Mattarella si aggiusta la democrazia

7 Luglio 2024 | Attualità, News, Politica | 0 commenti

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Sono passate solo poche settimane da quando, prima della tornata elettorale europea, Sergio Mattarella invitava con forza gli italiani a recarsi alle urne per “consacrare con il voto, la sovranità dell’Unione” [1] – che il presidente della nostra Repubblica, ha sentito il bisogno di cogliere la prima occasione pubblica, per avventurarsi in un lungo discorso sul concetto di democrazia.

Tale urgenza si è resa necessaria per il primo cittadino italiano poiché, come ben sappiamo, gli italiani se ne sono infischiati dei suoi appelli al voto ed ormai totalmente sazi dei perenni tradimenti del mandato popolare da parte della totalità della nostra classe politica, sono rimasti a casa, facendo salire il dato dell’astensionismo ben oltre quella che è la soglia della maggioranza nel paese.

Andiamo subito al dunque!

Che ci fosse una estrema necessità di affrontare l’argomento democrazia – stante le condizioni terminali in cui la stessa versa nel nostro paese – da parte del rappresentante più in alto delle nostre istituzioni repubblicane, è fuor di dubbio. Credo che Mattarella però, abbia sbagliato l’interlocutore a cui rivolgersi. Stante il vissuto, non sono certo gli italiani che hanno bisogno di un ripasso di quelli che sono i principi che regolano la democrazia, ma bensì tutti coloro che operano nelle nostre istituzioni più alte, a partire dalla Sua.

E’ chiaro che nel suo intervento – dentro quello che è un discorso (come vedremo, ndr) di un relativismo assoluto, dove il capo dello Stato, arriva ad affermare tutto ed il contrario di tutto – Mattarella è chiamato all’impossibile compito di far combaciare gli interessi dell’attuale sistema dei partiti (a lui tanto caro) – che appare ormai totalmente fuori dai principi democratici che la nostra Costituzione impone alle organizzazioni partitiche – con il compito che il suo ruolo gli attribuisce di difensore della Costituzione stessa, la quale sappiamo essere ispirata ai principi democratici più alti.

Tra varie citazioni storiche di prelati e filosofi – tra le quali certamente poteva risparmiarsi quella del “socio” in affari  ex presidente Napolitano (non certo un campione in fatto di democrazia e rispetto della sovranità popolare e delle nostre istituzioni) ed un esercizio di contorsionismo con parole che suonano come un inno alla retorica – spicca l’invito di Mattarella a ricordare a tutti che “vi sono limiti alle decisioni della maggioranza, nel senso che non si possano violare i diritti delle minoranze e impedire che possano diventare, a loro volta, maggioranze”. [2] – [tratto dal discorso integrale del Presidente Mattarella, pronunciato a Trieste durante l’inaugurazione della Settimana sociale dei cattolici]

Sinceramente appare curioso che solo adesso, che la maggioranza degli italiani è passata sulla sponda opposta, Sergio da Castellammare del Golfo, si ricordi dei diritti delle minoranze. Forse c’è da difendere quella minoranza che oggi partecipa a quella che ormai è una democrazia di fatto apparente, estremamente utile, per opportunità di quorum, a conferire il potere necessario al sistema affinché possa continuare indisturbato il saccheggio del paese in spregio alla democrazia ed in danno della maggioranza degli italiani?!

A pensar male spesso ci si azzecca! diceva un illustre collega di partito del presidente Mattarella.

Le libertà ed i diritti che oggi Mattarella invoca, sono le stesse libertà ed i medesimi diritti che l’attuale capo dello Stato ha calpestato durante tutta la sua doppia presidenza. Dalla dittatura sanitaria ai lockdown, dal green pass fino all’obbligo vaccinale, per non dimenticare tutto il suo pieno sostegno a tutte le politiche lacrime e sangue imposte nel nome dell’Europa, con la pretesa finale persino di “consacrarne la sovranità”, sono tutte posizioni politiche che il nostro capo dello Stato ha sostenuto in totale spregio alla sovranità popolare che egli stesso è chiamato ad esercitare e non appaltare ad altri.

“Non è democrazia senza la tutela dei diritti fondamentali di libertà, che rappresentano quel che dà senso allo Stato di diritto e alla democrazia stessa” – afferma in un passaggio del suo discorso Sergio Mattarella.

Chi glielo ha scritto poteva almeno ricordarsi che proprio pochi anni orsono, lo stesso Mattarella per ottemperare agli ordini di Davos di vaccinare a tappeto più italiani possibili, non si face remora a calpestare persino il più alto diritto della libertà della persona.

Nel proseguo del suo discorso, il presidente non poteva mancare di affrontare il punto più dolente per la nostra politica e per la democrazia: l’astensionismo.

Dopo aver proposto alla platea che lo ascoltava, alcune domande del tutto retoriche, Mattarella non ha potuto fare a meno di ammettere che la non partecipazione al voto di fatto rende la democrazia “imperfetta” (usando le sue parole, ndr).

“Occorre, piuttosto, adoperarsi concretamente affinché ogni cittadino sia nelle condizioni di poter, appieno, prendere parte alla vita della Repubblica. I diritti si inverano attraverso l’esercizio democratico. Se questo si attenua, si riduce la garanzia della loro effettiva vigenza. Democrazie imperfette vulnerano le libertà: ove si manifesta una partecipazione elettorale modesta. Oppure ove il principio “un uomo-un voto” venga distorto attraverso marchingegni che alterino la rappresentatività e la volontà degli elettori. Ancor più le libertà risulterebbero vulnerate ipotizzando democrazie affievolite, depotenziate da tratti illiberali”.

Leggendo queste poche righe è chiaro che Mattarella si rende perfettamente conto che un governo che nasce senza la partecipazione popolare è di fatto espressione di una oligarchia nella migliore delle ipotesi o di un regime nel caso peggiore. Sempre che si possa individuare qualcosa di buono per il popolo tra queste due forme di governo.

Ma quello che il nostro presidente manca di affrontare, sono le reali motivazioni per cui oggi gli italiani non votano. Volutamente o meno con queste parole, invertendo causa ed effetto, prova a confondere le acque facendo apparire chi non si reca alle urne come il maggior responsabile per l’accrescere delle limitazioni delle libertà e dei diritti per il popolo italiano.

Non scherziamo!

Tali limitazioni, che orami nel paese crescono di giorno in giorno da troppo tempo, sono del tutto attribuibili al sistema oligarchico che si è instaurato nel paese e condotto dai partiti, il quale attraverso logiche di appartenenza si è impossessato delle nostre istituzioni. Lo stesso sistema a cui anche Mattarella si inginocchia da sempre.

Sono proprio le figure istituzionali poste più in alto ed a cascata i loro sodali, che da tempo immemore nell’esercizio delle loro funzioni, non rispondono più al popolo sovrano ma a logiche di interesse personale che hanno dato vita ad uno vero e proprio stato profondo dentro le istituzioni stesse.

Sono proprio le istituzioni principali del paese, quelle preposte ad esercitare i tre poteri sovrani dello stato (esecutivo, legislativo e giurisdizionale), a non essere più credibili per la maggioranza degli italiani e ad averli spinti a non presentarsi più alle urne per esercitare un diritto che di democratico non ha proprio più niente.

E dopo l’immancabile inno all’Europa rappresentata da sempre come la nostra salvezza, Mattarella ci lascia persino con la soluzione:

“Ebbene, battersi affinché non vi possano essere “analfabeti di democrazia” è una causa primaria, nobile, che ci riguarda tutti”.

Aggiunge: “La Repubblica ha saputo percorrere molta strada, ma il compito di far sì che tutti prendano parte alla vita della sua società e delle sue istituzioni non si esaurisce mai. Ogni generazione, ogni epoca, è attesa alla prova della “alfabetizzazione”, dell’inveramento della vita della democrazia”.

Quindi, interpretando le parole del presidente, chi ha votato dovrà farsi carico di convincere gli astensionisti a tornare nella cabina elettorale, nel contempo il Sistema dei partiti, provvederà a rinnovare le facce creando nuovi e prossimi imbonitori di folle che prometteranno l’impossibile a tutti.

Credo proprio che gli italiani a questo giro non si faranno più fregare e la valanga astensionista sarà ancora più grande prima di terminare la sua corsa a valle.

Sta a noi cittadini non appartenenti, ognuno singolarmente ma uniti nello scopo finale, tornare a fare politica sui social e nelle piazze, per trovare il modo di unire questa maggioranza ormai conclamata intorno a poche azioni semplici e concrete.

Riprendiamoci la nostra Sovranità.

di Megas Alexandros

 

Note:

[1] La Valanga astensionista priva l’Europa di sovranità popolare. Ignorati gli appelli di Mattarella. E’ la sconfitta del “sistema dei partiti” – Megas Alexandros

[2] Il testo integrale del discorso di Mattarella a Trieste (avvenire.it)

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MEGA ALEXANDROS (ALIAS FABIO BONCIANI)

Economista
Modern Monetary Theory specialist
Author of ComeDonChishiotte