di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)
Da anni, Fabio Conditi, un ingegnere che ha deciso di occuparsi di economia e moneta, gira i teatri e le stanze social d’Italia, favoleggiando su quella che è, o meglio, sarebbe per lui, la moneta che tutti noi, chi più (pochi) chi meno (tanti), abbiamo nei nostri portafogli e sui nostri conti bancari.
Fin dal primo momento che ho avuto occasione di interloquire con lui, ho notato immediatamente due caratteristiche estremamente pericolose, per uno che crede di avere la verità in tasca e si propone di spargerla a giro, con interventi pubblici unicamente privi di contraddittorio. La prima: non è assolutamente “ferrato” nella materia che tratta; la seconda: una testardaggine di livello, che lo ha portato oggi ad avere un seguito di dimensioni direi preoccupanti, stante l’importanza sociale che riveste la materia di cui si occupa.
Non essendo l’ultimo arrivato riguardo alla conoscenza sul funzionamento della moneta moderna – in quanto mosso dall’intento di spiegare le reali motivazioni che stanno dietro al pessimo stato della nostra economia, da anni con l’aiuto di Warren Mosler, studio nel dettaglio il corretto funzionamento delle operazioni monetarie – ho provato più volte ad avere un contradditorio con Conditi. L’ho rincorso nei teatri e sui social. Ho persino scritto articoli non “teneri” nei confronti delle sue esposizioni e di quel suo, a dir poco sospetto legame con il movimento Positive Money finanziato da filantropi del calibro di George Soros e dalla commissione europea. Niente, Conditi è dotato di una estrema abilità nel nascondersi di fronte a chi ha la capacità di annientare le sue fantasie. Nelle sue apparizioni, come accaduto poche sere fa, accetta solo domande e non esposizioni che mettono in dubbio ciò che racconta.
Perché ho cercato di dibattere con lui?
Certamente non per ottenere visibilità o manie nascoste di protagonismo, ma per il semplice motivo che lui presentandosi come uno dei “paladini” del così detto mondo del “dissenso”, trae facilmente in inganno i meno esperti che lo ascoltano. E Conditi, è notoriamente conosciuto per far parte di quel nutrito gruppo di “unti dal Signore” che ogni giorno sui social, apparentemente affermano di combattere il “sistema” di potere della politica italiana che in questi decenni ha contribuito a rendere drammatiche le vite della maggioranza degli italiani.
Se l’italiano della strada sa difendersi da solo dalla propaganda politica, ben cosciente della sua natura fraudolenta. Quando invece a venderti la verità su materie complesse come è quella monetaria, arriva chi alza il vessillo contro banche e banchieri, l’uomo comune non esperto in materia abbassa le difese e perde quelli che sono i naturali anticorpi che servono a combattere le “sciocchezze” che gli vengono raccontate.
Questo è quello che quasi certamente è accaduto anche a @Sabrysocial – un profilo Twitter seguitissimo che da anni combatte il sistema – quando poche sere fa, si è fatta convincere da Conditi ad ospitarlo nel suo spazio live per il consueto show teatrale che egli mette in piedi.

L’ho ascoltato e sinceramente, dire che sono rimasto basito, è poco. Dopo anni, la sua narrativa non è cambiata di una virgola. Questo mostra una refrattarietà allo studio della materia ed una totale mancanza di empatia nel voler apprendere ciò che nei fatti non si conosce.
Quest’uomo va fermato. Qualcuno lo deve pur fermare! le oscenità che racconta in tema di creazione monetaria e contabilità dello stato, stando comodamente seduto sulla sponda del dissenso, rappresentano purtroppo il miglior sostegno promozionale per il potere elitario che ci comanda. Le inesattezze sono talmente clamorose e grossolane che, stante la sua buona fede, se anche un giorno Conditi arrivasse a ricoprire ruoli decisionali, sarebbe sufficiente una semplice risata al sistema stesso per liquidarlo.
Lo storytelling che Conditi racconta di uno stato a cui oggi sarebbe permessa soltanto l’emissione/creazione di monetine e che di conseguenza per finanziarsi debba ricorrere all’emissione dei titoli di stato e quindi ai soldi dei mercati, è smentita dai fatti e dalla realtà contabile. Per non parlare della differenza in termini di “debito” che sempre secondo Conditi passerebbe tra le così dette statonote (biglietti di stato), una volta emesse dallo stato e le attuali banconote emesse dalla banca centrale. Le prime, a detta di Conditi non sarebbero moneta a debito mentre le seconde Sì. Una follia, che non tiene minimamente conto di quella che è la caratteristica odierna della inconvertibilità della moneta e del monopolio pubblico che essa rappresenta. Un monopolio gestito in tandem dal governo e la banca centrale, con il primo che ha il potere di spendere e tassare nella valuta dello Stato. Le statonote sono un residuo del gold standard e di sistemi a cambio fisso, quando appunto la moneta non era fiat e si credeva convertibile in oro.
Gli Stati di tutto il mondo e quindi anche l’Italia, creano moneta ogni giorno con il semplice atto di spendere, altro che “soltanto le monetine”. Conditi, in modo a dir poco infantile, confonde il servizio di conio affidato al Tesoro e quello di stampa delle banconote rimesso alle banche centrali, con la creazione di moneta vera e propria che invece avviene con la spesa in deficit dei governi. I titoli di stato non finanziano un bel niente, anzi, al contrario, è proprio la spesa dello Stato a creare quelle riserve dentro il sistema bancario, con le quali poi il settore privato acquista i titoli.
Stampare banconote e coniare monetine, non significa nella maniera più assoluta averle consegnate ad imprese e famiglie. Per questo occorre l’azione di politica fiscale (di spesa), da parte dei governi. Oltretutto oggi la moneta in circolo per la maggior quantità è elettronica e quindi il supposto recupero della sovranità monetaria prospettato da Conditi attraverso l’uso di banconote emesse dal Tesoro, è puramente frutto delle proiezioni fantasiose di una persona che chiaramente non è del mestiere. Il recupero della sovranità monetaria (nei fatti mai persa, ndr), può avvenire solo e soltanto con il ritorno al suo corretto esercizio da parte di chi ci governa.
Conditi arriva persino a definire non a corso legale, il denaro corrispondente ai depositi che le banche commerciali creano nella loro funzione di concedere credito. Siamo all’incoscienza più assoluta, quasi al limite della denuncia penale se fosse provata la malafede. Confonde la valuta con il mezzo di pagamento. Tutti noi effettuiamo pagamenti con il denaro presente nei nostri depositi bancari, avete mai visto un giudice dichiarare questi pagamenti non validi?! Forse lo stato non accetta per il pagamento delle tasse, denaro proveniente da un prestito bancario?! Non scherziamo per favore! ma questo è quello che Conditi racconta alla gente.
Come detto, l’ingegnere confonde in modo puerile quello che è il significato di valuta, con quello di mezzo di pagamento a corso legale. Tanto per essere chiari, la valuta è: l’Euro, il dollaro, lo Yen, le Lire, ecc.; il mezzo di pagamento è: il contante, l’assegno, il bonifico bancario, la carta di credito, ecc.
Qui non occorre essere Keynes per chiarire la questione, basta il buon senso e leggere il codice civile. Quello che lo stato riconosce come mezzo di pagamento a corso legale è solo il contante. Ripeto mezzo di pagamento non valuta! La valuta a corso legale in Italia è l’Euro, e questo lo affermano chiaramente le leggi dello Stato. Questo significa che per assolvere ad un pagamento in Italia, questo deve essere fatto in Euro e non in altra valuta. Mentre come mezzo di pagamento solo il contante assolve al pagamento secondo le leggi dello Stato. E Conditi come interpreta questa cosa? che le uniche monete a corso legale in Italia sono le banconote emesse da Bankit e le monetine coniate dal Tesoro. Qualcuno glielo spieghi che anche i depositi bancari sono costituiti da euro a corso legale a tutti gli effetti.
Ancora mi chiedo come un economista brillante quale è Marco Cattaneo – che in questi anni da “bocconiano” infarcito di neoliberismo ha dimostrato grande capacità di analisi avvicinandosi alla MMT di Warren Mosler – possa girare l’Italia al fianco di Fabio Conditi ed ascoltare inerme le sciocchezze che racconta. A Marco, poche settimane fa, abbiamo fornito e discusso insieme a Roberto Bazzichi il documento redatto con la supervisione di Warren Mosler, dove, contabilità alla mano, si mostra che – nonostante il divorzio del 1981 tra Tesoro e Banca d’Italia e l’avvento dell’Euro – niente è cambiato nella sostanza nel processo di creazione monetaria da parte dello Stato italiano. E’ sempre ed esclusivamente il governo con la spesa in deficit a creare le attività finanziarie nette per il settore privato. Lo giri a Conditi, con la speranza che un raggio di luce possa attraversare le finestre della sua mente.
E per essere degno del miglior prestigiatore pronto ad ammaliare ed imbonire le folle, a Conditi non poteva mancare di presentare al mondo come sua creatura la soluzione a tutti i nostri mali, ciò che invece è già presente sul pianeta da almeno 5000 anni. Il SIRE (Sistema Integrato di Risparmio Erariale), è la creazione di Fabio Conditi in tandem con il gruppo della moneta fiscale. Un credito d’imposta regionale cedibile, proposto come strumento per finanziare l’economia reale e ridurre il debito pubblico attraverso uno sconto sulle tasse future, simile a una moneta locale o un “bonus fiscale”. Così definisce il SIRE Conditi, in quella è una “macedonia” di assurdità e sciocchezze.
“Non è una nuova valuta ma un credito d’imposta” e “nemmeno una valuta parallela” – tiene a precisare l’ingegnere che subito si contraddice: lo può diventare, se solo cambiamo la lettera iniziale da SIRE a Lire.
Ma, secondo voi che mi leggete, lo strumento monetario può cambiare la sua essenza con il cambio del nome? certo che no! E allora è una nuova valuta, del resto cosa è per sua natura le moneta dello stato se non che un Tax Credit. E come fa Conditi ad affermare che non sarebbe una valuta parallela? qui si va oltre la dottrina economica e il diritto, siamo nel campo dell’italiano puro. “Parallela” significa una valuta diversa che circola parallelamente a quella a corso legale. In questo caso per avere risvolti concreti e rendere efficace lo strumento monetario, lo Stato deve giocoforza tassare in SIRE. Quindi, lo stato italiano si troverebbe ad emettere due diverse valute: l’Euro e il SIRE.
Quindi dove starebbe tutta questa grande novità che Conditi presenta come epocale?! Il SIRE è una moneta, come lo è l’Euro e come lo erano le Lire.
Addirittura Conditi, a conferma che il SIRE ha tutte le proprietà di una moneta, ci informa che può persino funzionare da mezzo di scambio e persino finanziare gli investimenti pubblici senza aumentare il debito regionale.
ALT! Il “debito regionale”?! qui l’ingegnere pare essersi già immerso nel ruolo politico che siamo certi pregusta da tempo. Ci mostra che le sue intenzioni riguardo alla UE, sono già molto oltre quello che è il sogno di Mario Draghi con il suo progetto di completamento dell’integrazione europea. A quanto pare per Conditi la UE è già una Federazione a tutti gli effetti.
E così, propagandando il SIRE come la più grande rivoluzione monetaria del secolo, Conditi insieme al gruppo della moneta fiscale girano l’Italia facendo proseliti mentre il paese muore. Per la Verità, quella Vera, da raccontare agli italiani c’è ancora tempo, ma soprattutto, raccontarla fino in fondo, impedirebbe loro l’accesso nelle stanze istituzionali nelle quali Conditi pare essere ben gradito.
Tanto con queste premesse è impensabile che possa disturbare il manovratore…..
di Megas Alexandros





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