di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)
Pochi giorni fa ho scritto un articolo dove mi chiedevo quale posizione avrebbe tenuto la nostra premier Giorgia Meloni, sulla questione invio armi in Ucraina, ora che Donald Trump è prossimo a mettere nuovamente piede dentro la Casa Bianca.
Sinceramente, credevo che vista la scaltrezza con cui “Giorgia” si muove nel mondo dei poteri forti di casa nostra e l’abilità mostrata in questi anni di governo di farsi apprezzare anche a livello internazionale, avrei scommesso che la Meloni, dopo la vittoria di Trump, si ponesse in una posizione di conveniente attesa, di fronte a nuovi invii di armi alla corte di Zelensky. A maggior ragione dopo quanto avvenuto a stretto giro di posta, ovvero l’inaspettata e pericolosissima escalation che pone le basi per indirizzare il conflitto tra Russia ed Ucraina su un orizzonte mondiale, dopo il via libera statunitense a Zelensky per colpire la Russia sul suo territorio con l’utilizzo di armi a lungo raggio.
Mi sbagliavo! e per quanto sta succedendo aggiungere anche “di grosso”!
La situazione, come ben sappiamo, nei giorni scorsi è degenerata in conseguenza della più che folle decisione da parte del presidente americano Joe Biden, di acconsentire che l’Ucraina possa attaccare la Russia sul suo territorio con missili a lunga gittata di fabbricazione e gestione americana. Una vera e propria dichiarazione di guerra alla Russia per interposta persona.
E’ chiaro che se ti metto a disposizione i miei armamenti ed il personale che è in grado di azionarli, il fatto che i missili partano dalla territorio ucraino invece che da quello americano, non mi pone fuori nel conflitto e da eventuali risposte belliche da parte della Russia sul mio territorio. Sto di fatto minacciando direttamente la sicurezza di uno Stato, il quale ha tutte le sue buone ragioni per difendersi contrattaccando, fino a colpire gli obbiettivi sul mio territorio ritenuti una minaccia per la sua sicurezza.
Il Sì Usa a missili contro la Russia “è la risposta all’aggressività senza precedenti” – tuona Giorgia Meloni in un rapido punto stampa fuori dal suo albergo, affacciato sulla costa di Copacabana ma con una favela alle spalle.
“Il fronte occidentale deve restare unito” – aggiunge la premier italiana. Non è tempo di alleanze alternative, in tempi in cui anche il “grano è usato come un’arma”, lascia intendere la Meloni a chi le chiede cosa farà l’Italia semmai l’America di Trump dovesse optare per un disimpegno in Ucraina.
Al netto delle puerili giustificazioni da dare in pasto alla gente, come “il grano è usato come un’arma” (nel caso, dai mercati finanziari non certamente da Putin, ndr), la posizione guerrafondaia da sempre tenuta da Giorgia Meloni e quindi dal nostro governo, come si può facilmente evincere da queste dichiarazioni, non è arretrata di un millimetro. Anzi va a pieno sostegno di quella che è una azione più che folle, mirata a far deflagrare il conflitto su scala mondiale, presa da parte di una amministrazione il cui mandato è di fatto scaduto e da parte di un presidente che da mesi è ritenuto inabile a governare il paese, persino dagli stessi suoi compagni di partito, dal momento che hanno preteso che il suo vice, Kamala Harris, lo sostituisse in tutte le sue funzioni e persino nella corsa per la Casa Bianca.
E’ chiaro quindi che tale decisione non può essere stata presa da Biden in persona, ma dai suoi burattinai. E la domanda che dobbiamo assolutamente porci è la stessa che si pone con coscienza il giornalista, direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio nel suo consueto intervento nella trasmissione di Lilli Gruber:
“Ieri e l’altro ieri è successa una cosa gravissima – spiega Travaglio – Un presidente, ritenuto inabile anche soltanto a ricandidarsi perché non ci sta più con la testa, è stato indotto da chi lo burattina coi fili a decidere, da presidente scaduto, di portare a un livello ancora superiore l’escalation. Una mossa gravissima che prima né gli Stati Uniti, né la Gran Bretagna, né gran parte dei paesi europei tra cui l’Italia avevano accettato di fare. Allora noi dobbiamo domandarci – continua – È mai successo che un presidente scaduto, che non è in grado di fare il presidente altrimenti sarebbe stato ricandidato, decida al posto del presidente eletto, che si insedia fra un mese, una mossa di questa gravità? Perché?”.[1]
Travaglio, forte delle ricerche effettuate per scrivere il suo ultimo libro (“Ucraina, Russia e Nato in poche parole”), ci fornisce questa angosciante risposta sulla quale noi uomini di coscienza e non appartenenti a lobbie e fratellanze varie, dobbiamo assolutamente riflettere:
“Io nello scrivere il mio ultimo libro, mi sono reso conto che in America c’è un partito della guerra trasversale che non si vede e che ha usato presidenti democratici e presidenti repubblicani per fare guerre”.
Ora, se tutto questo fosse vero (ed i fatti ci guidano purtroppo in questa direzione, ndr), la cosa che ancor più ci deve far preoccupare in quanto italiani, è che il nostro attuale governo (come del resto quelli passati), è totalmente parte integrante di questo partito. Stante appunto il totale allineamento e la velocità che sfida quella della luce con la quale ci si conforma alle decisioni, apparentemente prese oltreoceano.
Dico “apparentemente” perché a questo punto, se esiste un partito trasversale che governa, dobbiamo anche chiederci dove è locata realmente la sede di questo governo trasversale che di tutta evidenza guiderebbe quella parte importante di mondo a cui apparteniamo, identificata con il termine generico “occidentale”.
Che il Potere agisca in modo trasversale dentro ogni istituzione per i propri interessi, pronto a calpestare chiunque di noi intralci i loro piani, è cosa nota e risaputa. E sinceramente inaccettabile per chi vive ancora di cristianità e democrazia. Ma qui si sta andando oltre l’impensabile immaginario. Qui, come giustamente tiene a metterci in guardia Travaglio:
“Non ci sono più vie di mezzo: l’alternativa alla pace è la terza guerra mondiale nucleare”
E la terza guerra mondiale nucleare, significherebbe la fine delle nostre vite in massa, ovvero la fine del mondo!
Resta difficile, per uomini normali come lo siamo noi, immaginare come una donna, una mamma e una cristiana, come si definisce Giorgia Meloni, sia così totalmente priva di empatia, da non dire basta e tirarsi fuori da questo sciagurato sistema di Potere, che porterà solo morte e distruzione. Senza risparmiare nessuno compreso i suoi cari.
Voglio andare avanti con lo scenario. Se Putin come molti lo definiscono, a partire dalla Meloni stessa, fosse un pazzo…. oppure provocato all’estremo impazzisse (non fa differenza!), e per dimostrare la sua forza sgancia solo un missile nucleare su Roma, Londra o Parigi, voglio che capiate tutti, non si torna più indietro dalla FINE!
Questo deve essere ben chiaro dentro la testa di ognuno, ma soprattutto dentro quella dei leader politici. Tutto questo vale la poltrona che ti conferisce tutto il potere?! vale l’appartenenza firmata con il sangue che ti garantisce il Potere per qualche anno?!
Guardate che, se almeno un leader del mondo occidentale non rompe il fronte e si pone contro a questa strategia volta all’escalation, la terza guerra mondiale arriverà. Quindi, Giorgia Meloni, nell’affermare la sua volontà di non rompere il fronte occidentale su questa posizione di voler sconfiggere la Russia ad ogni costo, è totalmente dalla parte sbagliata della storia oltre che della ragione, e chi la difende, anche non rendendosi conto della gravità delle sue azioni, avrà ugualmente le mani sporche di sangue per il resto della vita.
Qui non c’entrano le ideologie politiche o le simpatie per un partito o un leader politico, qui si tratta di fare quello che è giusto fare in base ai principi cristiani con i quali siamo stati cresciuti e di tornare ad essere quello per cui siamo nati:
Uomini e donne liberi ed indipendenti.
di Megas Alexandros
Note:





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