Anche la UE conferma che la sovranità monetaria è sempre in mano ai singoli Stati

UE e politica italiana confermano che il monopolio dell'Euro è dei singoli stati. Quando anche il mondo del "dissenso" racconterà la verità agli italiani?

8 Giugno 2026 | Attualità, Economia, News, Politica | 2 commenti

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Sulla supposta perdita della sovranità monetaria dell’Italia con l’entrata nell’Euro, è stata costruita negli anni una campagna mediatica a carattere trasversale di una tale imponenza che difficilmente ritroviamo in passato. Trasversale, perché la stessa ha visto coinvolti sulla medesima sponda, sia il sistema dei partiti che sostenitore dello status quo, che il così detto mondo del dissenso che apparentemente lo contrasta.

Credo, sfidando il narcisismo, di essere l’unico in Italia che da anni mette in evidenza quanto tutto questo sia frutto di una menzogna facilmente spiegabile con la dottrina economica e il diritto che disciplina le Costituzioni moderne.

Insieme all’amico Roberto Bazzichi abbiamo scritto molti articoli con valore di documento di analisi, dove si spiega puntualmente come si crea la moneta e chi la crea, ovvero l’oggetto del misunderstanding che caratterizza la propaganda di tutti coloro che sostengono la perdita della sovranità monetaria. Tale confusione ha fatto sì che oggi la narrativa comune si fondi esclusivamente sulla “credenza”, anziché sulla realtà giuridica e dottrinale.

La sfida al possibile narcisismo frutto del mio ego – che spesso mi sono sentito attribuire da chi non conosce la materia monetaria – è presto vinta dal momento che il lavoro di studio ed analisi puntuale confezionato con Roberto, non è frutto del pensiero personale, ma tutto è ricondotto all’evoluzione del pensiero dell’unico uomo oggi vivente sul pianeta Terra, che è riuscito a dare una definizione concreta e definitiva a quella che è la moneta moderna: un monopolio dello Stato.

Ecco, dal momento che la moneta è un monopolio dello Stato, sarebbe sufficiente chiedersi se l’Unione Europea (UE) rappresenti uno stato costituito oppure no, per giungere immediatamente alla risposta.

La UE non è uno stato costituito a livello di Federazione, come lo sono ad esempio per la loro Costituzione gli Stati Uniti. Manca dell’elemento essenziale rappresentato dalla sovranità popolare. La UE è semplicemente una unione monetaria frutto di un trattato inter-governativo (il Trattato di Maastricht), che all’interno delle fonti di legge, si posiziona nettamente sotto la nostra Carta costituzionale. La quale ricordo essere l’unico strumento di legge con forte impronta popolare che attribuisce i poteri sovrani (legislativo, esecutivo e giurisdizionale) ai vari organi dello Stato: Parlamento, Governo e Magistratura.

E’ chiaro che per ragioni di opportunità politica, non troveremo mai sulle pagine istituzionali della commissione europea una ammissione diretta che “L’Unione Europea non è uno Stato sovrano … e non possiede la sovranità monetaria per creare denaro dal nulla” – ma tutto ciò si deduce leggendo quello che la commissione scrive sui suoi documento ufficiali:

  • La Commissione afferma che i contributi nazionali basati sul Reddito Nazionale Lordo sono la principale fonte di entrate del bilancio UE e rappresentano oltre il 70% delle entrate.
  • L’UE spiega che il bilancio è finanziato soprattutto da contributi degli Stati membri, IVA e dazi doganali.
  • I siti ufficiali dell’UE affermano esplicitamente che l’UE non riscuote direttamente le imposte dai cittadini e che la tassazione resta competenza degli Stati membri.

Per esempio, una formulazione ufficiale molto vicina è:

“The EU does not have a direct role in collecting taxes or setting tax rates.” (European Union)

e anche:

“The EU does not impose taxes. It is the member states which set tax rates, collect taxes and decide how tax revenues are spent.” (Consiglio dell’Unione Europea)

La sovranità monetaria è la capacità di spendere e tassare, ossia la capacità di emettere la propria valuta ex-nihilo in quantità desiderata. E come si evince dai passi citati direttamente dai principali organi europei, la UE non ha questo potere.

Anche il denaro che la UE fornisce agli stati membri nella forma di prestiti – come ad esempio i fondi del  PNRR – non è denaro che la commissione europea crea e spende direttamente nelle economie degli stati membri. E’ denaro che viene raccolto sui mercati emettendo titoli europei (eurobond). La UE in questo caso, non essendo sovrana, a differenza di ciò che avviene con i titoli nazionali (Btp) si indebita realmente. Ed anche se per quanto riguarda i tassi, gode del lavoro della Bce quale prestatore di ultima istanza, non ha il potere di creare attività finanziarie nette (AFN) per il settore privato, come hanno i governi nazionali.

Che la UE non abbia nessun potere concreto di incidere sulle economie dei paesi membri – al di là dei consigli spesso sbagliati che impartisce – lo abbiamo visto con il PNRR. Nonostante i 200 miliardi prestati, l’economia del nostro paese non è cresciuta. Questo perché, mantenendo il nostro governo il proprio bilancio dentro l’avanzo primario, è come se di questi 200 miliardi non fosse arrivato nemmeno un euro all’economia reale del paese. Questo conferma il ruolo fondamentale della politica fiscale nella creazione e distribuzione della moneta. E questo potere come abbiamo constatato è ancora tutto nelle mani dei singoli governi.

Qualcuno, seguendo sempre l’imponente propaganda sul tema della sovranità monetaria, che ricordo concerne il monopolio della creazione monetaria, potrebbe facilmente obbiettare che tale potere sia oggi nelle mani della Banca Centrale Europea (Bce) o delle singole banche centrali nazionali (Bankit, Bundesbank, ecc.). Ma, come spiegato più volte le banche centrali pur gestendo il monopolio della moneta in tandem con i governi, con la funzione di politica monetaria a loro affidata, non hanno la possibilità di aggiungere attività finanziarie nette (AFN) dentro l’economia. Se escludiamo gli interessi che le banche centrali oggi pagano sulle riserve depositate presso di esse – o casi marginali di singole spese ad impatto inflattivo, come gli acquisti di oro che alcuni istituti centrali stanno mettendo in atto – torno a dire, le banche centrali non hanno potere di spesa.

Lo stesso vale anche per quanto concerne le quotidiane operazioni di acquisto dei titoli emessi del Tesoro, che gli Istituti centrali svolgono per mezzo degli agenti autorizzati a partecipare alle aste (i dealers). Operazioni che vanno ad identificare quello che tutti chiamano debito pubblico, il quale è alimentato dalla spesa in deficit dei governi e non da una creazione di denaro da parte delle banche centrali, le quali si limitano ad un “anticipo” concesso ai dealer con l’unico scopo di mantenere in piedi l’illusione che gli stati sarebbero finanziati dai mercati. [1]

Tornando all’aspetto più inquietante della questione, ovvero quello della trasversalità che caratterizza questa credenza, che per anni ho cercato di fugare con i miei articoli, creandomi “nemici” anche nel mondo del dissenso e per quello che più duole anche all’interno di MMT Italia, devo constatare con speranza che ultimamente il fronte si sta spaccando. Purtroppo non per opera di coloro che dichiarano di combattere il “sistema”, ma per mano di chi invece siede in parlamento.

Mi riferisco a Bagnai e Borghi, che dopo ripetuti dibattiti sui social e decine di articoli in cui anche duramente, ricordavo loro che l’Italia è ancora un paese sovrano nella moneta. Pare che i due oggi – ormai stretti tra l’Incudine della Verità e il Martello di un sempre più evidente crollo del consenso elettorale – si siano decisi ad esternare che è l’Italia a creare il denaro per la Ue e non viceversa.

Prima ha iniziato Bagnai poche settimane fa: Ora anche Bagnai ammette che la sovranità monetaria è sempre nelle mani del governo italiano. E allora perché non spendete per stabilizzare le vite degli italiani?!

E ieri è stato Claudio Borghi a pubblicare sul suo sito substack (a pagamento) un articolo dove risponde alla domanda di chi sono i soldi (Whose money is it?)

Borghi nel suo articolo, finalmente si pone la domanda di chi sono i soldi. Il che significa chi ne detiene il monopolio e quindi titolare della sovranità monetaria. L’argomento appunto che da anni sto trattando.

“Sono nostri (nel senso del popolo, ndr), della UE o della Banca Centrale Europea?” – si chiede Borghi nel sottotitolo.

Vi dico subito che non ho letto tutto l’articolo, perché per principio mi rifiuto di pagare per leggere un articolo scritto da un parlamentare della Repubblica, nel quale egli spiega quello che invece dovrebbe mettere in atto con la sua azione politica, per la quale è già profumatamente pagato dagli italiani.

Però in quei pochi passi dell’articolo che Borghi ci concede di leggere gratuitamente, già si evince in modo chiaro la risposta finale a chi appartenga il monopolio dell’euro in Italia:

La “concessione” da parte dell’UE per una spesa pari allo 0,3% annuo per tre anni con tetto massimo dello 0,6% per contrastare il caro energia sta ingenerando la solita confusione, con giornali in teoria autorevoli che rilanciano la storia dei “soldi in arrivo dall’UE.”

Mettiamo in chiaro un po’ le cose. Dall’UE, in questo caso, non arriva un centesimo…

Vedete, anche Borghi ci conferma che il potere di creare denaro è nelle mani del nostro governo.

Se uno Stato tassa i cittadini di più di quello che gli restituisce, al netto della spesa per interessi sul debito pubblico, si dice che è in avanzo primario. Già così dovrebbe venirvi il lieve sospetto che vantarsi dell’avanzo primario sia un po’ malvisto dai cittadini: in pratica si sta dicendo loro che sono stati un po’ tosati.

Qui Borghi affronta il tema dell’avanzo primario, già ampiamente spiegato. In avanzo primario non si crea denaro per l’economia reale ma solo per la rendita. Anzi lo si toglie.

E qui consentitemi un appunto a Borghi: l’unico che si vanta dell’avanzo primario, ritenendolo addirittura un dovere morale, è proprio il compagno di partito, nonché ministro del Mef Giancarlo Giorgetti.

Pertanto costoro vedono nell’avanzo primario un modo di ridurre il debito. Peccato però che ciò sia una sciocchezza, perché l’avanzo primario è sempre recessivo e in molti casi si rischia di ottenere l’effetto opposto, vale a dire che, invece di ridurre il debito, la contrazione del PIL ottenuta dalla stretta fiscale rende quello stesso debito meno sostenibile. È stato ad esempio il caso del consolidamento fiscale innescato da Monti (IMU e Legge Fornero), proseguito da Letta (IVA) e terminato da Renzi (Bail-in bancario). Risultato? 12 trimestri di recessione.

Quindi prendiamo atto che anche per Borghi operare in avanzo primario significa acuire lo stato recessivo della nostra economia. Dunque dal momento che anche il suo governo, come tutti quelli che ha citato, sta operando in avanzo primario – stante la piena contezza – siamo di fronte ad una vera e propria confessione di un agire eversivo a carattere criminale. Questo perché il risultato dell’avanzo primario è la morte economica del paese e le immani sofferenze che gli italiani devono affrontare.

Vi lascio con una domanda:

Quanto ancora il mondo del così detto dissenso intende andare avanti ad ingannare gli italiani sul tema della sovranità monetaria?

di Megas Alexandros

 

Note:

[1] Genesi operativa del sistema monetario e illusione contabile del vincolo di bilancio del Tesoro – Megas Alexandros

 

 

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2 Commenti

  1. Alfredo coppola

    Sempre magistrale la tua esposizione. Peccato che gramscianamente non ci sono allievi in grado di capire, comprendere e condividere!

    Rispondi
    • Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

      Grazie, sono molto contento che hai apprezzato il pezzo e il tema in questione che è fondamentale per salvare le vite degli italiani. Dobbiamo farlo capire alla gente

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MEGA ALEXANDROS (ALIAS FABIO BONCIANI)

Economista
Modern Monetary Theory specialist
Author of ComeDonChishiotte