da domare.

Da mesi, oltreoceano, assistiamo ormai a quello che pare un dialogo condito di insulti, fra un ceco ed uno stolto. Con Trump che, seguendo la vulgata popolare, crede ancora alla novella che economisti e stampa mainstream ci raccontano, sulla necessità delle banche centrali di essere indipendenti dai governi e dall’altra Powell, che dovrebbe tornare sui libri, per capire che alzare i tassi non serve affatto ad abbassare l’inflazione. Anzi, dal momento che pagando più interessi aumenti la capacità di spesa del settore privato, le probabilità che il livello dei prezzi si alzi, sono alte.

L’indipendenza delle banche centrali si configura come uno dei pilastri portanti dell’attuale assetto economico e istituzionale. Diffusosi su scala globale negli anni Novanta, questo paradigma è stato acclamato come un avanzamento tecnico indiscutibile nella gestione della politica monetaria, ritenuto capace di promuovere la stabilità macroeconomica proteggendo le decisioni finanziarie dalle ingerenze politiche di breve periodo. Questo, per come ci è stato venduto il dogma da chi aveva tutto l’interesse ad affiancare il concetto di “debito” anche per gli stati sovrani che emettono la loro valuta in regime di monopolio. Con il fine ultime di rendere la moneta una merce scarsa.

Per rendere scarsa la moneta, era necessario bloccare chi per istituzione e dottrina è preposto alla sua creazione, ovvero i governi attraverso la spesa pubblica in deficit. Al disegno diabolico di chi controlla le nostre vite, mancava però l’elemento di “paura” che da sempre serve a far accettare ai popoli l’inaccettabile. Detto fatto, la paura di non poter comprare le stesse cose per sempre con la stessa quantità di moneta, ha reso l’inflazione forse la fobia più diffusa sul pianeta.

Da qui ad identificare una tendenza strutturale dei governi a generare inflazione attraverso politiche monetarie eccessivamente espansive, il passo è stato breve. Secondo la visione degli studi degli economisti allineati al Potere, i politici, motivati dall’obiettivo di massimizzare il consenso nel breve periodo, sarebbero inclini a stimolare artificialmente l’economia attraverso “sorprese inflazionistiche”, ottenendo temporanei guadagni in termini di output e occupazione. Tuttavia, gli agenti economici razionali anticiperebbero questo comportamento, neutralizzando gli effetti reali della politica espansiva e generando unicamente inflazione.

Ecco che, l’indipendenza della banca centrale costituirebbe, quindi, la soluzione istituzionale a questo problema, consentendo l’implementazione di una politica monetaria credibile e orientata alla stabilità dei prezzi nel lungo periodo.

La storia dei fatti e la dottrina economica, oggi, hanno reso sufficientemente chiaro che l’inflazione non è assolutamente un fenomeno le cui origini sono da ricercarsi nella politica monetaria delle banche centrali, ma in quella fiscale dei governi.

Il concetto di “Indipendenza” quando si parla di organi istituzionali e non di persone, è un qualcosa che va oltre il ridicolo, poiché chi è preposto alla gestione di un potere dello Stato non può per sua natura essere indipendente. Di conseguenza l’indipendenza delle banche centrali non rappresenta un mero assetto tecnico-istituzionale neutrale, bensì una configurazione specifica di potere economico e politico.

A questo punto, visto che il concetto di “indipendenza” è fuffa, l’immediata riflessione che deve balzare alla mente, è verso chi debbano essere dipendenti le banche centrali che di fatto sono il braccio destro del Tesoro nella gestione del monopolio pubblico rappresentato appunto dalla valuta dello Stato.

Rispondere a questa domanda per chi ancora è dotato di onestà intellettuale non dovrebbe essere così difficile. Se la sovranità appartiene al popolo e quella monetaria ne fa parte, è chiaro come le banche centrali debbano dipendere dalle istituzioni di governo elette dal popolo stesso.

Rendere una banca centrale non dipendente dal governo e quindi dipendente da qualcun altro, è chiaramente una azione a carattere eversivo. La Banca Centrale Europea (Bce), è forse l’esempio più noto ed eclatante che va in tale direzione.

Pensate, il Trattato sul funzionamento dell’UE conferisce alla Bce – che sul suo sito addirittura si definisce una istituzione concepita come indipendente proprio per assicurare che agisca nel miglior interesse dei cittadini europei –  solo il mandato sulla stabilità dei prezzi e non come per altre banche centrali (Fed compresa), l’obbiettivo della piena occupazione.

Dove sarebbe quindi “il miglior interesse per i cittadini europei”, dal momento che ai governi preposti viene tolta la possibilità di spesa per occupazione e consumi e alla Bce non viene nemmeno conferito il mandato, per quello che è l’obbiettivo principale sancito anche dalle Costituzioni!?

Alla luce dei fatti l’Indipendenza delle banche centrali serve solo a garantire attraverso le decisioni sui tassi, un reddito costante a chi ha già risparmio e con l’obbligo di non-intervento nell’acquisto dei titoli di Stato sul mercato primario, a far credere alla gente che lo Stato abbia bisogno di farsi finanziare dai mercati per poter spendere. Quando sappiamo bene che sono i governi stessi, attraverso la spesa, a fornire le riserve (risparmio) con gli investitori acquistano i bond governativi.

Basta comprendere questo per capire che l’Indipendenza delle banche centrali dai governi è la solita novella che il “Vero Potere” ci racconta per poter curare meglio e indisturbato i propri interessi elitari.

Se Trump ed i nostri governanti volessero, potrebbero da subito adottare una ottimale politica sui tassi a zero, come del resto ha fatto il Giappone per decenni.

Ma non vogliono! ed il perché lo sappiamo bene……

di Megas Alexandros

Note:

[1] Jerome Powell resiste e non taglia i tassi. Trump: “Stupido e lento, mi odia” – la Repubblica

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MEGA ALEXANDROS (ALIAS FABIO BONCIANI)

Economista
Modern Monetary Theory specialist
Author of ComeDonChishiotte