Sul PNRR tutti guardano il dito e non la Luna!…. anche il Prof. Bagnai

Il PNRR non aggiunge denaro al nostro sistema economico se il governo non spende in deficit. Lo Stato monopolista della moneta si finanzia semplicemente spendendo. Eventuali finanziamenti sono inutili ed indifferente è la loro provenienza per l'azione del governo.

2 Marzo 2026 | Attualità, Economia, MMT, News | 2 commenti

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Torno a parlare del PNRR, un argomento sul quale anche chi ci governa attualmente come chi li ha preceduti, continuano con una propaganda priva di pregio a mascherare quello che è l’aspetto negativo principale di questa iniziativa politica che, dati alla mano, nessun beneficio sta portando alla nostra economia in termini di crescita ed occupazione. L’obbiettivo principale che si cela dietro alla sua introduzione non è certo quello di rivitalizzare l’economia, bensì è propedeutico a far compiere ai paesi europei un primo importante e significativo passo verso quel debito comune che apre le porte ad una Europa federale, ben prima di aver ottenuto il consenso dei popoli.

Alla folta schiera di politici e giornalisti che si prodigano in questa ambigua propaganda, nei giorni scorsi, si è riproposto nuovamente anche il senatore, nonché economista e professore universitario, Alberto Bagnai. Purtroppo, anche il capo economista della Lega di Salvini, nei suoi comizi social quotidiani dove prova a far recuperar al suo partito il consenso perduto, evita di parlare di quello che è il principale aspetto negativo del PNRR, concentrandosi esclusivamente sulla presunta maggiore spesa per interessi, che il PNRR (debito europeo, ndr) secondo la sua analisi, apporterebbe al bilancio dello Stato rispetto al debito nazionale messo in piedi con i Btp.

Non che quello che afferma Bagnai non possa essere vero, ma come citato nel titolo, questo è il classico caso di chi di fronte ad un’azione di analisi, volge il suo sguardo verso il proprio dito anziché alla Luna. Poi se tale approccio, da Bagnai o chi per lui, viene usato perché funzionale alla propaganda oppure per allinearsi alla narrativa mainstream di una moneta scarsa per gli Stati, poco importa, dal momento che il risultato che si ottiene per le vite degli italiani, rimane ugualmente disastroso. Però, è dovere di chi vi scrive mettere a conoscenza che l’opera di propaganda di Bagnai e co. sul PNRR, è frutto di una cattiva comprensione di quella che è la creazione della moneta moderna e il corretto funzionamento della contabilità dello Stato, che ricordo essere il monopolista della valuta con la quale i governi spendono.

Veniamo subito al punto per poi sviluppare tutti gli altri concetti ruotano intorno. Come spesso ricordato, lo Stato titolare del monopolio pubblico sulla valuta che emette, crea denaro con il semplice atto di spendere e di conseguenza abbiamo una creazione netta dentro il settore privato, quando questa spesa è fatta in deficit. Questo significa che se il governo, nel suo bilancio annuale, non spende più di quello che incassa con le tasse, per identità contabile, non ha creato e di conseguenza immesso nessuna attività finanziaria netta (AFN) dentro il settore privato. Quindi, tanto per essere ancora più concreti, dal momento che il governo attuale opera in avanzo primario (saldo del bilancio prima della spesa per interessi, ndr), nessun euro al netto arriva all’economia reale del paese. Questo, indipendentemente dalle voci di spesa.

L’architettura “illusionistica” con la quale il governo fa apparire la necessità di un finanziamento per mettere in piedi la spesa pubblica – vuoi che siano gli eurobond del PNRR, i Btp, i grants, i crediti fiscali o soldi ricevuti dall’alto dei cieli – non determina la creazione di denaro. Dal momento che lo stato opera con il pareggio di bilancio o peggio ancora in surplus, nessun denaro affluisce nel settore privato. Anzi, nel secondo caso i governi lo tolgono dalle nostre tasche.

Questo semplice concetto contabile deve essere ben chiaro ed impresso nelle nostre menti, se vogliamo controbattere alla falsità di certa propaganda politica che mira solo a confondere gli italiani per ottenere consenso.

Quindi concentrarsi su una supposta maggior spesa per interessi, quando tutti i soldi presi in prestito con il PNRR, allo stato attuale non stanno affluendo dentro il sistema economico, si potrebbe definire follemente delinquenziale, dal momento che il risultato di questa azione politica sono le immani sofferenze che poi si abbattano su famiglie ed imprese. Ed è ancor più sgradevole da parte di Bagnai sorvolare su questa verità, se pensiamo che il principale responsabile di tale oscenità dottrinale è proprio il ministro Giorgetti, suo compagno di partito. Non è certamente un mistero che il ministro titolare del MEF, da mesi non si stanca ad ogni sua esternazione di ricordarci che l’avanzo primario, è per lui addirittura un dovere morale.

Quindi, prendiamo nota che per chi ci governa, l’agire in pieno contrasto con i principi fondanti della nostra Repubblica, scegliendo deliberatamente di non creare tutto il denaro necessario utile a stabilizzare il nostro sistema economico – in quanto ad occupazione, investimenti e consumi – sarebbe un agire dentro i canoni di una corretta moralità. Non è tutto, tale concetto di moralità alquanto sui generis, che chi ci governa si aggiusta a convenienza per salvaguardare il proprio operato, lo troviamo anche in quella che poi pare essere per loro la normalità di un deficit di bilancio dedicato al pagamento degli interessi, ovvero a fornire denaro esclusivamente alla rendita finanziaria.

I nostri governi, stante la lunghissima serie consecutiva di avanzi primari mai visti nella storia, da decenni stanno trasferendo denaro da chi lavora alla rendita finanziaria. E i nostri economisti poi si sorprendo perché l’Italia non cresce da tutto questo tempo. Pagare interessi, sarò ripetitivo, è una misura di politica fiscale altamente regressiva. Stai dando denaro a chi ha risparmio in proporzione del risparmio che possiede. Questo espone il paese a quell’allargamento esponenziale della scala sociale al quale stiamo assistendo, dove precarietà e povertà sono in continua espansione.

Tornando al PNRR, presentatoci all’epoca dall’ex premier Conte, come una pioggia di denaro che sarebbe caduta sul paese per nuovi e tanto attesi investimenti, ora potete ben capire che di quel denaro il paese non ha visto nemmeno l’ombra, in quanto ad aumento della capacità di spesa. Capiamoci bene, non sto dicendo che gli investimenti non sono stati fatti, ma dal momento che il governo agisce in avanzo primario, per farli sta tagliando altre spese. Quindi, l’attuale esecutivo non sta conferendo nessuna capacità di consumo ed investimento aggiuntivo al settore privato, eccetto che quella proveniente da un maggiore impatto moltiplicatore che eventualmente una misura di spesa può avere sull’altra. Se a questo aggiungiamo la reticenza del sistema bancario italiano a fare credito ad una economia sempre più in crisi, le ragioni di una mancata crescita per un sistema economico ormai totalmente privo della quantità di moneta necessaria per esaudire il desiderio diffuso di risparmio e di pagamento delle tasse per famiglie ed imprese, sono facilmente spiegate e spiegabili.

Ripensando al governo di Mario Monti, da dove l’austerità causa di tutto questo è partita con la veemente escalation che ci portiamo dietro fino ai giorni nostri; fa specie constatare come coloro che oggi dettano le linee economiche dell’attuale governo – identificatesi addirittura come sovranisti – affondino ancor di più le proprie radici nel fondamentalismo del pensiero economico neoliberal rispetto al senatore a vita ed ex rettore della Bocconi, noto a tutti per esserne uno dei principali sostenitori. Nello specifico, riguardo agli investimenti, oggi oggetto delle finalità del PNRR, ricordo che Monti propose a suo tempo nelle sedi europee il loro scorporo dalle voci di bilancio che compongono il deficit. In sostanza, anche Monti comprendeva quello che Bagnai oggi pare non comprendere, ossia che senza spendere in deficit, nessuna AFN (denaro aggiuntivo, ndr), arriva nel nostro sistema economico. Compromettendo ogni possibilità di crescita al paese, come di fatto è avvenuto e sta avvenendo.

Ho provato nei giorni scorsi ad intervenire nel dibattito social sul profilo Facebook del professor Bagnai. Come al solito, il suo dibattere nei miei confronti non va oltre lo sprezzante e le offese gratuite della mia persona e soprattutto della MMT di Warren Mosler, verso la quale ha il suo dente avvelenato è ormai datato nel tempo. Come potete leggere qua sotto il professore si rifiuta deliberatamente di argomentare sul tema esposto, chiedendo a me per interposta persona, di dimostrare ciò che affermo:

Il professore definisce “stronzata” affermare che la spesa in deficit dello Stato crei moneta, ossia attività finanziarie nette per il settore privato e mi chiede di dimostrare ciò che affermo. Bene, credo con quanto scritto sopra di aver fornito una spiegazione semplice e comprensibile anche all’uomo della strada. Ma, per chi volesse approfondire a livello accademico (professor Bagnai compreso, ndr), metto qua sotto un lavoro pubblicato poco tempo fa – confezionato insieme all’amico Roberto Bazzichi, con la sempre ottima supervisione di Warren Mosler – dove si fornisce ampia spiegazione tecnico-contabile di quanto Bagnai contesta.

Nella speranza, pressoché vana, che il Senatore e professore di economia Bagnai, venga ad un dibattito su questo argomento estremamente vitale per la nostra economia e l’operato dei governi, invito chi non lo avesse già fatto a rileggere questo documento:

Genesi operativa del sistema monetario e illusione contabile del vincolo di bilancio del Tesoro – Megas Alexandros

di Megas Alexandros

 

 

 

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2 Commenti

  1. Diego Ferrari

    Capire chi è autenticamente Bagnai è semplice, basta riascoltare bene il suo discorso in senato il 17 febbraio 2021 sulla fiducia al governo draghi, e confrontarlo con cio che ha cominciato a dire ripetutamente dello stesso (in un video lo definisce trombone) dopo l’insediamento del governo Meloni.

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    • Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

      In effetti la “doppia personalità” tra il Bagnai prima e dopo l’avvento in politica, è sotto gli occhi di tutti

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MEGA ALEXANDROS (ALIAS FABIO BONCIANI)

Economista
Modern Monetary Theory specialist
Author of ComeDonChishiotte