Emma Marcegaglia, un tetto al prezzo del gas per continuare ad esportare. “Che non si parli di togliere il vincolo esterno”

L'ex capo di Confindustria ed imprenditrice di alto rango, in una intervista pubblicata su La Repubblica, dichiara fedeltà a Draghi ed all'euro. Invoca il tetto al prezzo del gas per fronteggiare la concorrenza sleale delle imprese d'oltreoceano e ci svela che anche all'interno dell'Unione europea ci sono paesi dove il prezzo del gas è notevolmente calmierato rispetto a quanto pagano imprese e famiglie in Italia.

17 Settembre 2022 | Attualità, Economia, News, Politica | 0 commenti

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Il 13 Settembre scorso è stato pubblicato un mio articolo dal titolo “Emma Marcegaglia attacca i ‘fratelli d’oltreoceano’. I Poteri italiani sono pronti a tutto per il Grande Reset” – nell’articolo facevo riferimento ad alcune dichiarazioni dell’imprenditrice italiana Emma Marcegaglia, utilizzando come fonte il sito La Riviera online (rivieraweb.it).

Dopo che un lettore mi ha fatto notare che non tutte le dichiarazioni riportate erano attribuibili alla Marcegaglia, mi sono attivato in una accurata ricerca ed ho dovuto mio malgrado constatare che aveva ragione. In particolare per le dichiarazioni oggetto della seconda parte del mio articolo. Mentre quelle relative alla prima parte, in sostanza venivano confermate.

A dire il vero, prima della pubblicazione, avevo verificato e trovato le stesse dichiarazioni, oggetto dell’articolo, anche su altri siti web (almeno 7) ed in più una parte di esse venivano anche riportate in un successivo articolo prodotto da La Repubblica, rispetto all’articolo (prodotto dalla stessa testata), che trattava proprio delle dichiarazioni reali rilasciate dalla Marcegaglia (articolo a pagamento che in quel momento non mi era consentito leggere).

Quindi i molti siti web che le riportavano ed il doppio articolo del quotidiano La Repubblica, che come detto, in parte confermava le dichiarazioni, mi hanno tratto in inganno e per questo mi scuso con i miei lettori e la Signora Emma Marcegaglia.

A questo punto però, visto che poi, per onore della Verità, mi sono dovuto comprare l’articolo per leggerlo, non posso esimermi dal valutare quelle che sono le esatte parole ed il pensiero dell’ex presidentessa di ENI.

Beh, che dire…… leggendo l’intervista e quanto dichiarato realmente, penso proprio che il detto “la realtà è peggiore della fantasia”, si attaglia perfettamente al caso in questione.

Se nelle fantomatiche dichiarazioni, da me riportate, la Marcegaglia pareva manifestare un minimo di senso critico per tutto quello, che di drammatico per il popolo italiano, è accaduto dal 2008 ad oggi; nelle dichiarazioni reali invece la capitana d’industria addirittura si inginocchia di fronte a tutte quelle regole europee ed al fatidico “vincolo esterno”, che di fatto ha contribuito ad ingabbiare per decadi la vita delle famiglie e delle imprese italiane.

Sul concetto, si spinge talmente oltre che le sue parole suonano quasi come una minaccia verso chiunque, nel governo in addivenire, possa avere solo l’ardire di mettere in discussione vincoli, regole e struttura del sistema-euro:

«Chiunque governerà dovrà onorare i nostri vincoli con l’Europa, riconoscere il sistema di regole comuni. Possiamo immaginare che non rispetti gli impegni a cui sono legati i fondi del Pnrr? Sarebbe folle. E anche lo scudo antispread della Bce è legato a una serie di criteri di bilancio. Questi vincoli esterni, che sono positivi, andranno rispettati da chiunque vinca le elezioni».[1]

Basterebbero queste poche righe per chiudere la faccenda e chiarire da che parte sta la Marcegaglia. Sorrido a sentire queste parole e poi a pensare a tutti i “fessi” che ancora credono che sia la cattiva Germania a tenerci dentro l’euro.

Della questione ne ho parlato più volte ed a mio parere, è di vitale importanza. Molti tendono ad attribuire, ai poteri di casa nostra, un ruolo marginale e di sudditanza, per non dire di meri esecutori, all’interno del disegno finale raffigurato nel Grande Reset, quale appunto desiderio ultimo dei poteri globali.

Non è certo un mistero che il pensiero di Megas, sia quello che i poteri profondi italiani, siano a pieno titolo esecutori e massimi beneficiari di tale disegno, che definirlo “satanico” non fa assolutamente sconti alla verità.

Abbiamo visto in un precedente articolo, come un italiano “puro” quale è Mario Draghi, sia stato negli anni, fattualmente decisore ed esecutore di ogni atto volto a perseguire tale disegno. Questo, senza ripercorrere nuovamente ogni evento, fino a quello attuale rappresentato dalla decisione di imporre le note sanzioni alla Russia, le quali come sappiamo servono solo da copertura alla guerra finanziaria già in corso da più di un anno sul gas naturale, che sta portando al collasso molti sistemi economici dei paesi membri.

Se guardiamo poi anche al “bottino” (principale interesse dei suddetti poteri), non possiamo certo dire che l’élite italiana sia rimasta fuori dal saccheggio dei gioielli del “belpaese”. Basti pensare alle privatizzazioni ed in che mani sono finite. Per non parlare degli attuali e colossali profitti che ENI ed il nostro Tesoro conseguono sulla pelle del popolo, in conseguenza della ormai nota speculazione sul gas, appena citata.

Alla realtà descritta poi fa da contro altare, quella che ogni giorno ci viene rappresentata dalla stampa di regime, che ha il solo ed uno scopo di distogliere l’opinione pubblica da quelle che sono invece le reali intenzioni di chi manovra.

Ritenere responsabile delle nostre disgrazie la Germania brutta e cattiva o Putin l’invasore e l’attuale conflitto militare in corso in terra ucraina, è solo un modo per far credere al popolo ignaro, che tutta la questione sia ricondotta ad una lotta fra paesi conseguente alle loro diverse collocazioni geopolitiche ed alle caratteristiche peculiari dei loro sistemi economici.

Niente di più falso!

Il dramma che stiamo vivendo nel mondo occidentale ed in particolare nel continente europeo, ormai da decadi, è bene dirlo chiaro e ad alta voce: è totalmente definito in quelli che sono i contorni di una vera e propria lotta di classe, che, se vogliamo parlare dell’Italia, vede in campi opposti, da una parte una ristretta élite di stampo oligarchico che ha il pieno e totale controllo di ogni istituzione del paese – ormai non più definibile democratico – e dall’altra il popolo sottomesso e reso inoffensivo attraverso quello che è l’anestetico più potente, rappresentato dalla fraudolenta informazione, direttamente gestita dal “Sistema” di potere appena descritto.

Ecco il virgolettato sopra riportato ed il suo curriculum, penso tolga ogni dubbio su quale parte del campo debba collocarsi la Signora Marcegaglia all’interno di questa battaglia: presidente di Confindustria dal 2008 al 2012; presidente della Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli (la famosa Luiss, fondata nel 1974 da Umberto Agnelli) dal 2010 al 2019; e dall’8 maggio 2014 (nominata dall’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi) al 2020 è stata presidente dell’ENI.

Andando avanti nelle dichiarazioni rilasciate nell’intervista, la Marcegaglia, mostra seria preoccupazione per il prezzo del gas che mina il nostro settore industriale, ponendolo di fronte ad una concorrenza sleale nei confronti dei suoi pari statunitensi, dove il gas ha un prezzo sette volte inferiore. Addirittura ci confessa che perfino all’interno della stessa Unione europea ci sono paesi, come la Spagna e la Francia, che beneficiano di prezzi calmierati.

E qui dovremmo chiederci anche il perché! non sarà mica ancora il cattivone di Putin che si diverte a privilegiare alcuni paesi europei rispetto ad altri.

Certo che no, cara Signora!

Sarà invece per puro caso, che la questione sia tutta riconducibile alla sete insaziabile di profitti che caratterizza i Suoi amici oligarchi detentori di ENI ed alla insaziabile voglia di tassazione surrettizia da parte del nostro attuale governo, guidato da Mario Draghi, che Lei, non manca di osannare anche in questa intervista – il quale niente fa, per fermare la delinquenziale speculazione sul mercato dei TTF ad Amsterdam !?

Andiamo oltre e passiamo alle soluzioni, come si rispetti per imprenditore di successo:

«Il tetto europeo è la soluzione più utile per evitare che l’Europa si frantumi, l’unica strutturale. Si parla anche di separazione tra prezzi dell’elettricità e del gas, una misura positiva ma che sarebbe comunque penalizzante per l’Italia, perché siamo il Paese con la quota più alta di produzione di energia da metano».

In stile Draghi, la Marcegaglia gioca tutte le sue fiches per risolvere la questione, sul tetto europeo al prezzo del gas. Attenzione, non un tetto da imporre ai rivenditori sul territorio, ma da imporre a Vladimir Putin, il quale giustamente ringrazia, sorride e chiude i rubinetti.

In questa risposta della Marcegaglia compare anche per la prima volta quella che è la reale paura che non fa dormire la notte i nostri poteri profondi, ovvero il frantumarsi dell’Europa. Tale nefasta prospettiva, lanciata per ottenere un prezzo uguale per tutti in UE per il gas, ha tutto il sapore del classico “bluff” durante una partita di poker, dove ognuno ha paura di andare a vedere le carte dell’altro.

Altra partita di poker, con in palio il tetto sul gas, la Marcegaglia vorrebbe giocarla con Putin e mettere sul piatto la vita di tutto il nostro sistema economico:

«Putin fa un uso politico dell’energia. Le forniture sono già al 20%, se decidesse di azzerarle lo farebbe indipendentemente dal prezzo. Quanto agli altri fornitori, l’Europa come acquirente unico avrebbe un potere significativo, che le permetterebbe di imporsi, specie ai Paesi connessi via tubo come l’Algeria. Certo, il tetto non va messo a 50 euro, ma già i 150 di cui si parla, contro i 300 attuali, sarebbe un prezzo altissimo».

Mi rifiuto di commentare ma vorrei vedere in quale paese del mondo la Marcegaglia andrà a nascondersi qualora Putin vada a vedere le sue carte.

Ecco ora, che Emma ci confida quali sono le reali e fondate speranze sulle quali i poteri di casa nostra contano affinché il tetto sul prezzo del gas venga accettato in UE, senza considerare che poi lo dovrebbe accettare anche Putin:

«Questa concorrenza ha contribuito ad alzare i prezzi. Ma qui parliamo di sopravvivenza del mercato unico, ci sono tensioni sociali in tutta Europa: la gente non capirebbe una non decisione, magari per tutelare gli introiti dell’Olanda. Nel frattempo una delle cose che si possono fare in Italia, anche velocemente, è distribuire a prezzi calmierati alle imprese energivore e alle famiglie l’elettricità che il Gse compra dai produttori rinnovabili».

Insomma c’è da convincere gli olandesi a rinunciare ad un po’ dei loro profitti derivanti dalle transazioni sui derivati, per salvare l’euro….. mica la gente!

Intanto però ci si prepara ai razionamenti ed al relativo taglio alla produzione, che naturalmente farà alzare i prezzi, quindi probabile aumento dell’inflazione, da noi stagflazione:

«Il piano di riduzione dei consumi va fatto per tutti, imprese e famiglie. Guardi, con questi prezzi le imprese i risparmi li faranno comunque. Nei nostri stabilimenti stiamo analizzando linea per linea come risparmiare, cosa produrre di notte. Ma Bonomi ha ragione: le aziende vanno preservate, perché le chiusure vorrebbero dire cassa integrazione e ulteriore emergenza sociale».

Finalmente ci si rende conto che alzare i prezzi in virtù dell’aumento dei costi energetici stante la recessione trasformerà i profitti di pochi nei fallimenti di molti:

«L’industria italiana è stata brava a rimanere competitiva in condizioni veramente difficili, più di Francia e Germania. Il primo semestre è stato buono, ma il contesto è cambiato completamente. C’è un rallentamento complessivo della domanda globale, dagli Stati Uniti alla Cina, adeguare i prezzi non è più possibile».

Se la UE risponde picche al tetto, non c’è altra soluzione che il passare al deficit e qui la Marcegaglia sembra già allineata con il pensiero di quello che tutti indicano come il nuovo ministro delle Finanze, al secolo Giulio Tremonti:

«Uno scostamento in un momento del genere, con tassi e spread in rialzo, sarebbe pericoloso. Ma senza soluzioni europee bisognerebbe ragionarci».

“Vade retro scostamento di bilancio” – anche Emma, di fronte al diavolo del deficit, si ritira in un esorcismo puro evocando gli spiriti di Sheuble e Attali.

Si arriva a parlare di strategie e la Marcegaglia porta quello che è il pensiero dei fantastici “grandi imprenditori” italiani:

«L’Europa ragiona di autonomia e nel contesto di una sfida tra Stati Uniti e Cina, per non venire schiacciati, c’è bisogno di tutele strategiche. Ma restando aperti. Nella storia italiana autarchia e isolazionismo hanno sempre portato male, siamo un Paese esportatore, in crisi demografica, per cui tutte le potenzialità di crescita sono fuori. Tutti gli imprenditori la pensano così».

Il demone tedesco del mercantilismo, ormai si è impossessato di loro e sono tutti convinti, oltre le leggi della fisica e della contabilità, che una bilancia commerciale positiva e perenne possa essere raggiungibile per tutti i paesi del mondo. Chissà magari hanno già trovato chi importa i nostri prodotti sul pianeta Marte ed a breve ci faranno una sorpresa.

Finalmente si arriva a parlare anche della gente normale e nello specifico di salari:

«Va riaperto, è fondamentale discutere di salari e produttività. Anche di salario minimo, che non è un problema nell’industria, dove sono tutti sopra i 9 euro, ma può servire in altri settori per evitare abusi».

Detto fatto “Donna Emma”, ha già vestito i panni del datore di lavoro di ultima istanza e quelli di primo ministro, decidendo da ora il livello del salario minimo. Non sotto il quale ma sopra il quale non si può andare: 9 euro lordi

La strada per uscire dalla schiavitù è ancora lunga, Cari Amici.

PS: “Occhio non vede, Cuore non duole” – ora mi sento in colpa, forse, per una volta era meglio sacrificare la Verità a vantaggio del Vostro umore, e non correggere l’articolo!?

NOTE:

[1] Marcegaglia: “Solo un tetto europeo al prezzo del gas può evitare la recessione” – la Repubblica

 

 

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MEGA ALEXANDROS (ALIAS FABIO BONCIANI)

Economista
Modern Monetary Theory specialist
Author of ComeDonChishiotte