di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)
Ho dibattuto all’infinito sulla “fantomatica” perdita della nostra sovranità monetaria, argomento sul quale purtroppo anche l’area del così detto dissenso si allinea con la propaganda mainstream, per allontanare le responsabilità di una economia sempre più precaria da chi ci governa. Pensate sono arrivato persino ad allontanarmi e prendere le distante da uno dei principali blog del dissenso, per il quale ho scritto per anni, perché la redazione si rifiutò a suo tempo di pubblicare un mio articolo, dove spiegavo in ogni dettaglio che era sempre il nostro governo a creare la moneta, anche dopo l’entrata dell’Italia nell’euro.
Non solo, sul tema sono arrivato a discutere anche animatamente con molti MMters della prim’ora, i quali non avendo proseguito in questi anni l’approfondimento della MMT di Mosler, mostrano palesemente nelle loro esternazioni di non aver compreso a pieno, come si crea la moneta e chi la crea.
Stiamo parlando della moneta, della sua creazione e della corretta interpretazione delle operazioni monetarie, che rappresentano l’aspetto più importante che impatta sulle nostre vite. E non capirlo alla perfezione ci rende estremamente vulnerabili a quella che è la propaganda messa in atto da chi ci governa. La quale ricordo, ha come scopo quello di farci accettare la miseria di una vita costretta alla rinuncia anche dei beni e servizi più essenziali.
Finalmente oggi, con un post sul suo profilo Facebook, esce allo scoperto anche il professor Alberto Bagnai, senatore e capo economista della Lega di Salvini, partito che oggi insieme al centrodestra governa il paese.


Come vedete il senatore della Lega, nonché professore di economia, ammette candidamente che i tanto agognati “fondi europei” non esistono: “siamo noi a mantenere Bruxelles”.
Tutto questo tradotto in un concetto molto semplice, significa che la UE per mezzo del suo organo principale, la Commissione europea, non ha sovranità monetaria. Ovvero non ha capacità di emettere moneta. Questo per il semplice motivi che la UE non è uno stato sovrano costituito, ma come sostengo da tempo, semplicemente una unione monetaria regolata da trattati inter-governativi.
Il governo della UE nella sua istituzione rappresentata dalla commissione europea, non spende in deficit per fornire attività finanziarie nette (denaro) ai singoli sistemi economici. E il denaro che Bruxelles presta e/o elargisce, come nel caso dell’ormai noto PNRR, è denaro che la commissione riceve dai singoli paesi, oppure raccoglie sui mercati tramite l’emissione dei noti eurobond. Il tanto desiderato da Draghi “debito comune”. L’Unione Europea non ha il potere di riscuotere imposte dirette (come l’IRPEF e l’IRES) dai cittadini, cosa che rimane di competenza dei singoli Stati membri. Ed anche i singoli e circoscritti tentativi da parte di Bruxelles di intervenire nella materia fiscale come la tassa sul carbonio, gli imballaggi di plastica, ecc. non intaccano la potestà fiscale che spetta, come già affermato, ai singoli governi in via esclusiva.
E allora, se la UE non è sovrana nella moneta chi è il sovrano dell’euro?
Non occorre fare molta strada per trovare la risposta che oggi, finalmente, anche Bagnai ci fornisce: sono i governi dei paesi membri ognuno sul proprio territorio e con le rispettive politiche fiscali a gestire il monopolio pubblico della moneta euro.
Del resto, anche bypassando la dottrina economica per analizzare la questione sotto l’aspetto del diritto: non ci sono dubbi sul fatto che siano le leggi italiane ad imporre e dare valore all’euro in Italia. Per la precisione sono gli articoli 1277 e 1278 del codice civile a regolare il corso legale e forzoso della moneta comune nel belpaese, imponendola nei pagamenti. Ed è sempre lo stato italiano con le leggi che regolano l’imposizione fiscale a guidare la domanda di euro sul territorio.
Se poi guardiamo anche all’aspetto del potere d’acquisto che la moneta euro concede agli italiani, è ancora il governo italiano, sempre con la politica fiscale di spesa, a determinarlo. Basti pensare a quello che è forse il bene più prezioso e che in questo momento rende ancora più drammatiche le nostre vite per le sue infinite impennate di prezzo: la benzina ed il gasolio che usiamo per le nostre auto, il cui costo alla pompa è direttamente determinato e determinabile dalla volontà di tassarlo o sussidiarlo da parte del governo.
Sempre in tema di potere di acquisto, l’elemento che più lo determina è il livello dei salari. Ed anche qui è lo stato monopolista a determinarlo, in quanto il potere di spesa illimitata di cui è dotato, lo rende per scienza contabile datore di lavoro di ultima istanza.
Sinceramente sarei anche stanco di ripetere sempre le stesse cose, le quali sono ormai dimostrate e dimostrabili. E ora che lo ha dichiarato apertamente anche il capo economista di uno dei partiti che ci governa, pretendo che almeno chi si dichiara apertamente contro il “sistema” di potere attuale che ci obbliga ad una vita di stenti, cessi definitivamente di assecondare la falsa propaganda messa in atto sulla perdita della nostra sovranità monetaria.
La sovranità monetaria non è cedibile, fa parte dei poteri sovrani che appartengono allo stato, il cui esercizio è affidato dalla Costituzione alle nostre principali istituzioni (Governo, Parlamento e Magistratura, ndr). Caso mai può mancare il suo esercizio, ma non può essere ceduta. O ancor peggio può accadere, come di fatto accade nel paese, che i governi la esercitino fuori dai principe democratici che sono a fondamento della nostra Repubblica. Sto parlando del dato di fatto che da oltre tre decadi, la creazione di denaro nel paese, è dedicata quasi in via esclusiva a fornire reddito alla rendita elitaria. La spesa per interessi si configura a tutti gli effetti, nella decisione politica di fornire un reddito da interessi a chi ha già abbondante risparmio per vivere decentemente.
Ora però mi faccio ancora più serio e determinato. Di fronte ad un paese che sta letteralmente morendo per ragioni esclusivamente economiche – e alla luce che un esponente di governo mostra chiaramente di sapere a chi appartiene la sovranità monetaria – il solo fatto di attendere un minuto di più nel procedere da parte del governo attuale alla messa in atto di tutto il deficit necessario a stabilizzare la nostra economia, rende complici del crimine tutti coloro che continuano a negare una vita decente agli italiani con la scusa che non ci sarebbero soldi, perché l’Italia avrebbe ceduto la propria sovranità all’Unione Europea o a chi che sia.
di Megas Alexandros





0 commenti