Caro Generale Vannacci….. su debito e deficit dello Stato, non ci siamo proprio!

Futuro Nazionale si allinea all'austerità di Maastricht e pare non aver compreso chi crea l'euro in Italia. Cade così ogni speranza di cambiamento riposta nell'ultimo dei "finti" sovranisti.

12 Ottobre 2026 | Attualità, Economia, News, Politica | 0 commenti

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Gli italiani che da tempo si astengono e quelli che vorrebbero iniziare ad astenersi dalle prossime elezioni politiche, si interrogano se vale la pena o meno, dare fiducia all’ennesima figura politica che promette di governare come una democrazia richiede, ovvero nell’interesse della maggioranza del paese e non rendere servizio esclusivo ad un ristretta élite.

Il dilemma se interrompere o meno la valanga astensionista, ormai prossima a raggiungere la maggioranza nel paese, non è un dilemma da poco. Anche perché interromperla significherebbe tornare a rendersi partecipi dell’attuale sistema oligarchico che da decenni sta saccheggiando il paese, qualora il movimento di Vannacci, si macchiasse del “tradimento elettorale” di cui si sono già macchiate tutte le compagini partitiche arrivate in parlamento e al governo fino ad oggi.

Al di là dei vari temi che caratterizzano il programma di Futuro Nazionale, su alcuni dei quali ci sarebbe molto da dire e discutere in quanto a principi di democrazia e diritti, quello che principalmente interessa alle vite degli italiani, è valutare il pensiero di Vannacci nel campo dell’economia e della moneta. Questo perché economia e moneta, sono i due aspetti che essenzialmente governano il presente e il futuro delle famiglie e le imprese che operano nell’economia reale del paese.

In un sistema economico guidato dalla moneta che è un monopolio dello Stato, senza soldi non si fa niente!

Questa espressione a molti può sembrare riduttiva e forse anche fin troppo banale, ma vi assicuro che se per un attimo chiudete gli occhi ed ipotizzate di avere zero euro sul vostro conto, vi apparirà più realistica ed essenziale di qualsiasi altra cosa.

I dubbi sul Vannacci-pensiero in tema di economia e moneta erano già emersi in modo evidente nella lettura del suo programma; e per chi mi legge ne avevo già dato conto in un articolo di alcune settimane fa. [1]

Il fatto che nel programma di Futuro Nazionale si ritenga una necessità “riconquistare” la sovranità economica e fiscale soffocata dai trattati europei, anziché procedere verso un suo corretto esercizio, è già un chiaro segnale che il concetto di sovranità monetaria è abbastanza offuscato nella mente dell’ex generale. Insomma, il fatto che un ex servitore dello Stato non sappia a chi appartiene la sovranità nel suo paese, ci lascia molti dubbi sulle capacità Vannacci di difenderla. E la difesa della sovranità nazionale, ricordo, è il punto di forza che guida il messaggio politico di Futuro Nazionale.

Come ormai spiegato più volte, sia in termini di diritto che di dottrina economica, il monopolio dell’euro in Italia, è esercizio del governo italiano e di nessun altro. E’ il governo italiano che spende e tassa in euro sul territorio e non la Bce, né tantomeno la commissione europea che di sovrano non ha proprio niente. I Trattati esistono, ma sono accordi inter-governativi che in linea di principio gerarchico del diritto stanno sopra le leggi ordinarie, ma non sopra la nostra Costituzione. In particolar modo per quanto riguarda quelli che sono i diritti incomprimibili ed il rispetto dei principi su cui si fonda la nostra Repubblica. Il lavoro su tutti.

Parlare quindi di “riconquista” della sovranità monetaria è del tutto improprio, dal momento che mai è stata persa o ceduta. Ed il fatto che i nostri governi da oltre trenta anni (quindi anche prima dell’entrata nell’euro, ndr), si autolimitano per scelta politica nel suo esercizio, non può essere presentato come una perdita del monopolio. Confondere la decisione politica di limitare la creazione di moneta con la perdita della capacità di crearla, è un puro esercizio di propaganda che serve solo a mantenere in piedi il “dogma” della moneta scarsa e liberare chi ci governa da ogni responsabilità in merito.

Ad oggi non sono in grado di valutare la buona fede o meno di Vannacci, quando appunto ripete sul debito la stessa novella della Meloni e di chi ci ha governato in passato. Sapere se realmente tali dichiarazioni arrivino per mancanza di conoscenza della materia o per allineamento consapevole alla “farsa” neoliberista non è certificabile al momento. Ciò che però non può essere riscritta è la sua storia personale di uomo totalmente inserito ed appartenente al sistema di potere che ci ha governato in questi anni.

Il fatto che ne possa prendere le distanze in modo netto è una probabilità che non possiamo escludere, ma le premesse come dimostrato non vanno in questa direzione. Senza una piena presa coscienza, naturalmente dimostrata con le parole ed i fatti, di chi appartiene il monopolio della moneta in Italia, non possiamo commettere l’errore di dare fiducia all’ex generale, firmando una cambiale in bianco come in passato è stato fatto con i vari Renzi, Grillo, Salvini e ultima Giorgia Meloni.

Se poi si ascoltano le parole che Vannacci ha pronunciato pochi giorni fa su debito e deficit, la fiducia non può assolutamente essere concessa al suo movimento. Parole dalle quali purtroppo emerge un totale allineamento alle teorie austere di matrice neoliberista che hanno guidato il progetto europeo e le decisioni di chi ci ha governato nel trentennio passato.

E’ stato durante il “talk” tenutosi al bagno Biondetti a Marina di Pietrasanta (Lucca), che il leader di Futuro Nazionale ha tolto la maschera sull’essenza del suo pensiero riguardo all’azione da intraprendere in campo economico e monetario. Prima, con tono benevolo verso i suoi ex compagni di partito al governo, ha sottolineato di non sapere se dare un giudizio negativo “al Governo o al ministero dell’Economia”. Fatto sta che questo è il risultato. E il risultato non si discute. “Il risultato è che non siamo usciti dalla procedura di infrazione”, e “quindi la prossima finanziaria sarà limitata“. E poi con fedele adorazione ai trattati di Maastricht, ha pronunciato: “non possiamo neanche scostarci troppo da quelli che sono i parametri perché poi il debito qualcuno lo paga”, i giovani”.

Come potete vedere, anche il Vannacci-pensiero, quando si parla di bilancio dello Stato, è condito dalla medesima narrativa e gli stessi dogmi neoliberisti che guidano il pensiero unico quando si parla di economia e moneta: uno Stato che deve rispettare i parametri e quindi limitarsi nella creazione del denaro necessario a stabilizzare la nostra economia, altrimenti il “troppo” debito ricadrà sulle spalle dei nostri giovani. Sullo sfondo la procedura di infrazione, vista come la punizione divina che incombe su chi ci governa e su un popolo che apparentemente vivrebbe al di sopra dei propri mezzi. Uno schema mentale ormai consolidato, per rendere giustificabile e plausibile alla massa la scarsità della moneta.

Uno schema al quale di tutta evidenza, Vannacci non mostra minimamente di discostarsi.

Quindi, con queste premesse, chi voterà Vannacci non venga poi a lamentarsi sui social, se il generale una volta al governo farà le stesse identiche cose che sta facendo il governo di Giorgia Meloni e chi l’ha preceduta. Vannacci, pur ammettendo la sua buona fede, a meno che qualcuno non riesca a redimerlo e fargli capire chi realmente è sovrano in Italia, seguirà alla lettera le rigide e contraddittorie regole di bilancio che da una parte vietano qualsiasi sostegno finanziario all’economia reale e dall’altra invece acconsentono la fornitura di tutto il denaro che la rendita elitaria richiede.

Il debito pubblico per colui che emette la moneta in regime di monopolio, ossia lo Stato, non rappresenta un debito reale in quanto ad un peso finanziario da sostenere, come lo rappresenta per una famiglia o una impresa. Lo Stato, non ha nessuna necessità reale di ripagare il debito pubblico. E ripagare il debito pubblico in termini nominali, significa togliere risparmio netto e quindi capacità di spesa al settore privato. Solo tassando maggiormente si può ridurre il debito pubblico. Ed è quello che avviene nel nostro paese da oltre tre decadi, con i risultati che stiamo vedendo.

Continuare sulla stessa strada con la medesima ricetta, non farà cambiare le cose. E Vannacci pare proprio voglia continuare sulla stessa strada!

Ma quello che preoccupa ancor di più è che pochissimi hanno appuntato queste parole a Vannacci, invitandolo ad un dibattito chiarificatore su questo che è il punto fondamentale da capire e risolvere, se realmente vogliamo coltivare speranze di un reale cambiamento.

Questo articolo, vuole essere una mano tesa a tutto il movimento di Futuro Nazionale ed in particolare a Vannacci che lo guida, concedendo loro un’ultima possibilità verso la dimostrazione di un reale e sincero cambiamento, ma, allo stesso tempo anche un monito: senza una dimostrazione piena di aver compreso a chi appartiene il monopolio dell’euro in Italia, mi dispiace, il sottoscritto continuerà a sostenere il partito astensionista ormai maggioranza relativa nel paese e non contribuirà a dare legittimità democratica a nuovi governi che nasceranno di espressione puramente oligarchica.

di Megas Alexandros

 

Note:

[1] Vannacci per fermare l’astensione – Megas Alexandros

 

 

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MEGA ALEXANDROS (ALIAS FABIO BONCIANI)

Economista
Modern Monetary Theory specialist
Author of ComeDonChishiotte