La Valanga astensionista priva l’Europa di sovranità popolare. Ignorati gli appelli di Mattarella. E’ la sconfitta del “sistema dei partiti”

Astensionismo record, abbattuto il muro del 50%. Chi non partecipa è ormai maggioranza nel paese. L'Europa, per gli italiani è priva di legittimità democratica. Solo lo stato profondo che controlla le nostre istituzioni continua a far credere alla gente che esista.

10 Giugno 2024 | Attualità, News | 0 commenti

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Ci siamo, l’inarrestabile valanga astensionista – sicuramente la più grande manifestazione di democrazia naturale mai vista che contrasta l’attuale sistema dei partiti – ha rotto il muro del 50%, è maggioranza nel paese!

I dati ufficiali, provenienti dal Viminale, inchiodano la quota di partecipazione di coloro che ancora hanno voglia di legittimare il sistema al 49,69%. Una astensione che supera il 50% e che solo ieri alle 19 di sera, a pochissime ore dalla chiusura dei seggi era addirittura del 60%. Avranno offerto cena ai seggi per portare a votare chi ormai da tempo, mangia decentemente solo una volta al giorno, ma il sospetto che tale dato sia stato fortemente ritoccato, nessuno ce lo toglie.

Never mind!

Gli italiani che non accettano più di partecipare al sistema sono, anzi siamo la maggioranza e pretendiamo rispetto!

Soprattutto lo pretendiamo da chi nei giorni scorsi si è affannato sul web e tramite i canali dell’informazione ha dileggiare per non dire denigrare, coloro che si rifiutano di votare con la convinzione che farlo sia il presupposto per legittimare una istituzione che nei fatti non esiste, proprio perché priva del potere costituente del popolo.

Ne abbiamo sentite di tutte e di più per cercare di convincere la gente a recarsi alle urne. Sono arrivati persino ad usare la psicologia provando a far sentire in colpa chi si astiene, sul presupposto più che falso che chi non vota avvantaggerebbe il sistema in quanto a peso specifico. Ovvero più alta è l’astensione e più vale il voto di chi vota!

Hanno provato a dirci che chi si astiene di fatto delega chi vota, come se votare fosse una assemblea di condominio, dove al delegato viene consegnato il voto del delegante. Niente di più falso a nessuno è stata consegnata la scheda di chi non ha votato, quella scheda lasciata intonsa nelle mani dei presidenti di seggio, ha contribuito a determinare il dato degli astenuti di cui oggi anche tutti i giornali di regime sono costretti a parlare.

Chi si astiene vota, e lo fa non recandosi alle urne solo e soltanto perché il regime non consente loro di esprimere sulla scheda quello che è il loro pensiero, ossia:

“Nessuno di Voi”

Chi si astiene lo fa perché fondamentalmente non gradisce nessuno dei candidati che si presenta dentro quello che è appunto il sistema dei partiti che caratterizza la nostra politica. Un sistema, come ormai dimostrato, che ha abdicato ai principi democratici che la nostra Costituzione prevede appunto per le organizzazioni partitiche, che invece agiscono in favore delle tenebre dentro la più totale trasversalità. [1]

Chi si astiene, in precedenza è gente che si recava al seggio di appartenenza e che puntualmente è stata tradita dai loro rappresentanti all’interno di quello che è il mandato elettorale. Dal Renzi rottamatore, passando per i cinquestelle, il Pd e la Lega per finire a Fratelli d’Italia e l’attuale premier Giorgia Meloni, ogni composizione partitica ed ogni suo rappresentante, una volta al governo ha puntualmente tradito i loro elettori, cambiando radicalmente idea sui temi fondamentali, rispetto a quanto promesso e sostenuto dai banchi delle opposizioni.

Il tema più importante sul quale tutti i partiti (e sottolineo tutti!), hanno tradito è la questione Unione Europea e moneta unica, una struttura apparentemente democratica ma priva del necessario potere costituente per dirsi tale.

La UE come magistralmente dimostrato dai recenti scritti del filosofo Giorgio Agamben (riportati in un mio articolo pubblicato prima del voto), è di fatto tecnicamente solo un patto fra stati, che concerne esclusivamente il diritto internazionale e quindi priva della sovranità popolare che caratterizza ogni democrazia.

“Dal punto di vista del diritto costituzionale, l’Europa non esiste” (cit. Giorgio Agamben)

Il Potere costituito, cosciente di dover colmare questo deficit democratico ha fatto di tutto per porre rimedio, anche attraverso il tentativo di far votare supposti testi Costituzionali postumi. Tutte azioni che sono andate incontro al fallimento. Significativo come il testo denominato Costituzione Europea, elaborato da commissioni di burocrati senza alcun fondamento popolare e approvato da una conferenza intergovernativa nel 2004, quando è stato sottoposto al voto popolare, come in Francia e in Olanda nel 2005, è stato clamorosamente rifiutato.

Di fronte a tale clamoroso fallimento si è andati avanti con l’ennesimo trattato (Lisbona 2007 dopo quello di Maastricht del 1993). Non una costituzione, ma ancora una volta un accordo tra governi, la cui sola consistenza riguarda il diritto internazionale, per il quale i nostri politici si sono ben guardati dal sottoporre all’approvazione popolare.

Da qui, la realtà del cosiddetto parlamento europeo che si trattava di eleggere non sia, in verità, un parlamento, perché esso manca del potere di proporre leggi, che è interamente nelle mani della Commissione europea.

Dal momento che per redigere una costituzione elemento fondamentale è il popolo, in mancanza di un popolo europeo, è chiaro come venga a mancare l’elemento fondamentale. Se è vero che il potere costituito presuppone un potere costituente, l’idea di un potere costituente europeo è il grande assente nei discorsi sull’Europa.

Di questo, l’attuale potere costituito illegittimamente ne è pienamente cosciente; ed è in questa direzione che vanno inquadrati i recenti appelli al voto proclamati con forza anche dal Presidente Mattarella durante gli ultimi festeggiamenti della festa della Repubblica:

Mai parole erano state più esplicite di quelle che Mattarella ha pronunciato nel suo discorso:

“Con il voto consacreremo la sovranità dell’Unione”

Più chiaro di così!

Stanno con forza cercando di conferire sovranità popolare ad un qualcosa creato da loro stessi e che sanno benissimo esserne privo. Hanno paura, perché la differenza che passa è tra l’impunità ed il reato di attentato alla nostra Costituzione di cui potrebbero essere accusati una volta che il loro sistema cadrà.

E la storia ci insegna che prima o poi ogni sistema di potere è sempre caduto. Non ultimo quello fatto cadere con tangentopoli.

Certamente per fare posto ad un altro, ma coloro che ne hanno fatto parte e lo hanno sostenuto, è evidente, temono per la loro sorte.

E adesso cosa di fa?! molti se lo chiedono….

Primo, chi non ha votato, ha la coscienza serena di non aver partecipato alla legittimazione del sistema e questo li renderà beneficiari del più grande dono che un padre possa desiderare: quello di poter continuare a guardare negli occhi i propri figli.

Secondo, dobbiamo essere forti ed uniti nel ripetere tale affermazione nelle prossime politiche, in modo da non rendere più democratici i futuri governi che il sistema si ostinerà a mettere in piedi pur senza la partecipazione al voto della maggioranza degli italiani.

Da lì in poi con una maggioranza pura costituita al di fuori del sistema dei partiti, ogni iniziativa popolare sarà pienamente legittima, a partire da un referendum per uscire dall’euro fino ad un totale sciopero fiscale da parte di cittadini ed imprese per ricrearsi da soli i deficit governativi necessari per il buon funzionamento del nostro sistema economico. Deficit che i governi del regime ci hanno precluso per decadi, solo e soltanto per infilarci nella gabbia del debito per poter saccheggiare meglio la nazione e gli italiani.

Tale maggioranza sarà anche in grado di riconoscere i propri leaders tra coloro che mai hanno fatto parte del sistema dei partiti. E riguardo a questo, elemento essenziale per chi si presenterà come condottiero di questa maggioranza, dovrà essere quello di non essersi mai candidato per nessuna formazione partitica.

Dobbiamo avere fiducia, la valanga astensionista nel nostro paese – una dimostrazione di forza democratica nata dal popolo – è forse la più grande speranza di rivoluzione pacifica per un futuro migliore per il paese e per i nostri figli.

di Megas Alexandros

 

Note:

[1] Gli “astensionisti” (primo partito in Italia), riporteranno la democrazia nei partiti? – Come Don Chisciotte

 

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MEGA ALEXANDROS (ALIAS FABIO BONCIANI)

Economista
Modern Monetary Theory specialist
Author of ComeDonChishiotte