Giorgetti: “Quando un Paese perde il controllo del debito non sceglie più: subisce”. La “farsa” politica sul debito, sembra non avere una fine.

Il ministro del Mef ci conferma che lo Stato italiano è sotto scacco di un potere oligarchico che ne guida le scelte e condiziona l'esercizio del monopolio della moneta.

24 Settembre 2026 | Economia, News, Politica | 0 commenti

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Lo Stato che si indebita come una famiglia o una impresa, e se si indebita troppo non è più in grado di spendere. Questo è quello che ascoltiamo ogni giorno dalla bocca di chi ci governa e dei loro “strilloni” dell’informazione. Addirittura, come ci comunica pochi giorni fa il nostro ministro dell’Economia e delle Finanze, con troppo debito lo Stato non sarebbe più nemmeno in grado di scegliere liberamente, ma costretto a subire le scelte di altri.

Giorgetti: “Quando un Paese perde il controllo del debito non sceglie più: subisce”.

Sono queste, le parole esatte pronunciate dal ministro Giancarlo Giorgetti, nel corso del suo intervento all’evento ‘Universalismo e sostenibilità del SSN’ organizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà presso l’Università dell’Insubria a Varese. Parole che indubbiamente hanno il compito di dare l’ultima spallata a quel poco di democrazia che è rimasta nel nostro paese.

Se chi ci governa, oltre a non poter spendere in conseguenza dei noti limiti al deficit – come ci dice Giorgetti – non sarebbe più in grado nemmeno di scegliere come e dove spendere le risorse reperite con le tasse, non possiamo far altro che constatare la fine della democrazia nel paese, e prendere atto che l’Italia di oggi si è trasformata in una oligarchia di fatto, che governo dopo governo pare essere sempre più cruda.

La fine della democrazia nel nostro paese, in conseguenza di uno Stato che ha abbandonato il suo ruolo e “subisce” le decisioni di chi governa dal “profondo” le nostre istituzioni, ha inizio in una data ben precisa ed oggi è certificata numericamente, in quanto a denaro creato, da un numero ben verificabile: 2.608 miliardi di interessi pagati dallo Stato italiano dal 1992 al 2025.

Questa è la montagna di denaro che chi ci ha governato in questi anni ha creato e versato nelle tasche di chi ha aveva (ed oggi ed oggi si trova ad avere ancora di più), già abbondante risparmio. Soldi che hanno precisamente hanno permesso alle famiglie elitarie italiane e tutto quel mondo lobbista che gira intorno a loro, un accumulo di ricchezza senza precedenti.

E per chi lavora? ZERO

Anzi, dal momento che per oltre 30 anni (eccetto che per i “particolari” anni del Covid), i bilanci dello Stato hanno sempre visto certificare un surplus primario per lo Stato; la parte concernente il surplus, è risparmio netto portato via dalle tasche degli italiani e alla loro capacità di spendere ed investire.

C’è una voce di spesa dello Stato che più di tutte riassume il concetto del “subisce”, con il quale Giorgetti a rete unificate ha definitivamente sdoganato lo stato oligarchico nel paese. E questa è la spesa per interessi sull’ormai noto debito pubblico. Una spesa “sacralmente” impossibile da tagliare e addirittura tenuta fuori persino dalle “tavole di Mosè” su cui si fonda il pensiero economico della UE, ovvero le regole di bilancio per gli Stati scritte nei Trattati di Maastricht.

Impossibile da tagliare perché l’obolo alla rendita, come detto, è sacro più di ogni altra cosa al mondo. Non esiste altro servizio pubblico ne la garanzia di qualsiasi diritto incomprimibile da tutelare, che possa passare avanti alla spesa per consegnare denaro a chi ne ha già in abbondanza.

Chi presta soldi è la divinità assoluta e quanto debba avere indietro in termine di interesse, lo decide lui: il mercato, quello che è il “Dio” supremo che per una percentuale di tasso in più, ha arrecato a sé il diritto di far vivere e morire ognuno di noi.

Questa è la realtà che ci raccontano e che purtroppo viviamo ogni giorno. Forse descritta in maniera troppo cruda, ma se ci pensiamo, neanche più di tanto, visto che chi passa dalla morte economica a quella fisica, fa ormai parte del nostro quotidiano. Una realtà che però sta dentro ad una “farsa” che pare essere infinita.

La farsa sta tutta nel presentare il denaro come un qualcosa di estremamente scarso, anche per coloro che invece ne sono i creatori in regime di monopolio. Parlo degli Stati e di conseguenza dei paesi, quelli che Giorgetti ci dice starebbero subendo le decisioni altrui per il troppo debito, che in termini finanziari corrisponde appunto alla mancanza di denaro.

Ma come può mancare il denaro al monopolista?! e come può stare in piedi il concetto di “debito”, nella sua accezione particolare, per un soggetto che crea ex-nihilo la valuta con cui il debito stesso è denominato?!

Basta riflettere un attimo, usando la logica elementare, su queste domande poste in maniera retorica, per capire la “farsa” a cui i nostri politici ci impongono di credere e sottostare. E per chi è più propenso a credere ai numeri, sono sufficienti i 2.608 miliardi di denaro creato dai nostri governi per la rendita, in poco più di 30 anni, per capire che per lo Stato italiano creare denaro non è assolutamente un problema.

Immaginate per un attimo se questi 2.608 miliardi anziché essere stati creati per consegnarli alla rendita finanziaria elitaria, fossero stati spesi per creare lavoro, quanto sarebbe stato diverso oggi il nostro paese. E la diversa scelta, consiste solo nella scelta politica, non in una necessità! Con questa scelta politica abbiamo distrutto una generazione e stiamo iniziando a distruggere anche la prossima, con questo tipo di politica economica interamente ed esclusivamente al servizio della rendita.

Il concetto di uno Stato che “subisce” sta tutto qui!

Subisce le decisioni di una classe elitaria che si è impossessata delle nostre istituzioni e le usa per i propri “sporchi” interessi. Il tutto naturalmente con la piena complicità (consapevole o meno non fa differenza), di governanti come Giancarlo Giorgetti.

La spesa per interessi è il concetto cardine che guida la farsa di uno Stato che “subisce”, ma ad essa potremmo aggiungere le altre azioni fiscali da parte di nostri governi, sia esse attive che passive, con le quali chi ci governa contribuisce ad ingrassare la rendita elitaria di posizione. I profitti colossali conseguiti dai settori monopolistici dell’energia, all’interno di una economia che cade a pezzi, ne sono la conferma fattuale. Per non parlare delle banche e dei loro utili a nove zeri, anch’essi ricollegati alla “criminale” politica sui tassi che non decidono i mercati, come ci raccontano, bensì sono decisi dal monopolista della valuta: banca centrale e governo.

E’ proprio così, i mercati non decidono niente! non sono i monopolisti, agiscono ed operano all’interno di quella che è la struttura istituzionale dello Stato. Certo, se per “decidono i mercati” si vuole intendere che soggetti privati, dal profondo delle nostre istituzioni, guidano le scelte di chi ci governa, quello è più che palese. Ma allora Giorgetti, ci deve fare i nomi, di chi indirizza le scelte politiche del governo. Altrimenti il suo operato diventa di pieno affiancamento all’azione eversiva in atto che sta trasformando il paese da una democrazia ad una oligarchia.

Sinceramente sarei anche stanco di tornare ancora sugli aspetti tecnici e contabili che certificano il monopolio dell’euro in Italia nelle mani del governo di Roma. Con l’amico Roberto Bazzichi, abbiamo scritto decine di articoli/documenti e un libro è in fabbricazione, dove si fa vedere, senza possibilità di confutazione, come sia il governo italiano quando spende ed emette titoli, a creare le riserve (denaro) dentro il sistema bancario, con le quali poi i privati acquistano i Btp.

Il denaro che “fantasticamente” i mercati ci prestano, è denaro precedentemente creato dallo Stato e consegnato loro tramite la spesa in deficit. Una spesa in deficit che come abbiamo visto sopra, per oltre 30 anni, è stata dedicata esclusivamente a pagare interessi. Quindi a creare e consegnare denaro a chi poi fa finta di prestarcelo.

Vedo che la totalità di chi si propone come voce politica nuova, tutti in coro, sono fermamente convinti che senza uscire dalla UE e recuperare una banca centrale, niente si possa fare per salvare la nostra economia e le vite degli italiani. Premesso che anche nell’euro i nostri governi, in quanto sovrani e titolari del monopolio, sarebbero in grado fin da subito di stabilizzare la nostra economia; senza portare i tassi a ZERO, non esiste altro modo per fermare il progetto elitario in corso di allargamento della scala sociale, che ha come fine ultimo la schiavitù del popolo italiano ed è iniziato ben prima che il paese entrasse nell’Euro.

di Megas Alexandros

 

Il ministro del Mef ci conferma che lo Stato italiano è sotto scacco di un potere oligarchico che ne guida le scelte e condiziona l’esercizio del monopolio della moneta.

 

 

 

 

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MEGA ALEXANDROS (ALIAS FABIO BONCIANI)

Economista
Modern Monetary Theory specialist
Author of ComeDonChishiotte