di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)
Con gli economisti ed i mezzi di informazione che sempre più assiduamente provano a darsi risposte, sul perché da oltre 30 anni l’economia del paese ed i salari degli italiani non crescono, improvvisamente la propaganda del partito del nostro presidente del Consiglio, si ricorda che la nostra Repubblica “sarebbe” fondata sul lavoro:

Ho usato volutamente il condizionale (“sarebbe”), proprio perché stando al vissuto, questo fondamentale principio che riempiva i cuori dei nostri padri costituenti, è stato letteralmente riposto in un cassetto dai governi che si sono susseguiti dal 1992 ad oggi, per servire unicamente la rendita.
L’inciso è molto semplice e facile da comprendere, se pensiamo che da tale data, la totalità dei bilanci annuali del governo (ad eccezione de quelli durante il periodo della pandemia), sono stati chiusi registrando un “avanzo primario”.
L’avanzo primario come più volte ricordato è il saldo positivo per le casse dello stato, risultante dalla differenza tra le entrate (tasse) e le uscite (spesa pubblica), al netto della spesa per interessi. Dal momento che lo stato crea moneta per il settore privato solo quando registra un deficit di bilancio, ovvero quando le uscite superano le entrate, capite bene che in avanzo primario non la sta creando. Anzi, per la parte relativa all’avanzo primario la sta addirittura distruggendo, togliendo capacità di spesa all’economia reale dal momento che con le tasse preleva da cittadini ed imprese più denaro di quello che versa con la spesa pubblica.
L’eccezione, come detto, riguarda la spesa per interessi che appunto viene tenuta fuori da questo conteggio. Ed è quella che viene finanziata in deficit, ossia facendo ricorsa alla creazione di denaro nuovo, che va ad aggiungersi sì nel settore privato, ma nelle tasche di chi ha già abbastanza risparmio per vivere.
Stiamo parlando di rendita e non di lavoro. Perché chi percepisce un reddito sui propri risparmi, stando seduto sul divano, sta di fatto ricevendo una rendita e non sta certamente contribuendo alla produzione.
Ecco parlando di cifre, dal 1992 Lira più Euro meno, chi ci ha governato e ci governa, ha creato quasi 3000 miliardi di denaro per consegnarlo a chi aveva ed ha già abbondante risparmio. Negando ogni singola Lira prima ed ogni Euro poi – con la scusa del “debbitoooo!” – a chi invece vuole lavorare, curarsi, istruirsi e fare figli.
Quasi 3000 miliardi di euro, questa è la cifra che corrispondono alla trasfusione di sangue avvenuta sulla scala sociale del paese, che per via fiscale ha portato al risultato di aver annientato completamente la classe media ed innalzato i livelli di povertà assoluta come non mai. Oggi, il 10% delle famiglie controlla più del 60% della ricchezza patrimoniale presente nel paese.
Nonostante la crisi economica sempre più evidente che attanaglia il paese frutto di questa drammatica evidenza, e con l’attuale esecutivo che niente sta facendo per invertire il flusso di denaro verso la rendita, pochi giorni fa alla vigilia della Festa della Repubblica, Giorgia Meloni, nostro presidente del Consiglio, ha avuto la faccia tosta di venire a ricordarci che la Repubblica sarebbe fondata sul lavoro.
Vorrei rammentare alla premier che il suo ministro del Mef, non perde occasione per ricordarci che operare in avanzo primario – quindi servire la rendita – sarebbe per lui addirittura un “dovere morale”.
Forse non mi sono spiegato bene: per oltre 30 anni si crea denaro solo per le tasche della rendita prelevandolo da chi lavora, e la nostra Repubblica sarebbe per questi signori fondata sul lavoro. Delle due l’una: o i nostri padri costituenti si sono dimenticati di aggiungere all’articolo primo della Costituzione “fondata sul lavoro per servire la rendita”; oppure tutti coloro che ci hanno governato dal 1992 ad oggi, hanno agito all’interno di un disegno eversivo e quindi vanno immediatamente incriminati e messi sotto processo.
Dal momento però che l’articolo primo, specifica che “L’Italia è una Repubblica democratica” – l’intento di servire la rendita non sta proprio in piedi. Perché il passo successivo per servire la rendita è quello di rendere legale la schiavitù. E la democrazia con la schiavitù non possono minimamente coesistere.
Quindi, accertato l’intento dei padri fondatori, la consistenza dell’azione eversiva svolta dai governi dal 1992 – casualmente anno del Britannia e della morte di Falcone e Borsellino – è certificata.
Consentitemi un altro appunto verso coloro che in totale spregio a quelli che sono i principi su cui si fondano gli stati democratici moderni, continuano insistentemente a sostenere che l’Italia avrebbe perso la propria sovranità monetaria a vantaggio di poteri o istituzioni esterne alla nazione: oltre 3000mila miliardi di creazione di denaro per la rendita dagli anni ’80 ad oggi – di cui buona parte prodotti dopo l’avvento dell’Euro – sono lì a testimoniare che la sovranità monetaria è ancora ben salda nelle mani di chi ci governa a Roma.

(Cliccate qua sopra per aprire la tabella) Debito_Italia_1980_2025
E questa è una evidenza fattuale e numerica che tutti possono comprendere. Anche chi appoggiato al bancone del bar continua a ripetere le scemenze che la propaganda politica e gli economisti-social gli raccontano. Basta andare nella colonna del saldo primario per vedere che dal 1992, quasi 500 miliardi sono stati letteralmente trasferiti dalle tasche di chi lavora a chi vive di rendita. Abbiamo governanti che interpretano la parte di Robin Hood alla rovescia, che stanno facendo rivivere al paese il volto peggiore di fenomeno che ormai pensavamo repressi come il colonialismo e la schiavitù
Poi esiste anche una evidenza tecnica, magari più difficile da comprendere ai più, ma ben evidente a chi conosce la materia: la Ue, intesa come la commissione europea non crea denaro netto (attività finanziarie nette) per i sistemi economici dei paesi membri. Il governo della UE non ha questo potere, che invece hanno i singoli governi nazionali. Questo perché la UE non è uno stato costituito, ma una unione monetaria priva dell’azione di politica fiscale. La UE non può spendere e tassare dentro i singoli paesi membri… e di conseguenza creare e distruggere denaro per il settore privato.
I soldi che provengono dalla UE sono tutti soldi precedentemente creati dall’azione fiscale dei singoli paesi membri. Sono loro che creano i soldi per la UE e non viceversa. La UE ha solo due alternative per procurarsi denaro:
- i contributi che riceve dai bilanci degli stati membri;
- reperirli sui mercati attraverso l’emissione di debito comune (eurobond);
Ma anche nel secondo caso, sono sempre i singoli paesi a creare le riserve (denaro) attraverso la spesa pubblica, che consentono poi ai mercati di acquistare i titoli emessi dalla commissione europea. In definitiva, se avete ben compreso, il denaro come quello del PNRR che ci spacciano come “manna dal cielo” fornitoci in prestito dalla commissione europea, è denaro nostro. Ci prestano i soldi nostri!!!!
E nonostante siano i governi a creare i soldi che poi prendono in prestito, ancora si continua con la favola che i governi avrebbero perso la capacità di emettere moneta!!!
E la maggior parte delle persone continua a crederci!!!
E neppure si svegliano quando improvvisamente i soldi che non c’erano per ospedali e cure mediche, appaiono per acquistare armi e vaccini o come abbondantemente sottolineato per servire la rendita.
Una Repubblica come l’Italia che dal 1992 crea denaro esclusivamente per la rendita, non può più dirsi fondata sul lavoro. Benché ne dica la propaganda del governo, l’Italia non è più una Repubblica democratica fondata sul lavoro, come sancito in Costituzione.
L’Italia oggi è a tutti gli effetti una oligarchia che serve la rendita elitaria e ammazza chi lavora e vuole fare figli.
di Megas Alexandros





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